Modello F24: a che serve, come funziona, come si compila
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29 Mag 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Modello F24: a che serve, come funziona, come si compila

Modello F24: cos’è e come si compila? Di seguito la guida completa con tutte le istruzioni e alcuni semplici consigli per evitare gli errori più comuni.

 

 

Modello F24: cos’è?

La compilazione del modello F24 può causare numerosi problemi, in particolar modo per chi si ritrova per la prima volta ad avere a che farci.

 

Prima di tutto cerchiamo di capire di cosa parliamo: si tratta di un documento che va utilizzato per pagare imposte e contributi, sia dai lavoratori senza partita IVA, sia da quelli con partita IVA. Per questi ultimi, però, vige l’obbligo del pagamento telematico del modulo.

Spesso si sente chiamare il modello F24 “unificato”, questo perché permette ai contribuenti di effettuare in un’unica soluzione il pagamento degli importi dovuti, compensando i versamenti con eventuali crediti maturati.

 

 

Modello F24: per quali imposte utilizzarlo?

Il modello F24 è reperibile presso banche, agenzie di riscossione e uffici postali, ma si può scaricare una versione in pdf direttamente da internet.

 

Come anticipato, esso viene utilizzato per pagare gran parte delle imposte e dei contributi, ossia:

  • imposte sui redditi (Irpef, Ires);
  • ritenute sui redditi da lavoro e sui redditi da capitale;
  • IVA;
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi dell’Irap e dell’IVA;
  • imposta sostitutiva sulle vendite immobiliari;
  • altre imposte sostitutive (sono sostitutive di redditi l’imposta sugli intrattenimenti, quella sulle scommesse e giochi, ecc…);
  • Irap;
  • addizionale regionale e comunale all’Irpef;
  • accise, imposta di consumo e di fabbricazione;
  • contributi e premi Inps, Inail, Enpals, Inpgi;
  • diritti camerali;
  • interessi;
  • IMU;
  • Tarsu/Tari, Tosap/Cosap: per quei comuni che hanno stipulato un’apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate, nel modello F24 nello spazio “codice ente/codice comune” deve essere riportato il codice catastale del comune dove sono ubicati gli immobili oppure sono situati le aree e gli spazi occupati;
  • canoni di locazione Inpdap sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli affittuari;
  • alcune tipologie di proventi derivanti dall’utilizzo dei beni di Demanio e di Patrimonio dello Stato sulla base delle comunicazioni specificatamente trasmesse agli utilizzatori.

 

Con questo modello vanno inoltre versate tutte le somme (compresi interessi e sanzioni) dovute in caso di:

  • autoliquidazione da dichiarazioni;
  • ravvedimento;
  • controllo automatizzato e documentale della dichiarazione;
  • avviso di accertamento (in caso di omessa impugnazione);
  • avviso di irrogazione di sanzioni;
  • istituti conciliativi di avvisi di accertamento e irrogazione di sanzioni (accertamento con adesione, conciliazione giudiziale).

 

 

Modello F24: come si compila?

Il modello F24 è diviso in sezioni, che i contribuenti devono compilare.

Per Irpef, Ires e IVA bisogna fare riferimento alla sezione Erario; per le imposte regionali (Irap e addizionale regionale all’Irpef) si utilizza la specifica sezione Regioni e per le imposte comunali (addizionale comunale, ICI, Tarsu/Tari e Tosap/Cosap) la sezione ICI e altri tributi locali.

 

Vediamo quali sono i principali campi da compilare:

  • Contribuente: vanno indicati il codice fiscale, i dati anagrafici e il domicilio fiscale;
  • Coobbligato: va indicato, nei casi richiesti, il codice fiscale dell’erede, genitore, tutore o curatore fallimentare con il relativo codice identificativo;
  • Codici tributo: indicano fondamentalmente la tipologia di imposta da pagare;
  • Anno/periodo di riferimento: indica l’anno di imposta al quale si riferisce l’imposta da pagare e va riportato nel formato a 4 cifre (ad esempio, per la scadenza del saldo Irpef da versare a giugno 2010 va indicato l’anno d’imposta 2009). I contribuenti il cui periodo d’imposta non coincide con l’anno solare devono barrare l’apposita casella posta nella sezione “Contribuente” e indicare nella colonna “anno di riferimento” il primo dei due anni solari interessati;
  • Regioni: per le sole imposte regionali, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento andrà indicato il codice della regione per la quale si effettua il versamento.
  • ICI e altri tributi locali: per l’addizionale comunale all’Irpef, oltre al codice tributo e all’anno di riferimento, qualora si riferisca a versamenti relativi a comuni delle regioni Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e delle province autonome di Trento e di Bolzano andranno utilizzati gli specifici “codici enti”. Per i versamenti relativi ai restanti comuni andrà utilizzato il residuale “codice ente” 99. Per l’ICI, invece, il codice ente locale da riportare sul modello è quello catastale che contraddistingue il comune destinatario del versamento.

Nel caso in cui si abbiano dubbi sui codici, online si potranno trovare le tabelle con i codici aggiornati.

 

Infine, da ricordare che gli importi vanno sempre indicati con le ultime due cifre decimali, anche se sono due zeri. Se dovete indicare 80 euro, scriverete 80,00. In presenza di più cifre decimali dovete arrotondare la seconda cifra decimale con il seguente criterio:

  • se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso (euro 74,955 arrotondato diventa 74,96);
  • se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto (euro 74,952 arrotondato diventa euro 74,95).

 

 

Modello F24: a cosa serve la compensazione?

L’istituto della compensazione permette a tutti i contribuenti, titolari di partita IVA o meno, di compensare il versamento dei tributi d’imposta con eventuali crediti maturati.

In linea generale tutte le imposte pagabili con il modello F24 sono a loro volta compensabili.

 

Esistono due forme di compensazione:

  • verticale, quando si utilizzano crediti per pagare debiti dello stesso tipo d’imposta (Irpef, Ires, Iva e Irap), ma riferibili a differenti esercizi (ad esempio si utilizza un credito Irpef relativo all’anno d’imposta del 2009 per pagare gli acconti dovuti per l’anno d’imposta 2010);
  • orizzontale, quando si utilizzano crediti per pagare debiti di qualunque tipo (ad esempio si utilizza un credito Irap o Ires per pagare ICI o contributi previdenziali).

 

C’è un limite all’utilizzo dei crediti a compensazione e alle richieste dei rimborsi in conto fiscale: l’importo massimo è attualmente pari a 516.456,90 euro per ciascun anno solare.

 

 

Modello F24: come e dove pagare?

Come è già stato detto, i titolari di partita IVA hanno l’obbligo di pagamento telematico, che può essere effettuato anche tramite intermediari.

Invece i contribuenti senza partita IVA possono presentare il modello F24 presso gli sportelli di qualunque agenzia di riscossione, banca convenzionata o ufficio postale.

 

Il versamento può essere effettuato in contanti o con i seguenti sistemi:

  • presso le banche si possono utilizzare assegni bancari e circolari;
  • presso gli agenti della riscossione sono ammessi assegni bancari e circolari e/o vaglia cambiari;
  • presso gli sportelli bancari e degli agenti della riscossione dotati di terminali elettronici idonei si possono eseguire pagamenti tramite carta Pago Bancomat;
  • presso gli uffici postali è ammesso l’uso di assegni postali, assegni bancari su piazza, assegni circolari, vaglia postali, o di carta Postamat.

 

 

Modello F24: occhio agli errori!

Quando si tratta di soldi bisogna prestare la massima attenzione, il rischio altrimenti è quello di ritrovarsi a dover pagare più del dovuto.

I principali errori riscontrati nelle compilazioni dei modelli F24 riguardano il codice tributo (ad esempio inversione di numeri nell’indicazione dei codici tributo che comporta il versamento di una tipologia d’imposta differente); il periodo di riferimento dell’imposta da versare (ad esempio indicazione dell’anno di effettuazione del versamento invece dell’anno di imposta a cui il versamento si riferisce); il codice regione in corrispondenza dell’imposta regionale; il codice fiscale (ad esempio, indicazione del codice fiscale del rappresentante legale della società al posto del codice fiscale della società versante).


 


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