Lavoratori invalidi con malattie gravi: diritto al part time
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29 Mag 2016
 
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Lavoratori invalidi con malattie gravi: diritto al part time

I dipendenti affetti da patologie oncologiche o cronico-degenerative, con ridotta capacità lavorativa, soggetti a terapie salvavita, hanno diritto a passare dal full time al part time.

 

Tanto i pubblici dipendenti quanto quelli impiegati nel settore privato, qualora affetti da patologie oncologiche o altre gravi patologie cronico-degenerative che ne comportino una riduzione della capacità lavorativa, con conseguenti invalidità a causa delle terapie salvavita, hanno diritto a ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno (full time) a tempo parziale (part time). Lo prevedere una legge del 2003 richiamata dal decreto legislativo del 2015 [1]. Lo stesso lavoratore potrà, in qualsiasi momento e su semplice richiesta all’azienda, ottenere il ripristino del precedente contratto, trasformando così il part time nuovamente in full time.

 

 

Condizioni per ottenere il part time

Il diritto di trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a part time scatta solo se la malattia colpisce il dipendente. Non spetta, invece, alcun diritto se la malattia riguarda il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore e questi abbiano necessità di assistenza continua; in quest’ultima ipotesi, infatti, il dipendente ha una semplice priorità nella trasformazione del contratto a tempo parziale, in caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori [2]: priorità quindi subordinata alla necessità dell’azienda e alla sua decisione di attivare contratti part time.

 

Tale priorità può essere fatta valere anche se il lavoratore o la lavoratrice assiste una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa definita grave ai sensi della legge 104 e che abbia, quindi, necessità di assistenza continua.

Priorità nella trasformazione del contratto di lavoro è riconosciuta anche al lavoratore o alla lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore a 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi della legge 104.

 

La seconda condizione per ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro in part time è che la malattia parzialmente invalidante sia accertata dalla commissione medica dell’ASL territorialmente competente.

 

L’estensione alle patologie cronico-degenerative è limitata a quelle definite dalla stessa norma «ingravescenti» e sembra pertanto limitata a malattie che si aggravano progressivamente, con un non facile distinguo rispetto a quelle malattie che, seppure croniche, non peggiorano gradualmente nel corso del tempo.

 

 

Il diritto a tornare full time

Il lavoratore che, nei predetti casi, abbia ottenuto la trasformazione del rapporto di lavoro in part time, ha sempre il diritto a chiedere che venga rispristinato il contratto iniziale, tornando quindi di nuovo a tempo pieno. Secondo una circolare del Ministero del lavoro [3] il datore di lavoro non può rifiutare tale richiesta del dipendente, anche se sono sopraggiunti contrari interessi dell’azienda. Le parti si dovranno accordare sul nuovo orario di lavoro e sulla sua collocazione, che può essere di tipo orizzontale, verticale o misto ma che deve prioritariamente tenere in considerazione le specifiche esigenze del lavoratore.

 

 

La richiesta e la documentazione

Il lavoratore interessato alla trasformazione del rapporto di lavoro è tenuto a inviare la certificazione medica prima dell’inizio della terapia, fornendo anche l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione. A tale certificazione dovranno far seguito, sempre a cura degli interessati, periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria riportanti il calendario delle prestazioni effettivamente eseguite, le sole che danno titolo all’indennità.

 


[1] Art. 46 del Dlgs 276/03 ripresto dall’art. 8, comma 3, del Dlgs 81/15.

[2] Art. 8 del Dlgs 81/15. Articolo 8 Dlgs 81/2015:

Trasformazione del rapporto

Il rifiuto del lavoratore di trasformare il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, o viceversa, non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

Su accordo delle parti risultante da atto scritto é ammessa la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale.

I lavoratori del settore pubblico e del settore privato affetti da patologie oncologiche nonché da gravi patologie cronico‐degenerative ingravescenti, per i quali residui una ridotta capacità lavorativa, eventualmente anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, accertata da una commissione medica istituita presso l’azienda unita’ sanitaria locale territorialmente competente, hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in lavoro a tempo parziale. A richiesta del lavoratore il rapporto di lavoro a tempo parziale e’ trasformato nuovamente in rapporto di lavoro a tempo pieno.

In caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico‐degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonché nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa con connotazione di gravita’ ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che abbia necessità di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, e’ riconosciuta la priorità nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di eta’ non superiore a tredici anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 104 del 1992, e’ riconosciuta la priorita’ nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.

Il lavoratore il cui rapporto sia trasformato da tempo pieno in tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l’espletamento delle stesse mansioni o di mansioni di pari livello e categoria legale rispetto a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale.

Il lavoratore può chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purché con una riduzione d’orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro e’ tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.

In caso di assunzione di personale a tempo parziale il datore di lavoro è tenuto a darne tempestiva informazione al personale già dipendente con rapporto a tempo pieno occupato in unita’ produttive site nello stesso ambito comunale, anche mediante comunicazione scritta in luogo accessibile a tutti nei locali dell’impresa, ed a prendere in considerazione le domande di trasformazione a tempo parziale dei rapporti dei dipendenti a tempo pieno.

[3] Min. Lavoro circolare n. 40/05.

 


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