Condominio con pochi posti auto: parcheggiare è diritto di tutti
Lo sai che?
24 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Condominio con pochi posti auto: parcheggiare è diritto di tutti

Obbligatorio disporre i turni nell’utilizzo dei posti auto all’interno del cortile condominiale quando questo è troppo piccolo per ospitare insieme tutte le automobili.

 

Se l’autorimessa, il garage o il cortile condominiale sono troppo piccoli per ospitare le auto di tutti i condomini e alcuni di essi sono costretti a lasciare la propria vettura sulla strada, l’assemblea è obbligata a disporre i turni in modo da consentire a tutti, a rotazione, di parcheggiare. Lo ha detto il Tribunale di Roma con una recente sentenza [1].

 

 

Se il cortile condominiale è troppo piccolo per tutte le auto

Chi prima arriva meglio alloggia” non è un motto che può valere all’interno del condominio: il codice civile [2], infatti, stabilisce che tutti i condomini hanno diritto di godere degli spazi comuni, purché non ne alterino la destinazione e non impediscano agli altri comproprietari di farne lo stesso uso. Questo significa che non si può spingere il singolo proprietario a lasciare sempre l’auto sulla strada solo perché la sera torna a casa più tardi di tutti gli altri e trova i posti auto ormai occupati. La sua richiesta di fissare dei turni di rotazione all’interno del cortile condominiale deve essere necessariamente accolta dall’assemblea.

 

Tale regola si applica, ovviamente, solo nei casi in cui i box auto non siano di proprietà esclusiva, ma rappresentino una delle parti comuni del condominio, appartenenti quindi a tutti i titolari di appartamenti dello stabile. Per verificare ciò è necessario spulciare gli atti di vendita e verificare se, insieme alla proprietà della casa, il costruttore ha inteso cedere anche quella sullo spazio auto. Se così non fosse, il cortile rientra tra le parti comuni del condominio di cui tutti i condomini hanno diritto di godere, rispettando il pari uso degli altri.

 

Sarà poi necessario verificare che non si sia realizzata l’usucapione a favore di uno dei condomini per un possesso, protratto e non contestato, per oltre 20 anni.

In mancanza di dimostrazione di avvenuto usucapione l’area deve ritenersi bene comune; pertanto “l’uso diretto del bene può essere frazionato laddove vi siano i presupposti di fatto per un godimento separato senza alterazione della destinazione della cosa oppure turnario laddove sia impossibile l’uso simultaneo” del cortile “ed allora si determina un avvicendamento dei singoli condomini nel godimento del bene”.


[1] Trib. Roma, sent. n. 319/2016.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti