Incidenti: il trasportato va risarcito subito
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23 Mag 2016
 
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Incidenti: il trasportato va risarcito subito

In caso di sinistro stradale, il passeggero all’interno di una delle auto (cosiddetto terzo trasportato) ha diritto a essere risarcito subito a prescindere da chi ha causato l’incidente e dalle relative responsabilità.

 

Il passeggero all’interno di una delle auto coinvolte in un incidente stradale ha diritto a ricevere subito il risarcimento del danno da parte dell’assicurazione della vettura all’interno della quale si trovava al momento dello scontro. Egli non deve dimostrare di chi fosse la colpa del sinistro, poiché l’indennizzo gli spetta a prescindere dalle responsabilità relative allo scontro. Questo comporta, in termini pratici, due importanti conseguenze:

 

  • una volta che il passeggero abbia presentato all’assicurazione la propria richiesta di indennizzo, il danno gli andrà liquidato immediatamente, cioè ancor prima che le assicurazioni delle auto coinvolte effettuino gli accertamenti sulle colpe e sulla dinamica dell’incidente. Questo implica anche dei tempi più brevi nella gestione della pratica di risarcimento;
  • il passeggero non deve dimostrare le modalità con cui si è svolto l’incidente stradale e, quindi, le relative colpe; egli deve solo motivare la propria richiesta di risarcimento, dimostrando di aver subìto un danno a seguito del sinistro verificatosi proprio nel momento in cui era trasportato.

 

Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1]. In buona sostanza, la Corte ha ribadito quello che è un orientamento ormai consolidato: il terzo trasportato deve solo dimostrare il danno subito, il relativo ammontare e che detto danno si è verificato proprio a causa dell’incidente stradale; non deve invece provare le modalità dell’incidente e di chi fosse la ragione. In questo modo la legge ha voluto concedere una tutela più immediata e diretta al passeggero, il quale non ha colpe nell’incidente e su di lui non possono ricadere i pregiudizi dell’eventuale responsabilità da parte del conducente che lo trasportava.

 

Il trasportato deve dimostrare che proprio al momento dell’incidente era a bordo dell’auto, e non prima o in un momento immediatamente successivo. Questo aspetto è fondamentale per poter ottenere il risarcimento: in mancanza di tale prova, la domanda potrà essere rigettata dal giudice.

 

 

La richiesta di risarcimento

Il trasportato deve presentare la richiesta di risarcimento con raccomandata a.r. con i dati necessari alla Compagnia di assicurazione a una immediata liquidazione del danno. A tal fine deve indicare:

 

  • le proprie generalità
  • le generalità del conducente
  • l’auto nella quale era trasportato e il numero della relativa polizza assicurativa rc-auto
  • il luogo, il giorno e l’ora in cui si è verificato l’incidente
  • eventuale intervento sul posto delle forze dell’ordine
  • le modalità dell’incidente
  • la propria età, il lavoro e il reddito
  • l’entità delle lesioni subite e se vi sono stati interventi da parte del pronto soccorso (a tal fine, con la recente stretta alle lesioni micropermanenti, si ricorda che non viene più risarcito il danno fisico che non possa essere diagnosticato dalle strumentazioni mediche, come ad esempio i raggi e le risonanze)
  • una dichiarazione attestante che il danneggiato non ha diritto ad alcuna prestazione da parte di istituti che gestiscono assicurazioni sociali obbligatorie (come ad esempio l’INAIL); oppure una dichiarazione che specifici di quali prestazioni il danneggiato può beneficiare.

 

Nei 90 giorni successivi, la Compagnia deve

  • nominare un perito che visiti il danneggiato per quantificare, da un punto di vista economico, i danni da questi subiti
  • presentare un’offerta di risarcimento che il danneggiato è libero di accettare o meno. In alternativa potrebbe decidere di accettare il risarcimento “con riserva”, ossia rinviando a un momento successivo la valutazione di una eventuale causa per la differenza.

 

Quanto alla visita medica, è bene che il soggetto danneggiato, terzo trasportato, presenti tutta la documentazione medica da cui risulti il proprio danno. Potrà farsi accompagnare da un medico legale di parte che avvalori l’entità delle lesioni riportate.

 

All’esito della procedura di liquidazione del danno, al passeggero vanno risarciti i danni economici conseguenti al sinistro (spese mediche e di terapie, mancato guadagno per inattività dal lavoro) e i danni non patrimoniali (la sofferenza fisica e l’eventuale invalidità successiva, nonché eventuali compromissioni alla vita di relazione).


[1] Cass. sent. n. 10410/2016.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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