Partite IVA: chiuse quelle inattive
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26 Mag 2016
 
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Partite IVA: chiuse quelle inattive

 

Le correzioni sul decreto sulle semplificazioni: verranno chiuse d’ufficio in automatico, ma senza sanzioni, le partite IVA inattive da oltre tre anni.

 

Se non stai utilizzando la tua partita IVA da almeno tre anni, e quindi non emetti né ricevi fatture, molto probabilmente ti verrà chiusa direttamente dall’Agenzia delle Entrate: è questo l’effetto della nuova norma che il Governo si appresta a varare, come confermano le indiscrezioni relative alla prossima approvazione del decreto correttivo della delega sulle semplificazioni fiscali. Già in settimana il Consiglio dei Ministri potrà analizzare e votare il testo definitivo.

 

La chiusura delle partite IVA inattive – una chiusura che dovrebbe avvenire d’ufficio, direttamente ad opera dell’Agenzia delle Entrate – avverrà fortunatamente senza sanzioni e senza costi scaricati sul contribuente se nei tre anni precedenti non è stata svolta alcuna attività dal contribuente stesso.

 

Nel pacchetto sulle semplificazioni rientra anche la riduzione degli adempimenti fiscali che gravano su imprese e professionisti: verranno in particolare cancellate una serie di comunicazioni oggi ritenute superflue in quanto i dati richiesti o sono già a disposizione del Fisco o possono arrivare alle Entrate da altri canali. In ogni caso, l’interessato sarà prima avvisato con un alert, in modo tale da potersi attivare per tempo al fine di conservare la propria posizione fiscale: la chiusura potrà quindi essere evitata replicando all’amministrazione finanziaria.

 

Non è la prima volta che lo Stato procede alla chiusura delle Partite IVA inattive: era già avvenuto nel 2011, ma in quell’occasione erano state applicate sanzioni ai contribuenti “pigri”.

 

 

Fatturazione elettronica

Il decreto sulle semplificazioni, inoltre, metterà l’acceleratore sulla fatturazione elettronica B2B (business to business): professionisti e imprese saranno comunque liberi di adottare il nuovo sistema di invio telematico delle fatture, ma se lo sceglieranno potranno dire addio a invii di informazioni come lo spesometro, i rapporti con Paesi black list, la concessione di beni e i finanziamenti ai soci o l’obbligo di registrazione delle fatture d’acquisto con San Marino.

 

 

Novità per le case

Il decreto semplificazioni contiene anche alcune novità in materia di immobili, al fine di ridurre il flusso delle informazioni annuali che vengono richieste ai contribuenti. In particolare, per le case all’estero, la comunicazione in dichiarazione dei redditi scatterà solo in caso di variazioni intervenute nell’anno precedente. Lo stesso vale per i contratti di locazione che non entreranno più ogni anno nella denuncia dei redditi a meno di modifiche.

 

 

Moratoria estiva

Altra novità è la moratoria estiva, per consentire più respiro ai commercialisti e ai contribuenti in ferie. Si prevede che, chi riceverà dal Fisco una comunicazione amministrativa dal 1° al 31 agosto di ogni anno avrà 30 giorni di proroga per rispondere: in pratica, la risposta potrà avvenire a settembre dopo la pausa estiva. Si pensi ad esempio anche agli avvisi bonari.


 


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