Se il verbale dell’assemblea di condominio non dice la verità
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30 Mag 2016
 
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Se il verbale dell’assemblea di condominio non dice la verità

Verbale di condominio: che fare se l’amministratore, il presidente o il segretario verbalizzante, nello scrivere la sintesi della discussione in assemblea, riporti fatti non veri o avvenuti in modo diverso dalla realtà; tutela dei condomini.

 

Un verbale di condominio non può riportare, per filo e per segno, ogni singola parola o fatto avvenuto in sede di assemblea: esso ne costituisce solo una sintesi e, come tutte le sintesi, è soggetto al filtro personale del verbalizzante (che, di norma, è l’amministratore di condominio, il segretario o il presidente dell’assemblea). Il verbalizzante quindi potrebbe, in modo diretto o indiretto, riportare alcuni dei fatti avvenuti e tralasciarne altri, così come potrebbe riportare gli stessi fatti travisandoli. Anche un verbale troppo generico potrebbe, in modo involontario, non essere corrispondente alla realtà andando così a ledere alcuni interessi personali.

Che si fa in questi casi? Quali tutele hanno i condomini?

 

 

Riportare fatti falsi nel verbale è reato?

Chi riporta, nel verbale di assemblea condominiale, fatti non veri non commette reato. Tale comportamento, infatti, si può qualificare come una falsità ideologica in scrittura privata, che non è punita dal codice penale [1]. Secondo infatti alcuni autori, l’illecito penale non scatta in quanto manca l’elemento del “profitto con altrui danno” come conseguenza dell’induzione in errore dell’altra parte.

 

Dunque, non si può querelare l’amministratore, il presidente o il segretario dell’assemblea solo perché hanno scritto fatti non veri o in modo diverso da come sono avvenuti.

 

 

Chi redige il verbale di assemblea?

Ricordiamo, a riguardo, che la legge non richiede più, per la validità dell’assemblea, la nomina di un presidente; quella del segretario, invece, non è mai stata prevista. Tuttavia questi due ruoli sono ormai entrati nell’uso comune e la nomina viene solitamente effettuata dopo che l’amministratore, dando atto della regolarità della convocazione e del pervenimento del relativo avviso a tutti gli aventi diritto, ha fatto l’appello. In ogni caso, secondo la Cassazione [2], l’assemblea è valida anche senza presidente o segretario.

 

 

Come contestare la veridicità del verbale di assemblea

Poiché né l’amministratore di condominio, né il presidente o il segretario dell’assemblea sono pubblici ufficiali, il verbale non è un atto pubblico e, pertanto, lo si può contestare facilmente, senza bisogno di proporre una querela di falso.

Secondo la giurisprudenza [3], infatti, il verbale di assemblea si presume essere corrispondente al vero, ossia che riporti i fatti per come effettivamente verificatisi e accaduti in assemblea. Il singolo condòmino, però, ha la possibilità di dimostrare il contrario, purché ne fornisca le prove. Vediamo in che modo.

 

Per contestare la veridicità di un verbale di assemblea e dimostrare che i fatti sono andati diversamente o che è stato omesso un particolare importante, il condòmino interessato deve impugnare il verbale entro 30 giorni dalla sua comunicazione. Lo deve fare instaurando, con la difesa di un avvocato, una causa in tribunale. Su di lui grava il cosiddetto onere della prova, dovendo dimostrare i fatti che egli assume essere avvenuti. Il che significa, verosimilmente, portare le dichiarazioni testimoniali di altri condomini che confermino la sua tesi.

 

 

Che succede se il verbale non viene redatto?

Il codice civile [4] impone la redazione del verbale di assemblea in modo da consentire a tutti i condomini di controllarlo ed eventualmente impugnarlo.

 

La firma da parte del presidente non è requisito per la validità del verbale stesso (del resto la stessa figura del presidente, come detto, non è necessaria). Pertanto, sia che sul verbale manchi la firma del presidente che quella di tutti i condomini, il verbale è ugualmente valido [5].

 

 

Si può redigere il verbale in un momento successivo all’assemblea?

In realtà non esiste una norma che imponga la redazione del verbale di assemblea contestualmente allo svolgimento dei lavori. Il codice [6] dice solo che “il verbale deve essere redatto senza ritardo”, lascia così intendere che la sua redazione non dev’essere per forza contestuale in caso di condominio [7].

 

 

Cosa deve contenere il verbale di assemblea?

Il verbale deve sempre indicare l’elenco dei condomini intervenuti di persona o per delega, i nomi di quelli assenzienti o dissenzienti, con i rispettivi valori millesimali. È valido se, pur riportando i nomi dei soli partecipanti astenuti o che hanno votato contro, consente di stabilire per differenza chi ha votato a favore.


[1] L’art. 485 cod. pen. sanziona solo le falsità materiali in scrittura privata.

[2] Trib. Genova, sent. del 21.07.2004 e Trib. Milano sent. del 31.03.2003.

[3] Cass. sent. n. 5709/1987.

[4] Art. 1137 cod. civ.

[5] Trib. Bari, sent. del 10.06.2011.

[6] Art. 2375 cod. civ.

[7] Trib. Palermo sent. del 25.03.2015.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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