Bonus cultura 2016: c’è ancora da attendere
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23 Mag 2016
 
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Temistocle Marasco
 


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Bonus cultura 2016: c’è ancora da attendere

500 euro ai giovani che compiono 18 anni nel 2016, ma come funziona in termini pratici?

 

Per ciascun ragazzo italiano e straniero (salvo gli extracomunitari) che nell’anno 2016 compie 18 anni, il governo ha stanziato la somma di 500 euro da spendere in spettacoli teatrali, cinematografici, concerti ed eventi culturali.

 

Fatta la legge, però, è sempre necessario un ulteriore atto normativo che ne indichi le modalità di attuazione pratica. Si attende così da mesi un decreto attuativo, che sembra ormai alle porte. Nel mese scorso, il governo ha fornito alcune spiegazioni sul meccanismo che consentirà di ottenere e di spendere quello che viene chiamato “bonus cultura”: la prima fase è completamente telematica, con la registrazione in un sito, nello specifico un marketplace (portali di intermediazione per la vendita di beni e servizi, come eBay), da cui si potrà scaricare un’applicazione e generare dei voucher, da utilizzare per comprare biglietti per spettacoli dal vivo. Come? Attraverso l’esibizione alla cassa della stampa del voucher oppure della schermata del telefonino. Ogni acquisto deve essere registrato e il relativo prezzo farà scalare di volta in volta il bonus cultura, fino al suo totale esaurimento.

 

Il meccanismo dovrebbe essere semplice, ma si attende sempre il banco di prova dell’applicazione pratica, soprattutto alla luce delle diffidenze che gli esercenti potrebbero manifestare nei confronti di un sistema di acquisto particolare, che magari non conoscono.

 

Da più parti si spera in un ampliamento delle tipologie di beni che è possibile comprare: c’è chi preferirebbe investire in un tablet o in un portatile piuttosto che in concerti ed eventi dal vivo.

Il bonus cultura costerà al governo circa 290 milioni di euro e non dovrebbe essere una iniziativa legata al solo 2016. Si tratta di una operazione gemella rispetto al bonus di 500 euro a favore del corpo docenti per l’autoformazione. I professori, però, oltre all’acquisto di biglietti per eventi culturali, hanno anche la possibilità di investire questa somma acquistando le succitate apparecchiature informatiche.


 


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