Alunno si fa male nel bagno: scuola responsabile
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29 Mag 2016
 
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Alunno si fa male nel bagno: scuola responsabile

La scuola è responsabile per la lesione riportata dal bambino che va in bagno non accompagnato e si chiude la mano in mezzo alla porta.

 

La scuola è responsabile nel caso in cui l’alunno si faccia male da sé, anche se fuori dagli orari di lezione, come ad esempio durante l’intervallo o nella pausa per andare al bagno. Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1] che ha dato ragione ai genitori di una minore chiusasi la mano nella porta del bagno ove era andata non accompagnata dall’insegnante.

 

La responsabilità della scuola trae origine dal “contratto” che si conclude, all’atto dell’iscrizione, tra i genitori e l’istituto scolastico stesso (per il quale risponde comunque il Ministero dell’Istruzione). In forza di questo contratto – stando a quanto hanno precisato le Sezioni Unite della Cassazione in una storica sentenza del 2002 [2] – i genitori dell’alunno devono limitarsi a dimostrare che il danno si è verificato a scuola nonché la misura del danno stesso.

 

Spetterà poi alla scuola, per potersi esonerare dalla responsabilità, provare di non aver potuto impedire il fatto: il che, proprio perché il minore si trova affidato alla cura degli insegnanti dall’inizio alla fine delle lezioni, richiede che questi ultimi adottino tutte le cautele necessarie che si richiedono anche in relazione all’età e all’autonomia dei minori. Così, i danni procurati nel bagno restano a carico della scuola che avrebbe l’obbligo di far seguire i bambini dai relativi docenti.

 


[1] Cass. sent. n. 8047/2016.

[2] Cass. sent. n. 9346/2002: nel caso di danno cagionato dall’alunno a se stesso, la responsabilità della scuola non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso il complesso degli obblighi che la scuola assume all’atto dell’iscrizione.

 


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Commenti
29 Mag 2016 Luca Lodi

Ho fatto le elementari dal 76 all’81: andavamo in bagno da soli e nessuno si è mai fatto male.
Senza iniziare a dire la solita cazzata che erano altri tempi, i giudici si sono bevuti il cervello, altro che storie: se io fossi il preside della scuola, mando a cagare il bimbo deficiente e i suoi genitori ancora più deficienti.
Ma quando cazzo crescono sti cinni se non sono buoni nemmeno di andare al cesso da soli…forse che noi, allora, eravamo meno meritevoli di attenzioni? Credo proprio di no
La Cassazione inizi a ragionare di più su quello che scrive, visto quanto ci costa e gli infimi risultati che produce.