Notifica atti giudiziari: perché non conviene rifiutarli
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28 Mag 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Notifica atti giudiziari: perché non conviene rifiutarli

Rifiutare un atto giudiziario non è una scelta saggia, in quanto lo stesso si considera comunque noto al destinatario. Che significa?

 

Ti è stato notificato un atto giudiziario e stai pensando di non andare a ritirarlo? Pessima decisione.  Vediamo perché.

 

Partiamo col dire che, a seconda della modalità di esecuzione, si distinguono due tipi di notifica:

 

notifica con il postino, che deposita l’atto presso l’ufficio postale preposto alla consegna, quindi ne dà notizia al destinatario mediante avviso di giacenza atti giudiziari: quest’ultimo deve contenere l’espresso invito al destinatario a provvedere al ricevimento dell’atto a lui intestato, con l’avvertimento che la notificazione si considera eseguita trascorsi dieci giorni dalla data del deposito;

 

notifica con l’ufficiale giudiziario o messo notificatore, che compie le seguenti operazioni: lascia un avviso in busta chiusa e sigillata presso l’abitazione, deposita la copia in busta chiusa e sigillata presso la Casa Comunale, invia l’avviso uguale a quello lasciato presso l’abitazione con raccomandata A/R. La notifica si perfeziona, per il destinatario, nel momento in cui questi riceve la raccomandata di cui sopra o comunque trascorsi 10 giorni dall’invio della stessa [1].

 

Il cittadino può – a questo punto – ritirare, presso la Casa Comunale, negli orari di apertura al pubblico, copia di atti del Comune, dell’Autorità Giudiziaria o di altri Enti, dei quali non è stato possibile effettuare la notifica, per assenza temporanea o irreperibilità del destinatario. Il ritiro può essere effettuato da chiunque, purché munito dell’avviso e di delega della persona a cui è intestato l’atto depositato, unitamente ad un documento di riconoscimento sia del delegante che del delegato. In mancanza dell’avviso, l’atto può essere ritirato solo dall’interessato.

 

 

Che cosa comporta il rifiuto di un atto giudiziario?

In tutti i casi in cui l’atto viene notificato e indipendentemente dalla modalità, la legge considera a priori la notifica come eseguita indipendentemente dall’esito reale della consegna, o con il deposito dell’atto presso la casa comunale o decorsi dieci giorni dalla data di spedizione della lettera raccomandata.

 

Detto ciò è chiaro intuire come la conseguenza negativa più ovvia sia che il destinatario non potrà conoscere il contenuto dell’atto, se non con un’ulteriore notifica dello stesso.

 

Non solo: si intuisce, infatti, che non conoscendo l’atto, non si potranno nemmeno adottare le contromisure più adeguate, come opporsi allo stesso.

 

Ma allora: ne vale davvero la pena?


[1] C. Cost., sent. n. 3 del 14.01.2010.

 


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