La coppia gay può adottare il figlio del partner
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31 Mag 2016
 
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La coppia gay può adottare il figlio del partner

Stepchild adoption: il sì della Corte di Appello di Torino ad una coppia di due donne omosessuali; il gay può adottare il figlio del compagno.

 

A un passo dall’adozione dei minori da parte delle coppie omossessuali: sul tema (la cosiddetta stepchild adoption), di recente assai dibattuto, si è appena espressa positivamente la Corte di Appello di Torino [1] secondo cui la coppia omosessuale può adottare un bambino a patto che quest’ultimo sia il frutto dell’unione di uno dei due partner da un precedente legame eterosessuale. In buona sostanza, può essere accolta la domanda di un gay (uomo o donna) di adottare il figlio del/della partener.

 

Secondo la Corte non è necessario lo stato di abbandono del minore perché si possa dar il via alla sua adozione da parte del compagno omosessuale del genitore. L’importante, scrive il collegio di giudici piemontesi, è che l’adozione realizzi il preminente interesse del minore.

 

La sentenza valorizza l’idea della famiglia poggiata non tanto su vincoli giuridici, quanto su rapporti, legami e convivenza. Non è tanto la posizione dei partners che va tutelata, ma quella del figlio. Ed è nel suo esclusivo interesse che va valutata l’utilità o meno dell’adizione. Nessuna importanza, a tal fine, riveste il fatto che il nucleo familiare sia costituito da una coppia gay.

Come già ha detto l’anno scorso la Cassazione [2], “il nucleo affettivo relazionale che caratterizza anche l’unione omo affettiva riceve diretto riconoscimento costituzionale dall’art. 2 Cost. e può acquisire un grado di protezione e tutela in tutte le situazioni nelle quali la mancanza di una disciplina legislativa determini una lesione di diritti fondamentali scaturenti dalla relazione in questione”.


La sentenza

Corte d’appello di Torino, sez. per i Minorenni, sentenza 19 aprile – 27 maggio 2016
Presidente Mecca – Relatore Lanza

Motivazione in fatto e in diritto

Con sentenza in data 20-23.10.2015 il Tribunale per i Minorenni di Torino ha respinto la domanda proposta … ai sensi dell’articolo 44, lettera D, legge 4 maggio 1983 n. 184 – la domanda era stata poi estesa con riferimento anche alla ipotesi di cui alla lettera B, stessa norma.
La ricorrente esponeva:
di convivere dal 1998 con la signora … in virtù di una stabile relazione affettiva, iscritta presso l’Anagrafe dì Torino quale “famiglia anagrafica costituita da persone conviventi legate da vincoli affettivi”, di aver contratto matrimonio in Islanda il … di aver sottoscritto patto di convivenza nell’aprile 2011, di convivere in un appartamento in Torino di proprietà della signora … precisava che … costanza di convivenza aveva generata un figlio, … di essere il bambino cresciuto all’interno di un progetto di genitorialità condivisa, fondato anche sull’accordo di convivenza, e all’interna del nucleo familiare composto dalla .. dalla … e dal piccolo … come risulta anche dal certificate di stato di famiglia; faceva presente di aver sempre svolto a tutti gli effetti e con l’accordo

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[1] Trib. Torino, sez. per i Minorenni, sent. del 27.05.2016.

[2] Cass. sent. n. 2400/2015.

 

Autore immagine: Pixabay.com

 


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