Incidenti per detriti in autostrada: chi paga i danni?
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11 Giu 2016
 
L'autore
Temistocle Marasco
 


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Incidenti per detriti in autostrada: chi paga i danni?

Le autostrade sono affidate a enti gestori che ne curano l’efficienza; eventuali incidenti dovuti a una cattiva manutenzione sono di responsabilità dell’ente gestore, salvo che questi dimostri che il sinistro è dipeso da eventi imprevisti e imprevedibili.

 

La presenza di detriti o comunque di corpi estranei in mezzo all’autostrada, qualora sia causa di un incidente, determina la responsabilità dell’ente gestore quale l’Anas. È possibile cioè proporre una causa contro quest’ultimo al fine di ottenere il risarcimento del danno [1]. Ciò salvo che l’ente stesso riesca a dimostrare che quell’anomalia sulla rete viaria è dipesa da un evento impossibile da prevedere e che, pur utilizzando la massima solerzia nel ripristino delle normali condizioni di sicurezza, non c’è stato il tempo di impedire il sinistro.

Con detriti o corpi estranei si intendono, ad esempio, oggetti caduti dai veicoli, componenti dei veicoli (come ruote, paraurti), carcasse di animali, rottami derivanti da precedenti incidenti, ecc.

 

L’ente gestore delle autostrade ha un dovere generale di mantenere la strada in condizioni tali da garantire la massima sicurezza della viabilità [2]. Questi, quindi, deve intervenire con tempestività in ogni circostanza da cui possa scaturire una situazione di pericolo, rimuovendola nel più breve tempo possibile.

L’ente gestore è sollevato da ogni responsabilità per eventuali danni a cose o persone solo qualora riesca a dimostrare:

 

– di aver eseguito con la necessaria diligenza la manutenzione e il controllo della strada;

– che la situazione di pericolo, e il successivo incidente, è dipeso dal verificarsi di un evento imprevisto e imprevedibile (il cosiddetto caso fortuito): si pensi, ad esempio, ad una calamità naturale oppure alla presenza di un oggetto pericoloso che, pur in condizioni di massima efficienza operativa dell’ente gestore, non si poteva individuare e rimuovere prima di un certo periodo di tempo. Il caso fortuito sussiste, cioè, finché non sia trascorso un tempo ragionevolmente sufficiente affinchè l’ente gestore venga a conoscenza del pericolo e possa intervenire per eliminarlo [3] (se, in mezzo alla carreggiata è presente il paraurti di un mezzo pesante, ed esso viene rimosso dopo una mezz’ora, gli eventuali incidenti che avvengono prima della rimozione rientrano nell’ambito del caso fortuito; non altrettanto può dirsi se la rimozione del corpo estraneo avviene dopo diverse ore).


[1] Si parla, in tal caso, di responsabilità da cose in custodia, ex art. 2051 cod. civ.

[2] Cfr. Cass. sent. n. 15042 del 26.06.2008; Cass. sent. n. 20427 del 25.07.2008; Cass. sent. n. 15720 del 18.07.2011.

[3] Cass. sent. n. 10893/16 del 26.05.2016.

 


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