Legge 104: benefici e svantaggi. Agevolazioni fiscali
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30 Mag 2016
 
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Maura Corrado
 


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Legge 104: benefici e svantaggi. Agevolazioni fiscali

Familiari invalidi con handicap: la normativa che in Italia disciplina permessi, congedi, sgravi fiscali, assegni d’invalidità, pensione d’inabilità, pensione anticipata, è legge-quadro n. 104/1992, più semplicemente conosciuta come legge 104: chi sono gli aventi diritto, cosa spetta, come si presenta la domanda.

 

 

Legge 104: che cosa disciplina?

La principale fonte normativa italiana in tema di permessi lavorativi retribuiti è costituita dalla legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, la famosa legge 104, la quale disciplina le agevolazioni riconosciute ai lavoratori affetti da disabilità grave e ai familiari che assistono una persona con handicap in situazione di gravità [1].

 

Per persona handicappata si intende colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. In particolare l’handicap è grave quando la minorazione abbia ridotto l’autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessaria assistenza permanente, continuativa e globale nella sfera individuale o in quella di relazione. Il soggetto che richiede o per il quale si richiede il permesso non deve essere ricoverato a tempo pieno in una struttura specializzata.

 

 

Legge 104: chi sono gli aventi diritto?

I permessi retribuiti possono essere richiesti al proprio datore di lavoro, pubblico o privato, da:

 

disabili con contratto individuale di lavoro dipendente: sono inclusi anche i lavoratori in modalità part-time; sono, invece, esclusi i lavoratori autonomi e quelli parasubordinati, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati in giornata, i lavoratori a domicilio e quelli addetti ai lavoro domestici e familiari;

genitori lavoratori dipendenti: madre e/o padre biologici, adottivi o affidatari di figli disabili in situazione di gravità anche non conviventi;

coniuge lavoratore dipendente: resta attualmente escluso il convivente more uxorio (la convivenza in questione è quella tra due persone che vivono insieme come se fossero marito e moglie pur non essendo sposate);

– parenti o affini entro il secondo grado lavoratori dipendenti: figli, nonni, nipoti, fratelli, suoceri, generi, nuore, cognati del soggetto disabile con lui conviventi;

– parenti o affini entro il terzo grado lavoratori dipendenti: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti nel caso in cui genitori o coniuge siano ultrasessantacinquenni o nel caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti sopra individuati.

 

 

Legge 104: cosa spetta?

I permessi retribuiti che la legge oggetto di esame garantisce si traducono, per il lavoratore disabile, in tre giorni di riposo al mese o, in alternativa, in riposi giornalieri di una o due ore.

 

Per i genitori e i familiari lavoratori, è necessario distinguere in base all’età dell’assistito:

 

– genitori con figlio disabile di età inferiore ai tre anni: diritto al prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del figlio (il congedo parentale consiste nel diritto spettante sia alla madre e sia al padre di godere di un periodo di dieci mesi di assenza dal lavoro da ripartire tra i due genitori e da sfruttare nei primi dodici anni di vita del bambino), per un periodo massimo di ulteriori tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, o che, in caso di ricovero, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore; tre giorni di permesso mensile fruibili anche alternativamente; riposi orari di una o due ore per giorno a seconda dell’orario di lavoro. Tali benefici non sono tra loro cumulabili;

 

genitori con figlio disabile di età compresa tra i tre e gli otto anni: diritto al prolungamento del congedo parentale previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del figlio, per un periodo massimo di ulteriori tre anni, a condizione che il bambino non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati, o che, in caso di ricovero, sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore; tre giorni di permesso mensile fruibili anche alternativamente ma non anche riposi orari;

 

genitori, coniuge e parenti di disabile maggiorenne: tre giorni di permesso mensile.

 

Manca nel testo della legge una norma specifica sul preavviso: tuttavia, qualora i permessi siano richiesti tempestivamente al datore di lavoro, questi non può legittimamente rifiutarli; da tenere conto, però, che proprio il concetto di tempestività deve essere concretamente determinato avendo riguardo sia alle necessità del lavoratore sia a quelle tecnico-amministrative del datore di lavoro. A tal proposito, inoltre, i permessi giornalieri non possono essere frazionati in ore se ciò determina problemi di natura organizzativa per l’impresa o l’amministrazione.

 

 

Legge 104: come fare domanda?

Per poter beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge 104, è necessario presentare specifica domanda sotto forma di autocertificazione da cui risultino le condizioni personali o di quelle del familiare assistito (dati personali; relazione di parentela, affinità o coniugio; stato di handicap).

Nel settore pubblico le domande sono esaminate dai dirigenti dell’amministrazione di riferimento. Nel settore privato, invece, è necessario che la disabilità risulti dall’apposito verbale compilato a cura dell’INPS su domanda dell’interessato e previa visita medica di verifica; la richiesta di permesso, inoltre, deve essere trasmessa per mezzo di specifici moduli predisposti in cui di indica lo specifico permesso di cui si intende usufruire. La domanda ha validità a partire dalla data di presentazione e non scade al termine dell’anno solare, eventuali variazioni delle notizie o delle situazioni autocertificate nel modello di richiesta devono essere comunicate entro trenta giorni.

 

 

Ferie

Di recente il Ministero del Lavoro ha risposto a un quesito, in merito alla corretta interpretazione della norma contenuta nella legge 104/1992, concernente il diritto a fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito per assistere il familiare con disabilità. In particolare si chiede se il datore di lavoro può negare l’utilizzo dei suddetti permessi nel periodo di ferie programmate anche nel caso di chiusura di stabilimento (cosiddetto fermo produttivo), nel rispetto delle disposizioni contrattuali in materia. Secondo il Ministero, deve trovare applicazione il principio della prevalenza delle improcrastinabili esigenze di assistenza e di tutela del diritto del disabile sulle esigenze aziendali e, pertanto, il datore di lavoro non può negare la fruizione dei permessi per l’assistenza al familiare invalido durante il periodo di ferie già programmate, ferma restando la possibilità di verificare l’effettiva indifferibilità della assistenza. Si ritiene, comunque, possibile, da parte del datore di lavoro, richiedere una programmazione dei permessi, verosimilmente a cadenza settimanale o mensile, laddove il lavoratore che assiste il disabile sia in grado di individuare preventivamente le giornate di assenza, purché tale programmazione non comprometta il diritto del disabile a una effettiva assistenza e segua criteri quanto più possibile condivisi con i lavoratori o con le loro rappresentanze.

 

 

I pericoli della legge 104

Chi utilizza i permessi della legge 104 non può destinare neanche una minima parte della giornata a incombenze differenti che non siano quelle dell’assistenza al familiare disabile. In caso contrario il datore di lavoro, che può far pedinare il lavoratore da un detective privato, ha la possibilità di procedere al licenziamento in tronco.

 

 

AGEVOLAZIONI FISCALI CON LA LEGGE 104

Le agevolazioni fiscali 2016 concesse in base alla legge 104 [1] ai contribuenti portatori di disabilità e ai loro familiari sono molteplici e riguardano benefici derivati dalla legge stessa: vanno dai familiari a carico ai veicoli, dall’abbattimento delle barriere architettoniche alle spese sanitarie fino all’assistenza personale. Vediamole nel dettaglio.

 

 

Agevolazioni legge 104: quali sono?

Tali benefici, hanno una precisa articolazione riguardante la tipologia, le regole e le modalità da seguire per richiederle. Nello specifico, possiamo così riassumere le varie tipologie dei benefici e agevolazioni fiscali riconosciute:

 

 

Detrazioni figli a carico disabili

Le detrazioni Irpef previste per il portatore di disabilità con familiari a carico variano in funzione del reddito complessivo posseduto nel periodo d’imposta, per esempio per l’anno di imposta. Esse, pertanto, diminuiscono con l’aumentare del reddito, fino a diventare completamente nulle quando il reddito complessivo arriva a 95.000 euro per le detrazioni dei figli. Il limite di reddito personale complessivo per ritenere una persona fiscalmente a carico non deve essere superiore a 2.840,51 euro al lordo degli oneri deducibili e della deduzione per l’abitazione principale e pertinenze.

 

 

A quanto ammonta la detrazione Irpef per i familiari a carico della persona disabile?

Per il figlio disabile si ha diritto all’ulteriore importo di 400 euro. In particolare:

  • 1220 euro per i figli di età inferiore a tre anni;
  • 950 euro per i figli di età superiore a tre anni;
  • 1620 euro per il figlio disabile inferiore a 3 anni riconosciuto tale ai sensi della legge 104;
  • 1350 euro per il figlio disabile superiore a 3 anni riconosciuto tale ai sensi della legge 104;
  • con più di tre figli a carico la detrazione aumenta di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo.

 

 

Come si calcola la detrazione effettiva per i figli a carico?

Per calcolare la detrazione effettiva spettante per i figli a carico è necessario moltiplicare la detrazione teorica per il coefficiente, ottenuto con le prime 4 cifre decimali e arrotondato con il sistema del troncamento che si ottiene dal rapporto tra 95.000 meno il reddito complessivo.

In presenza di più figli, l’importo di 95.000 euro indicato nella formula va aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La formula per il calcolo della detrazione effettiva è la seguente: detrazione teorica moltiplicato 95.000 – reddito complessivo 95.000

 

 

Come si ripartisce la detrazione tra i coniugi?

La detrazione per i figli deve essere ripartita al 50% tra i genitori che non sono legalmente ed effettivamente separati o, in alternativa, in caso di accordo, si può scegliere di attribuire tutta la detrazione al genitore che possiede il reddito più elevato. Qualora le detrazioni di cui può beneficiare il contribuente sono superiori all’imposta lorda, l’importo eccedente non può essere chiesto a rimborso o a compensazione di altri tributi, né è possibile riportarlo nella successiva dichiarazione dei redditi.

 

 

Agevolazioni 104 veicoli per disabili

Le agevolazioni fiscali previste per i portatori di handicap e disabili sui veicoli consistono:

  • nella possibilità di detrarre dall’Irpef il 19% della spesa sostenuta per l’acquisto;
  • nell’applicazione del’Iva agevolata al 4% sull’acquisto;
  • nell’esenzione dal bollo auto;
  • nell’esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

 

Le categorie di disabili che hanno diritto alle agevolazioni fiscali su i veicoli sono:

  • non vedenti e sordi: ci si riferisce a persone colpite da cecità assoluta o che hanno un residuo visivo non superiore a un decimo ad entrambi gli occhi con eventuale correzione. Le persone con sordità sono quelle colpite da sordità alla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata [2];
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento: la situazione di handicap grave deve essere certificata con verbale dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap presso la Asl;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie, che non risultano, contemporaneamente, affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione. Solo per tale categoria di disabili il diritto alle agevolazioni è condizionato all’adattamento del veicolo;
  • portatori di handicap psichico o mentale: per questa categoria i benefici fiscali per l’acquisto di veicoli sono concessi anche quando lo stato di handicap grave è attestato da un certificato rilasciato dalla commissione medica pubblica preposta all’accertamento dello stato di invalidità;
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione, o pluriamputati: per questa categoria di disabili è accettata la certificazione di invalidità rilasciata da una commissione medica pubblica, attestante specificatamente l’impossibilità a deambulare in modo autonomo o senza l’aiuto di un accompagnatore;
  • persone affette da sindrome di Down: è valida la certificazione rilasciata dal proprio medico di base.

 

 

Quali categorie dei veicoli sono agevolabili?

Le agevolazioni per il settore auto per i portatori di handicap e disabilità sono concesse per tipologie ben determinate di veicoli:

  • autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli per il trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate (o a 4,5 tonnellate, se a trazione elettrica o a batteria), destinati al trasporto di cose o di persone e capaci di contenere al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
  • autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente, solo per la detrazione Irpef del 19%;
  • motocarrozzette: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo 4 posti, compreso quello del conducente, ed equipaggiati di idonea carrozzeria;
  • motoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti, compreso quello del conducente;
  • motoveicoli per trasporti specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo.

 

Le spese riguardanti l’acquisto dei mezzi di locomozione dei disabili danno diritto a una detrazione d’imposta pari al 19% del loro ammontare. Esse sono valide per un solo veicolo in 4 anni che decorrono dalla data di acquisto

Il calcolo della detrazione avviene su una spesa massima di 18.075,99 euro, a condizione che lo stesso veicolo venga utilizzato in via esclusiva o prevalente a beneficio del portatore di handicap. Importante specificare che, poiché la soglia dei 18.075,99 euro vale solo per le spese di acquisto del veicolo, rimangono escluse eventuali spese per interventi di adattamento necessari a consentirne l’utilizzo da parte del disabile: anche su questo tipo di spese verrà applicata la detrazione del 19%.

È interessante sottolineare che il beneficio della detrazione può essere concesso nuovamente se il primo veicolo beneficiato risulti precedentemente cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

 

 

Cosa succede se si vende o si cede a titolo gratuito il veicolo?

Se l’auto è stata acquistata beneficiando delle agevolazioni previste per la disabilità e viene trasferita ad altre persone a pagamento o gratuitamente prima che siano trascorsi 2 anni dall’acquisto, il disabile è tenuto al pagamento della differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione delle agevolazioni stesse, fatta eccezione per i casi in cui egli, a seguito di mutate e comprovate necessità legate al proprio handicap, ceda il veicolo per acquistarne uno nuovo sul quale realizzare nuovi e diversi adattamenti.

 

 

Cosa succede in caso di furto dell’autoveicolo?

In caso di furto dell’auto, acquistata beneficiando delle agevolazione previste per la disabilità, la detrazione per il nuovo veicolo riacquistato entro il quadriennio spetta al netto dell’eventuale rimborso assicurativo e deve comunque essere calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro.

Si può fruire dell’intera detrazione per il primo anno oppure si può optare, alternativamente, per la sua ripartizione in quattro quote annuali di pari importo.

 

Sono inoltre ammesse integralmente alla detrazione del 19% le altre spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione e al sollevamento dei disabili, indipendentemente dal fatto che beneficino o meno dell’assegno di accompagnamento.

 

La detrazione del 19% spettante per l’acquisto di un veicolo destinato al portatore di handicap e disabile spetta anche sulle riparazioni, escluse quelle di ordinaria manutenzione. Sono inoltre escluse le spese per assicurazione, per il carburante e il lubrificante. Tali spese, per poter essere detratte, devono essere sostenute entro i 4 anni dall’acquisto.

 

 

Detrazioni spese mediche disabili al 19%

Le spese mediche disabili 2016 sostenute per gli addetti all’assistenza personale prevedono una detrazione del 19%, calcolata su un ammontare di spesa non superiore a 2.100 euro, se il reddito non è superiore ai 40.000 euro.

La detrazione può essere concessa esclusivamente a persone ritenute non autosufficienti, ovvero, persone non in grado di svolgere azioni elementari dall’igiene personale all’indossare gli indumenti, e per questi motivi necessitano di sorveglianza continuativa.

 

La documentazione per usufruire della detrazione deve contenere:

  • codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento;
  • codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua di chi presta l’assistenza;
  • codice fiscale e i dati anagrafici del disabile se effettuata dal famigliare.

 

La non autosufficienza deve essere comprovata da una certificazione medica; la detrazione non compete, ad esempio, per l’assistenza prestata a bambini, se la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

 

La detrazione d’imposta per gli addetti all’assistenza consente comunque la possibilità di dedurre i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare che, sono deducibili nel limite di 1.549,37 euro.

 

 

Disabili: Iva agevolata al 4% e esenzione bollo auto.

Oltre alla detrazione Irpef del 19%, il disabile può beneficiare di altre agevolazione auto, quali:

  • Iva agevolata al 4%, anziché al 22% sull’acquisto di autovetture fino a 2000 centimetri cubici a benzina, fino a 2800 centimetri cubici se diesel, nuove o usate e sull’acquisto contestuale di optional; l’Iva agevolata può essere applicata una sola volta nel corso di quattro anni;
  • esenzione bollo auto disabili: l’esenzione spetta sia quando l’auto (sempre con i limiti di cilindrata sopra indicati) è intestata allo stesso disabile, sia quando risulta intestata a un familiare di cui egli sia fiscalmente a carico;
  • esenzione dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

 

 

Iva Agevolata al 4%.

È prevista l’applicazione dell’aliquota agevolata IVA del 4% per: i mezzi di ausilio, come quelli necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili; i sussidi tecnici e informatici, rivolti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione dei portatori di handicap. Rientrano nel beneficio le apparecchiature e i dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, sia di comune reperibilità che appositamente fabbricati, che permettano al disabile di perseguire una delle seguenti finalità: facilitare la comunicazione interpersonale, l’elaborazione scritta o grafica, il controllo dell’ambiente, l’accesso all’informazione e alla cultura, assistere la riabilitazione.

 

Per fruire dell’aliquota agevolata al 4% il disabile deve consegnare al venditore, prima dell’acquisto, la seguente documentazione:

  • specifica prescrizione rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza dalla quale risulti il collegamento funzionale tra la menomazione e il sussidio tecnico e informatico;
  • certificato, rilasciato dalla competente Asl, attestante l’esistenza di una invalidità funzionale rientrante tra le quattro forme ammesse (cioè di tipo motorio, visivo, uditivo o del linguaggio) e il carattere permanente della stessa.

 

 

Agevolazioni disabili non vedenti.

  • Sono previste detrazioni Irpef del 19% per le spese sostenute per l’acquisto del cane guida: la detrazione spetta una sola volta in un periodo di quattro anni, salvo i casi di perdita dell’animale, e può essere calcolata sull’intero ammontare del costo sostenuto. La detrazione è fruibile dal disabile o dal familiare di cui il non vedente risulta fiscalmente a carico e può essere utilizzata, a scelta del contribuente, in unica soluzione o in quattro quote annuali di pari importo.

Per quanto riguarda le spese sostenute per il mantenimento del cane guida è prevista una detrazione forfetaria di 516,46 euro, senza che sia necessario documentare l’effettivo sostenimento della spesa. Al familiare del non vedente non è invece consentita la detrazione forfetaria, anche se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso.

  • Si applica l’aliquota agevolata del 4% per l’acquisto di particolari prodotti editoriali destinati ad essere utilizzati da non vedenti o ipovedenti: in particolare di giornali e notiziari, quotidiani, libri, periodici, ad esclusione dei giornali e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, realizzati sia in scrittura braille sia su supporti audiomagnetici per non vedenti e ipovedenti.
  • È prevista la deduzione dei contributi per gli addetti ai servizi domestici per un importo massimo di 1549,37 euro.
  • Per l’assistenza personale solo per le persone non autosufficienti spetta una detrazione del 19% su massimo importo di 2.100,00 euro.
  • Per spese mediche e di assistenza specifica è prevista una detrazione pari al 19%.
  • Solo alle persone con documentazione di invalidità o handicap o familiari a carico per spese mediche e di assistenza specifica spetta la deduzione integrale.

 

 

Spese per eliminare le barriere architettoniche.

Le spese sostenute dal disabile o dalla famiglia per l’eliminazione delle barriere architettoniche rientrano tra le spese bonus ristrutturazione 2016 edilizia, agevolabili con la detrazione Irpef del 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro se la spesa è effettuata fino al 31 dicembre 2016. Inoltre, è applicabile l’aliquota Iva agevolata del 4%, anziché quella ordinaria del 22%. Nel dettaglio, nelle spese per l’abbattimento delle barriere architettoniche deducibili Irpef rientrano ascensori, montacarichi, realizzazione di strumenti atti a favorire la mobilità interna ed esterna delle persone portatrici di handicap grave, elevatore esterno all’abitazione, sostituzione di gradini con rampe, sia negli edifici che nelle singole unità immobiliari sempre che questi stessi interventi non siano configurabili come interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Doveroso segnalare che la detrazione per l’eliminazione delle barriere architettoniche non può essere esercitata insieme alla detrazione del 19% a titolo di spese sanitarie riguardanti i mezzi necessari al sollevamento del disabile.

La detrazione Irpef non si applica invece per il semplice acquisto di strumenti o beni mobili, anche se diretti a favorire la comunicazione e la mobilità interna ed esterna del disabile, come per esempio l’acquisto di schermi a tocco, computer o tastiere espanse. Tali strumenti godono comunque della detrazione del 19% dell’Irpef.

 

 

Agevolazioni fiscali disabili elettrodomestici.

La legge 104, in generale, non dà diritto ad agevolazioni sull’acquisto di beni di facile consumo, quali lavatrici, frigoriferi, ecc…, in quanto è necessaria a tal fine la sussistenza di un collegamento funzionale fra il tipo di menomazione/disabilità e il tipo di prodotto da acquistare.


[1] Art. 33, l. n. 104, del 05.02.1992.

 


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