Usura sul finanziamento in banca: gli interessi non si cumulano
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25 Mag 2016
 
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Usura sul finanziamento in banca: gli interessi non si cumulano

Tasso usurario, no al cumulo di interessi corrispettivi e di mora in quanto i due tassi non si applicano mai contemporaneamente.

 

Per stabilire se la banca ha applicato, al tuo finanziamento, degli interessi oltre l’usura non devi mai sommare, tra loro, il tasso degli interessi corrispettivi e quello degli interessi di mora: essi infatti non vengono mai applicati contemporaneamente poiché l’uno esclude l’altro. In particolare, si applica il tasso corrispettivo quando il debitore sta pagando regolarmente le rate del finanziamento, mentre scatta quello di mora quando invece (come appunto suggerisce il nome stesso) si verifica una morosità e, quindi, il cliente della banca non rispetta le scadenze concordate. È sbagliato, pertanto, nel verificare l’eventuale superamento della soglia dell’usura, cumulare i due tassi. Con la conseguenza che l’eventuale natura usuraria, e dunque la nullità, del tasso di mora non travolge anche gli interessi corrispettivi che dunque restano dovuti alla banca finanziatrice.

 

Sono questi i principi chiariti dal Tribunale di Ivrea con una recente sentenza [1]: la pronuncia si pone nella corrente interpretativa che, nonostante qualche isolato precedente, è ad oggi condivisa dalla maggior parte dei tribunali.

 

L’eventuale cumulo – si legge nel provvedimento – rappresenta un “non tasso” o “tasso creativo”, in quanto si riferisce ad una percentuale non concretamente applicabile.

 

 

La vicenda

Un correntista, accortosi del superamento, a suo dire, della soglia dell’usura fissata dalla legge, aveva chiesto all’istituto di credito la restituzione di tutti gli importi pagati a titolo di interesse, oltre 30mila euro, per un mutuo contratto oltre dieci anni prima. Secondo il ricorrente, le somme da restituire in base al contratto di finanziamento ammontavano nel loro insieme (interessi, penale, e spese) al 9,946%, superiore al tasso soglia usura rilevato nel trimestre di erogazione, pari al 7,350%. Per la banca però si trattava di un calcolo assolutamente privo di base giuridica, venendo cumulati elementi di natura diversa che di certo non potevano rappresentare il costo del denaro per il mutuatario. Il tribunale ha accolto la tesi difensiva dell’istituto di credito, rigettando la domanda del correntista senza neanche nominare un consulente tecnico d’ufficio.

 

 

Il tasso di mora non si somma a quello degli interessi corrispettivi

È vero, precisa la sentenza, che anche gli interessi moratori possono essere usurari [2], tuttavia “la verifica dell’eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi senza sommatoria tra loro (come invece sostenuto in altre sporadiche pronunce di merito)”.

 

 

Che succede se gli interessi di mora superano l’usura?

Il tribunale di Ivrea chiarisce, infine, le conseguenze dell’eventuale accertamento dell’usura dei tassi di mora: in tale ipotesi scatta la nullità di quella sola clausola contrattuale, e non invece dell’intero contratto, non potendosi far discendere da tale nullità la gratuità dell’intero mutuo. Con la conseguenza che il correntista non dovrà più restituire alla banca solo gli interessi di mora, mentre invece resta obbligato a versare gli interessi corrispettivi, in quanto legittimamente pattuiti, poiché essi hanno una distinta ed autonoma funzione (i primi sono infatti il corrispettivo del mutuo, gli altri invece hanno una funzione risarcitoria preventiva e forfettizzata del danno da ritardo nell’adempimento). Risultato: gli interessi corrispettivi, ove contenuti nel tasso soglia, “continueranno ad incrementare la sorte capitale e, al verificarsi dell’inadempimento, risulterà esigibile la sorte capitale maggiorata degli interessi corrispettivi”.


La sentenza

Per scaricare la sentenza clicca qui

[1] Trib. Ivrea, sent. n. 152/2016 del 26.02.2016.

[2] Decisivo al riguardo il riferimento dell’articolo 1 Dl 349/2000 agli interessi convenuti a qualsiasi titolo» e la decisione della Consulta n. 29/2002 che l’ha ritenuto «plausibile».

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
25 Mag 2016 Tony

La verità è molto spesso sono i contratti di mutuo (o altro tipo di finanziamento) che prevedono che gli interessi di mora si calcolano sulla rata non pagata (che già comprende gli interessi corrispettivi). Dunque il problema della la sommatoria dei due tassi si pone eccome! E comunque, se il tasso di mora supera la soglia di usura non dovrebbero essere pagati nemmeno gli interessi corrispettivi. La legge è abbastanza chiara.