Bonus assunzione disoccupati fruibile più volte
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24 Mag 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Bonus assunzione disoccupati fruibile più volte

Esonero contributivo concesso anche ai lavoratori che ne hanno già fruito: gli ultimi chiarimenti del ministero del Lavoro.

 

L’esonero contributivo per l’assunzione di lavoratori disoccupati, meglio conosciuto come bonus disoccupati, non è fruibile una sola volta nella vita lavorativa, come lascia intendere la normativa. Il Ministero del lavoro, difatti, ha chiarito, con una recente circolare, che lo sgravio può essere fruito più volte, per uno stesso lavoratore, ma da datori di lavoro diversi. Vediamo, nel dettaglio, le condizioni richieste per fruire di più agevolazioni.

 

 

Esonero contributivo per chi ne ha già beneficiato

Anche se il lavoratore ha già beneficiato dell’esonero contributivo in un precedente rapporto di lavoro, questo non impedisce che possa fruirne altre volte, se sono rispettate le seguenti condizioni:

 

– il dipendente deve essere rimasto privo di occupazione stabile per almeno 6 mesi, prima della nuova assunzione;

– la nuova assunzione deve essere a tempo indeterminato;

– la nuova assunzione deve essere effettuata da un datore di lavoro che non abbia già fruito del bonus per il medesimo lavoratore;

– la nuova assunzione non deve essere effettuata da un datore di lavoro che risulti essere una società controllata dal precedente datore di lavoro  (che ha già fruito del bonus) o ad esso collegata ai sensi  del Codice Civile [1] o facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

 

I bonus per i quali devono essere applicate le indicazioni ministeriali non sono solo quelli riferiti al primo esonero contributivo triennale (pari al 100% dei contributi a carico dell’azienda, per 36 mesi), ma anche quelli relativi al 2016 (sgravio biennale pari al 40% della contribuzione a carico dell’azienda).

 

 

Bonus utilizzati illegittimamente

L’interpretazione del Ministero segue lo scopo della normativa, cioè quello di estendere il più possibile la fruizione dello sgravio per incentivare l’occupazione stabile, scoraggiando, nel contempo, i comportamenti elusivi.

Facciamo un esempio per comprendere meglio le più diffuse ipotesi di elusione:  Tizio assume Caio a tempo indeterminato per usufruire del bonus, anche se ha necessità di farlo lavorare stagionalmente, o per un periodo determinato. Lo licenzia, poi, trascorsi 6 mesi, lo fa riassumere a tempo indeterminato da una società a lui collegata, per ottenere nuovamente il bonus.

Questo comportamento è ovviamente illegittimo, in quanto, risultando la società collegata, non è possibile ottenere lo sgravio una seconda volta, anche se si tratta di un collegamento “di fatto” (interposta persona).

 

 

Bonus assunzione disoccupati: controlli Inps e revoca

Proprio per scoraggiare comportamenti di questo tipo, sono state avviate ispezioni a tappeto da parte dell’Inps: in caso di controlli, il datore di lavoro che fruisce dello sgravio dovrà dimostrare agli ispettori che non esiste alcun collegamento societario con la diversa azienda che ha già utilizzato il bonus per lo stesso lavoratore.

 

Se gli ispettori dell’Inps accertano, nel concreto, l’assenza delle condizioni per fruire del bonus, per i lavoratori non vi sono conseguenze, mentre per i datori di lavoro sono previste ripercussioni negative piuttosto pesanti: questi, infatti, dovranno restituire tutti gli importi illegittimamente percepiti (anche se non si tratta di un’erogazione vera e propria, ma di uno sgravio sui contributi, ha rilevanza il vantaggio economico conseguito) maggiorati degli oneri accessori e decadranno dal Bonus.


[1] Art. 2359 Cod. Civ.

 


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