Assegni familiari 2016 2017, gli importi non cambiano
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13 Giu 2016
 
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Noemi Secci
 


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Assegni familiari 2016 2017, gli importi non cambiano

Assegno al nucleo familiare periodo 1° luglio 2016 – 30 giugno 2017: dall’Inps nessun aumento degli importi.

 

Nessun aumento degli importi degli ANF, gli assegni al nucleo familiare erogati dall’Inps a sostegno delle famiglie di lavoratori e pensionati: gli incrementi, difatti, dipendono dalla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, calcolato dall’ISTAT, intervenuta tra l’anno a cui si riferiscono i redditi per la corresponsione degli assegni e l’anno immediatamente precedente (in pratica, tra 2014 e 2015, in quanto il 2015 è l’anno di riferimento). Poiché la variazione percentuale calcolata è risultata negativa, ma l’adeguamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali non può comportarne la diminuzione, gli importi degli ANF per il periodo 2016/2017 restano invariati [1].

Pertanto, le tabelle a cui far riferimento, per il periodo dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017, sono le stesse già utilizzate per il periodo 2015/2016.

 

 

ANF: a chi spettano

Ricordiamo che gli ANF spettano ai:

 

lavoratori dipendenti;

– lavoratori dipendenti agricoli;

lavoratori domestici;

– lavoratori iscritti alla Gestione separata Inps;

– titolari di pensioni a carico del FPLD (fondo pensioni lavoratori dipendenti), nonché di fondi speciali ed Enpals;

– titolari di prestazioni previdenziali;

– lavoratori in altre situazioni di pagamento diretto.

 

Non basta, però, appartenere a tali categorie per aver diritto agli assegni, ma bisogna far parte di un nucleo familiare rientrante in una delle tipologie tutelate, elencate nelle seguenti tabelle:

 

– Tabella 11: nucleo con entrambi i genitori e almeno un figlio minore (senza componenti inabili);

– Tabella 12: nucleo con un solo genitore e almeno un figlio minore (senza componenti inabili)

– Tabella 13: nucleo con solo minori non inabili;

– Tabella 14: nucleo con entrambi i genitori, senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile, oppure con  almeno un figlio minore e almeno un componente inabile;

– Tabella 15: nucleo con un solo genitore e almeno un figlio minore (e almeno un componente inabile), oppure senza figli minori e almeno un figlio maggiorenne inabile;

– Tabella 16: nucleo orfanile con almeno un minore e almeno un inabile;

– Tabella 19: nucleo orfanile con solo maggiorenni inabili;

– Tabella 20 A: nucleo con entrambi i coniugi e senza figli ed almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

– Tabella 20 B: nucleo monoparentale (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e almeno un fratello, sorella o nipote inabile;

– Tabella 21 A: nucleo senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote  senza componenti inabili;

– Tabella 21 B: nucleo monoparentale (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno un fratello, sorella o nipote, senza componenti inabili;

– Tabella 21 C: nucleo senza figli, con i soli coniugi o con entrambi i coniugi e almeno un fratello, sorella o nipote (almeno un coniuge inabile e nessun altro componente inabile);

– Tabella 21 D: nucleo monoparentale (richiedente celibe/nubile, separato/a, divorziato/a, vedovo/a, abbandonato/a) senza figli e con almeno fratello, sorella o nipote, nei quali  solo il richiedente è inabile.

 

Per aver diritto all’assegno, è necessario che il reddito da lavoro dipendente (o da pensione, o da lavoro parasubordinato- autonomo, a seconda della categoria di appartenenza del lavoratore) superi il 70% del reddito del nucleo.

A tal fine devono essere contati i seguenti redditi:

 

– redditi assoggettabili all’Irpef;

– redditi di qualsiasi tipologia, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte superiori a 1.032,91 Euro annui.

 

Non devono, invece, essere computati:

 

– ANF;

– TFR ed anticipazioni;

– rendite vitalizie INAIL;

– parte non tassabile dell’indennità di trasferta;

– pensioni di guerra e privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva per infortunio;

– indennità di accompagnamento e di frequenza, indennità ai ciechi parziali ed ai sordi prelinguali.

 

 

ANF: ammontare

Per stabilire l’ammontare dell’assegno, il datore deve individuare, dall’apposita tabella corrispondente al nucleo ed in base al numero dei componenti dello stesso, la fascia di reddito familiare ( da euro tot. a euro tot.).

L’importo dell’Anf è ridotto se il numero di giornate lavorate nel mese (o per le quali spetta comunque il diritto all’ANF, come le festività) è inferiore a 26.

In particolare, si verifica una riduzione quando:

 

–  la retribuzione è corrisposta con periodicità inferiore al mese;

– il contratto è iniziato o cessato nel corso del mese;

– il lavoratore ha un part time verticale o misto (in questo caso, si ha riguardo alle giornate di effettivo lavoro, a meno che le ore di lavoro prestate settimanalmente siano superiori a 24).

 

L’assegno, anche se a carico dell’Inps, nella maggior parte delle ipotesi è erogato dal datore di lavoro, che lo anticipa in busta paga e lo conguaglia con i contributi mensili. La prestazione è finanziata col pagamento, assieme agli ordinari contributi mensili, di un importo alla cassa Cuaf (Cassa unica assegni familiari).

 

 

ANF: come fare domanda

La domanda volta ad ottenere gli assegni al nucleo familiare deve essere consegnata direttamente al datore di lavoro, compilando il modulo SR 16 ANF/DIP. La domanda ANF va presentata non solo per il primo anno di fruizione, ma ogni anno, entro il 30 giugno, in quanto, in base al reddito di riferimento, gli importi e la spettanza della prestazione potrebbero cambiare.

Nel modulo di domanda ANF è necessario indicare:

 

– i componenti del nucleo familiare;

– l’ammontare dei redditi del nucleo;

– l’assenza di altri ANF o di diversi trattamenti di famiglia.

 

Se variano i componenti del nucleo, la variazione deve essere segnalata entro 30 giorni.

Se nel nucleo sono presenti situazioni particolari (ad esempio coniugi separati o divorziati, o genitori conviventi non coniugati), è necessario presentare, oltre alla domanda al datore di lavoro, una domanda di autorizzazione all’Inps. Il modulo di domanda, siglato ANF 42, serve per inserire determinati familiari nel nucleo: a seguito della presentazione della domanda ANF 42 (tramite web, contact center o patronato), l’Inps rilascia un’apposita autorizzazione, detta ANF 43. L’autorizzazione ha validità pluriennale, pertanto non è necessario presentarla ogni anno.


[1] Inps Circ. n. 92/2016.

 


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