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Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2016

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Lo sai che? PCT: pignoramento valido anche senza attestazioni di conformità

> Lo sai che? Pubblicato il 26 maggio 2016

È efficace il pignoramento senza l’attestazione di conformità: l’inefficacia si ricollega solo alla mancanza della nota di iscrizione e delle copie autentiche di citazione, titolo esecutivo e precetto.

L’iscrizione del pignoramento, effettuata dal creditore tramite il processo civile telematico, è valida anche senza le attestazioni di conformità del verbale depositato telematicamente. Lo ha chiarito il tribunale di Bari con una recente ordinanza [1].

Un debitore, oggetto di pignoramento presso terzi, aveva presentato opposizione all’esecuzione sostenendo l’inefficacia del pignoramento stesso a causa del mancato inserimento dell’attestazione di conformità nel verbale depositato telematicamente.

Secondo il giudice, invece, la norma del codice civile [2] parla chiaro: la tardività o inefficacia del pignoramento può essere ricollegata solo al mancato deposito nella nota di iscrizione e delle copie autentiche di citazione, titolo esecutivo e precetto; nessun riferimento, invece, tra gli atti da depositare a pena di inammissibilità nel termine prescritto, vi è all’attestazione di conformità, la cui mancanza quindi non invalida il pignoramento. Ne consegue che l’eventuale deposito dell’attestazione di conformità oltre il termine è irrilevante.

note

[1] Trib. Bari, ord. del 4.05.2016.

[2] Art. 543 co. 4, III periodo, cod. proc. civ.

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Tribunale di Bari, ordinanza 27 aprile – 4 maggio 2016

Ritenuto in fatto

ritenuto, in riferimento alla prima eccezione, che sotto il profilo testuale la disposizione di cui all’art. 543 co. 4 terzo periodo c.p.c., distingue la problematica dell’attestazione di conformità delle copie degli atti in questione da quella  dell’inefficacia del pignoramento per tardivo deposito delle stesse e ricollega la tardività/inefficacia unicamente al mancato deposito della nota d’iscrizione e delle copie autentiche degli atti «dì cuì al secondo periodo» (dunque non al terzo) del citato 4° co. dell’art. 543 c.p.c., e non richiamando, invece, tra gli atti da  depositare a pena di inammissibilità nel termine prescritto, anche l’attestazione di conformità. Ne consegue che l’eventuale  deposito  oltre il termine deve rimanere irrilevante;
rilevato, in riferimento alla seconda eccezione, che il termine dilatorio di dieci giorni indicato nell’art. 501 c.p.c. deve ritenersi rispettato in quanto il verbale di pignoramento è stato redatto il 4.3.2016 mentre l’istanza di assegnazione è stata depositata il 14.3.2016;
ritenuto, invece, che le eccezioni riguardanti l’esistenza del credito sono oggetto di diverso giudizio, opposizione a decreto ingiuntivo, e che quindi attengono a questioni di carattere di merito nella quali il G.E. non può entrare; ritenuto, allo stato, valido ed efficace il titolo esecutivo azionato e di conseguenza gli atti esecutivi fin ora posti in essere dai creditori;

P.T.M.

1. letto l’art.          624 c.p.c. rigetta l’istanza di sospensione dell’esecuzione;
2. assegna le somme con separata ordinanza;
3. assegna il termine perentorio di giorni 90 per l’introduzione del         giudizio di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., secondo le modalità previste in ragione           della materia e del rito all’autorità giudiziaria competente, tenuto conto della materia e del valore oggetto di merito, previa l’iscrizione  a ruolo della causa a cura della  parte interessata, osservati i termini a comparire di cui all’art. 168 bis c.p.c. o altri se previsti, ridotti della metà ex art. 616 c.p.c.
La Cancelleria comunichi alle parti.

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