La sentenza
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27 Mag 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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La sentenza

La sentenza: come si arriva e la provvisoria esecutività della stessa. L’atto di precetto. La notifica di entrambi è necessaria per avviare in concreto l’azione esecutiva.

 

Se siamo titolari di un credito insoddisfatto o se abbiamo subito un danno, spesso non riceviamo alcuna collaborazione dal debitore di turno piuttosto che dal danneggiante. Se quindi con le “buone” non otteniamo alcunché, la strada del contenzioso è inevitabile.

 

Siamo, quindi, costretti a rivolgerci ad un legale, il quale, in nome e per nostro conto, avvierà quella che è comunemente definita “causa” o, più tecnicamente azione giudiziaria.

 

Preceduta da un tentativo di conciliazione, sotto forma o di negoziazione assistita oppure di mediazione obbligatoria, la causa s’introduce con un atto di citazione, notificato (cioè, spedito) alla controparte, contenente un invito a comparire dinanzi al magistrato competente, per la vicenda in questione (Giudice di Pace o Tribunale).

 

Iscritta la causa a ruolo (ciò avviene col deposito di tutta la documentazione a supporto della vostra azione giudiziaria, presso la cancelleria del’ufficio giudiziario competente, ad opera del vostro avvocato), il procedimento si caratterizza per le varie udienze. In buona sostanza, esse sono degli incontri con il giudice, che avvengono nel rispetto di determinate regole procedurali, mediante i quali, il magistrato prende piena conoscenza dell’intera vicenda. Alla conclusione dell’intero procedimento, avvalendosi delle prove raccolte (documenti, testimoni, perizie, ecc), il giudice emetterà la sentenza.

 

 

Che cos’è una sentenza?

È il provvedimento preso dal magistrato al termine della causa. In nome del popolo italiano, egli, previa adeguata e circostanziata motivazione sulle ragioni della propria decisione, stabilisce, in sostanza, se avete ragione o meno, indicando, ad esempio, con precisione l’ammontare del risarcimento dovuto oppure, sempre ad esempio, se avete diritto alla pretesa creditoria avanzata. Il giudice, infine, stabilisce l’ammontare delle spese legali dovute dalla parte soccombente.

 

Tecnicamente, la sentenza è un titolo esecutivo, così come lo è la cartella esattoriale. Essa, infatti, pur se non definitiva, è per legge provvisoriamente esecutiva e pertanto, sulla base della predetta sentenza, è possibile avviare un’azione esecutiva, costringendo il debitore a pagare, pur quando non sia collaborativo.

 

 

Come si mette in esecuzione una sentenza?

Quando l’avvocato ha avuto conoscenza della sentenza favorevole, deve recarsi all’ufficio copie del Tribunale o del Giudice di Pace, per chiedere almeno due copie “esecutive” della medesima. Trascorsi alcuni giorni, egli potrà ritirare le copie richieste, procedendo, quindi alla successiva notificazione (spedizione) delle stesse.

 

Egli, quindi, tramite l’ufficiale giudiziario, notificherà la copia conforme del provvedimento ottenuto ed avente valore esecutivo, alla parte soccombente: se questa coincide con più soggetti, ovviamente dovranno essere richieste, ottenute e notificate più copie.

 

Detto ciò, è prassi, per l’avvocato, quella di spedire, insieme alla sentenza, anche l’atto di precetto.

 

 

Che cos’è l’atto di precetto

È l’intimazione rivolta alla parte soccombente della sentenza, in cui s’invita la medesima a rispettare quanto stabilito nel provvedimento emesso dal magistrato. In sostanza, quindi, l’atto di precetto precede l’azione esecutiva vera e propria, concedendo un termine al debitore, non inferiore a 10 giorni, per adempiere agli obblighi previsti in sentenza e con l’avvertimento che in mancanza, sarà avviata l’esecuzione forzata: ecco perché è qualificabile come un’intimazione.

 

Quindi, colui che perde la causa, ove non dovesse adempiere spontaneamente alla sentenza emessa ed ai provvedimenti in essa contenuti, deve aspettarsi la notifica del titolo esecutivo, in copia conforme (la sentenza), unitamente all’atto di precetto.

 

Viceversa, la parte vincitrice della causa, trascorsi dieci giorni dalla notifica delle sentenza e del contestuale atto di precetto, senza che sia accaduto alcunché, potrà avviare l’esecuzione forzata nelle varie forme disponibili (pignoramento mobiliare, immobiliare, presso terzi, ecc).


 


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