Cartella Equitalia diritti camerali: prescrizione breve
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27 Mag 2016
 
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Maria Monteleone
 


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Cartella Equitalia diritti camerali: prescrizione breve

La cartella Equitalia per diritti della camera di commercio si prescrive in cinque anni: il termine decorre dalla data in cui era dovuto il pagamento.

 

I diritti camerali si prescrivono in cinque anni, non dieci, in quanto si tratta di tributi da pagare periodicamente ad anno. È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria di Reggio Calabria [1].

 

La legge sui diritti camerali non prevede espressamente il termine entro il quale tali diritti possono essere riscossi per cui occorre fare riferimento alle regole generali.

 

Sul punto, tuttavia, la giurisprudenza è divisa tra chi ritiene che la prescrizione sia quella ordinaria di dieci anni (proprio perché la legge non prevede una regola diversa) e chi, seguendo come nel caso di specie l’orientamento minoritario, ritiene applicabile il termine di prescrizione breve sul presupposto che, per il codice civile [2], si prescrive in cinque anni tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno od in termini più brevi [3]. Il diritto camerale ha appunto periodicità annuale.

 

I giudici precisano anche che il termine di prescrizione quinquennale dei diritti camerali, ingiunti con la cartella esattoriale, decorre non dalla data in cui l’accertamento è divenuto definitivo, bensì dalla data in cui era dovuto il pagamento.

 

In ogni caso, l’iscrizione a ruolo non può considerarsi di per sé atto interruttivo della prescrizione, in quanto non ha natura di atto di messa in mora del debitore.

 

Come precisato dalla Cassazione [4], infatti, “i mezzi concessi al titolare del diritto per interrompere la prescrizione sono indicati dagli artt. 2943 e 2944 Cod. civ. in modo tassativo, senza possibilità di applicazione analogica, poiché il fondamento di ordine pubblico su cui poggia l’istituto della prescrizione non consente la libertà di scelta di mezzi idonei ad interrompere il decorso”.

 


[1] CTP Reggio Calabria, sent. n. 2151/01/16.

[2] Art. 2948 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 4283/2010 e n. 26013/2014.

[4] Cass. sent. n. 20636/2009.

 


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