Come fare un’unione civile
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28 Mag 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Come fare un’unione civile

La legge Cirinnà, in seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà in vigore dal 5 Giugno 2016: da tale data sarà possibile sottoscrivere le unioni civili, ecco come.

 

Le unioni civili costituiscono lo strumento giuridico attraverso il quale ufficializzare dinnanzi alla legge un rapporto affettivo, riferito sia alle persone dello stesso sesso che di sesso opposto. La legge Cirinnà[1]  dunque disciplina i legami di fatto introducendo, per la prima volta in Italia, la possibilità di riconoscere diritti e doveri anche alle coppie omosessuali.

 

La coppia che desidera costituire un’unione civile dovrà recarsi presso l’Ufficio di Stato Civile comunale, insieme a due testimoni, e dichiarare, di fronte all’Ufficiale, la volontà di perfezionare davanti alla legge il vincolo personale che lega le due parti: non vengono richieste formule particolari ma una semplice manifestazione di intenti.

L’Ufficiale provvederà pertanto a compilare un certificato contenente i dati anagrafici delle parti e dei testimoni, il regime patrimoniale scelto e il luogo di residenza. Tale documento verrà registrato nell’archivio di Stato Civile e la registrazione renderà l’unione civile effettiva.

 

Ai partner uniti civilmente verranno riconosciuti diritti, ossia:

 

– diritto di visita, di informazione e di assistenza in caso di ricovero in ospedale;

 

– diritto alla pensione di reversibilità e al TFR in caso di morte;

 

– diritto all’eredità nella stessa quota prevista per i coniugi di un matrimonio;

 

e doveri, ossia:

 

– dovere di contribuire ai bisogni comuni in relazione alla propria capacità lavorativa;

 

– dovere di assistere il partner in caso di necessità o malattia.

 

Contrariamente a quanto previsto ad esempio per il matrimonio, la fedeltà non figura tra i doveri dei partner uniti civilmente.

 

Con riferimento ai rapporti economici, le parti, con la sottoscrizione dell’unione civile, scelgono il regime patrimoniale a cui sottoporsi, ossia comunione o separazione dei beni, ma possono decidere anche di stipulare un contratto, sotto forma di atto pubblico o scrittura privata, redatto da un professionista, avvocato o notaio, da registrare entro dieci giorni dalla stipula presso l’Ufficio Anagrafe del luogo di residenza.

 

L’unione civile potrà essere sciolta su richiesta congiunta delle parti, o di una sola di esse, mediante una comunicazione formale, presso l’Ufficiale di Stato Civile, con la quale si manifesterà la volontà di dividersi. Trascorsi tre mesi dalla presentazione della comunicazione si potrà richiedere il divorzio vero e proprio,  ricorrendo alla negoziazione assistita o ad un accordo sottoscritto presso l’Ufficio di Stato civile comunale se le parti agiscono consensualmente, oppure ricorrendo invece al Tribunale in caso di contrasto.

 

Infine, la legge Cirinnà disciplina anche le convivenze di fatto che riguardano sia le coppie eterosessuali che omosessuali, introducendo la possibilità di registrare, sempre presso l’Ufficio di Stato Civile, il rapporto, mediante la dichiarazione di convivenza. La dichiarazione di convivenza è un documento contenente i dati anagrafici della coppia e l’affermazione del vincolo affettivo, può essere compilata direttamente presso l’ufficio oppure inoltrata mediante posta, fax o con invio telematico presso il Comune di residenza.

 


[1] Legge n. 76/2016.

 


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