Esproprio per pubblica utilità: il piano di lottizzazione non basta
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29 Mag 2016
 
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Esproprio per pubblica utilità: il piano di lottizzazione non basta

Pubblica amministrazione: necessario il decreto di espropriazione e non solo la lottizzazione e la dichiarazione di pubblica utilità.

 

L’amministrazione comunale non può espropriare un terreno privato senza prima emettere il decreto di espropriazione: non basta, insomma, la semplice occupazione dell’immobile a seguito del piano di lottizzazione con dichiarazione di pubblica utilità. Diversamente l’ente locale è tenuto a restituire il bene al legittimo titolare, salvo che nel frattempo ne abbia acquisito la proprietà a mezzo di usucapione (ossia dopo un uso protrattosi per almeno 20 anni). È quanto chiarito dal Tribunale di Roma con una recente sentenza [1].

 

 

La vicenda

La vicenda si è posta a seguito della trasformazione, da parte della pubblica amministrazione, del terreno di una signora in un parcheggio pubblico. Ciò però era avvenuto senza che fosse mai stato emesso un decreto di esproprio ufficiale, ma semplicemente a seguito dell’approvazione del piano di lottizzazione e della conseguente dichiarazione di pubblica utilità del terreno.

 

 

Il diritto di proprietà non si può espropriare

Senza un formale decreto di esproprio, il diritto di proprietà del titolare dell’immobile non degrada in un interesse legittimo (posizione giuridica più affievolita che ricorre tutte le volte in cui l’interesse del cittadino si scontra con quello pubblico, privilegiato rispetto al primo). Dunque, permanendo in capo al privato cittadino la relativa di proprietà, questi può sempre richiedere la restituzione del proprio bene, anche se l’amministrazione lo ha già occupato, trasformato e pagato anche i relativi lavori. Si rimane, dunque, nell’ambito del diritto civile (e non in quello amministrativo), con la conseguenza che la lesione dell’altrui diritto di proprietà è sanzionata con il risarcimento del danno.

 

Tali principi erano stati già affermati nel 2011 dalla Cassazione [2] secondo cui la semplice approvazione del piano di lottizzazione (che equivale a dichiarazione di pubblica utilità) non determina la perdita del diritto di proprietà e dunque non comporta l’affievolimento del diritto soggettivo del privato.

 

Anche le Sezioni Unite [3] si sono espresse, l’anno scorso, nei medesimi termini, a seguito peraltro delle molteplici pronunce della Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU) secondo cui l’istituto della occupazione appropriativa (creato dalla giurisprudenza, ma che non trova fondamento in nessuna norma) è incompatibile con il diritto europeo e, in particolare, con la tutela del diritto di proprietà e il principio di legalità.

 

In particolare, secondo la Cassazione deve ritenersi abusiva l’occupazione, da parte del Comune, di un terreno privato se il decreto di espropriazione non è stato mai emesso o se, benché emesso, è stato poi annullato. Si tratta di un comportamento illecito ai sensi del nostro codice civile e che, pertanto, mai può portare al trasferimento della proprietà dell’immobile in capo alla Pubblica amministrazione, ma la responsabilità della stessa per i danni. L’illecito della P.A. cessa, dunque, solo a seguito di:

 

restituzione dell’immobile al legittimo proprietario

 

– o con l’usucapione da parte dello stesso ente locale

 

– oppure per rinuncia del proprietario al suo diritto; rinuncia che si può ritenere implicita nella sola richiesta di “risarcimento dei danni per equivalente” se non preceduta, invece, dalla richiesta di restituzione del bene.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE DI ROMA

SECONDA SEZIONE CIVILE

in persona del giudice unico, dott.ssa Carmen Bifano, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella controversia in primo grado iscritta al n. 34162/ 2010 del R.G.A.C., vertente

tra

Li.Se., elettivamente domiciliata in Campagnano di Roma, via (…), presso gli avv. Ro.Ca. e Si.Ci. che la rappresentano e difendono per procura in calce all’atto di citazione;

– parte attrice –

e

Comune di Roma, in persona del Sindaco p.t., elettivamente domiciliato in Roma, via (…) presso l’Avvocatura Comunale e rappresentato e difeso dall’avv. Cr.Mo. per procura generale alle liti per atto Notaio G.Ma. del 5.11.2010 n. 49405;

– parte convenuta –

OGGETTO: risarcimento danno da occupazione usurpativa.

CONCLUSIONI DELLE PARTI: la causa è stata assunta in decisione sulle conclusioni che la parte attrice ha precisato riportandosi a

Mostra tutto

[1] Trib. Roma, sent. del 5.05.2016.

[2] Cass. sent. n. 21579/2011

[3] Cass. S.U. sent. n. 735/2015.

 


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