Proprietà: differenza tra prescrizione e usucapione
Lo sai che?
30 Mag 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Proprietà: differenza tra prescrizione e usucapione

Nel caso in cui non venga usata la proprietà il diritto non si perde per prescrizione, ma solo per usucapione nel caso in cui vi sia qualcuno che possegga l’immobile.  

 

Il proprietario di un immobile è libero di non utilizzare il proprio bene anche per molti anni, disinteressandosene completamente, senza tuttavia perderne la relativa titolarità: difatti il non-uso di una casa, di un terreno, di un garage, di un posto auto, ecc. non comporta mai la perdita del diritto di proprietà. In termini giuridici questo si traduce in un concetto molto semplice e sintetico: il diritto di proprietà non si prescrive mai.

 

Questa regola, però, va conciliata con il concetto di usucapione che, al contrario, comporta la perdita di un immobile a seguito di mancato uso per 20 anni, ma a condizione che, in tale periodo, un altro soggetto lo possegga e si comporti pubblicamente come se ne fosse il titolare.

 

Facciamo un esempio per comprendere meglio questo concetto. Se io ho un terreno in montagna, che non uso, non semino, non curo e, anzi, non mi ci reco per oltre 20 anni, il terreno resta sempre mio. Ma se in questi 20 anni un contadino viene nel mio terreno, lo recinta e, anche se compie in questo modo un comportamento abusivo, se ne impossessa e lo tratta come se fosse il suo, dopo 20 anni l’immobile diventa di sua proprietà. Difatti, io perdo il mio diritto non per prescrizione, ma per intervento dell’altrui usucapione.

 

Insomma, il semplice non-uso di un terreno o di un appartamento non implica la sua perdita, ma se si inserisce, in questo frangente, il possesso altrui, allora la proprietà passa dal vecchio titolare al nuovo possessore a seguito di 20 anni di possesso indisturbato, conseguito senza violenza o clandestinità.

 

La sentenza che dichiara l’usucapione, peraltro, prende atto di un fatto che si è già verificato. Essa quindi non è strettamente necessaria: non è infatti la sentenza del giudice a determinare il passaggio di proprietà dell’immobile, ma l’uso ventennale altrui. Tanto è vero che, secondo alcune pronunce, il possessore che ha usucapito l’altrui bene può venderlo anche senza prima fare una causa per il riconoscimento dell’usucapione stesso.


 

 

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti