Accusare un condomino di non pagare le quote non è diffamazione
Lo sai che?
23 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Accusare un condomino di non pagare le quote non è diffamazione

Diffamazione: non costituisce reato accusare per iscritto un condomino di essere moroso anche se non è il solo a non pagare le spese condominiali all’amministratore.

 

Non scatta la diffamazione a carico di uno dei condomini che accusa un altro di non pagare le spese condominiali e, per giunta, lo fa anche per iscritto con una missiva indirizzata a tutti gli altri proprietari di appartamenti dello stabile. Allo stesso modo non c’è neanche diffamazione nell’affermare il fatto davanti a tutti i partecipanti all’assemblea di condominio. L’importante è che l’accusa sia vera e che, quindi, il condomino vittima dell’invettiva sia effettivamente moroso. Non rileva neanche il fatto che a non pagare le rispettive quote siano anche altri soggetti all’interno dello stesso palazzo e non solo quello accusato. Lo ha chiarito la Cassazione poche ore fa [1].

 

 

Nessuna lesione di privacy contro i morosi che non pagano le spese condominiali

Il punto della questione è che non si può parlare di privacy tra soggetti facenti capo allo stesso ente di gestione, ossia il condominio, posto che i “conti” sono comuni al pari dei soci di una società che hanno diritto a sapere chi non paga i relativi versamenti ordinati dall’amministratore. Così come ciascuno dei condomini ha il diritto di sapere dall’amministratore, anche in piena assemblea, chi sono coloro che non hanno pagato le quote mensili (e l’amministratore non può rifiutarsi dal dirlo), allo stesso modo uno dei proprietari può dire liberamente, davanti agli altri condomini, chi è moroso nei pagamenti.

 

Ciò che è vietato è riferire i nomi dei debitori innanzi a soggetti terzi (è il caso di una assemblea di condominio cui partecipino estranei come, ad esempio, i delegati di alcune ditte edili incaricate di presentare preventivi) o mediante affissione di avviso sulla bacheca posta nell’androne del palazzo, là dove l’avviso può essere letto da tutti i passanti.

 

 

La reticenza su altri morosi delle quote condomianiali non rileva

Il fatto di riferire a tutti i condomini solo i nomi di alcuni morosi e non di altri, che pure lo sono, non fa sì che tale comportamento da lecito diventi illecito. Ben può, quindi, il condomino comunicare solo alcuni dei nomi di chi non paga le quote condominiali, tralasciando altri.

 

 

I creditori hanno diritto a sapere i nomi dei morosi

Peraltro proprio la recente riforma del condominio ha imposto all’amministratore l’obbligo di consegnare, ai creditori rimasti insoddisfatti nel pagamento delle proprie fatture e che abbiano già fatto richiesta di pagamento nei confronti del condominio – richiesta rimasta infruttuosa – l’elenco dei proprietari che non hanno pagato le rispettive quote millesimali relative proprio alla spesa cui la fattura non saldata si riferisce. Questo perché i creditori dovranno prima tentare il pignoramento sui condomini morosi ed eventualmente dopo su tutti gli altri.

 


[1] Cass. sent. n. 21376/2016 del 23.05.2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti