Non si può bloccare con l’auto il passaggio a chi parcheggia male
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23 Mag 2016
 
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Non si può bloccare con l’auto il passaggio a chi parcheggia male

Vietato farsi giustizia da sé: chi lascia l’auto sul parcheggio altrui o in prossimità di un passo carrabile non può essere chiuso da un’altra auto solo per vendetta.

 

Lasciare l’auto in divieto di sosta costituisce una violazione del codice della strada passibile di multa; parcheggiarla sul box altrui è anch’esso un illecito, ma il relativo proprietario non può, per vendicarsi, impedire al maleducato di uscire ostruendogli il passaggio con il proprio mezzo lasciandolo di dietro. Si tratta, infatti, del reato di violenza privata, che può essere oggetto di querela. A dirlo è la Cassazione con una sentenza di questa mattina [1].

 

Solo una settimana fa avevamo commentato la pronuncia della Corte di Appello di Palermo che aveva ribadito un indirizzo giurisprudenziale ormai costante e consolidato: ostruire il passaggio a un’auto, parcheggiando la propria in modo incivile tanto da non impedirle di entrare o uscire da un parcheggio, un cancello, una proprietà privata, un box, ecc. integra il reato di violenza privata (leggi “Parcheggio: è reato bloccare un’altra auto”).

Ma che succede se un altro automobilista lascia la propria vettura in modo da impedire, al proprietario di un garage, un terreno, un parcheggio, ecc. di far accesso alla sua proprietà privata? Il primo, certo, può essere querelato, ma il secondo non può, a sua volta, farsi giustizia da sé e lasciare la propria auto dietro la prima, impedendole a sua volta l’uscita.

 

Il problema potrebbe porsi soprattutto all’interno dei condomini o, almeno, in quelli dove i posti auto, pur non essendo di proprietà di ciascun singolo condomino, vengono assegnati con criteri rotatori in modo da consentire a tutti il pari godimento del cortile. In questi casi, il mancato rispetto del proprio turno, da parte di uno dei condomini, non può essere “sanzionato” dal legittimo utilizzatore bloccando a questi il passaggio e mettendo la propria auto dietro la sua. Facile è, in tal caso, passare dalla ragione al torto e scontare una condanna penale. E ciò perché impedire all’altro condominio – e quindi compossessore dell’area comune di uscire dalla sosta, così come di entrarvi, configura un abuso in quanto preclude a quest’ultimo di partecipare all’utilizzo dello spazio collettivo. Nel caso di specie, chi ostruisce il passaggio a uno dei condomini non fa che porre in essere una turbativa del possesso altrui, dal momento che imprigiona l’auto del vicino, ostacolandogli il libero e pacifico godimento dello spazio comune.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 20 aprile – 23 maggio 2016, n. 10624
Presidente Mazzacane – Relatore Scarpa

Svolgimento del processo

Con ricorso depositato in data 29.9.2005 B.P. conveniva M.L.P. davanti al Tribunale di Venezia, sezione distaccata di Dolo, esponendo di essere proprietaria di un immobile facente parte di un edificio bifamiliare sito in Oriago di Mira e che per accedere ai rispettivi garage occorreva transitare attraverso uno spazio comune ai proprietari delle due unità immobiliari. In tale spazio comune era stata eretta da essa ricorrente una tettoia sotto la quale parcheggiava le sue due autovetture. Sosteneva la ricorrente che M.L.P. aveva iniziato a parcheggiare la sua autovettura in modo da impedirle di accedere e di uscire dallo spazio sotto la tettoia. B.P. chiedeva, pertanto, che fosse ordinato alla P. di reintegrarla nel possesso dei due posti auto sotto la tettoia, inibendole di parcheggiare l’auto con modalità tali da impedire l’ingresso e l’uscita delle sue due autovetture. La ricorrente chiedeva anche la condanna della P. al risarcimento dei danni. Il Tribunale con sentenza del 17.6.2008 rigettava il ricorso, ritenendo che non fosse stato provato il possesso esclusivo da parte della P. dei posti auto sotto la tettoia. Avverso la sentenza di

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[1] Cass. sent. n. 10624/16 del 23.05.16.

 


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