Indennizzo Legge Pinto cause condominiali
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31 Mag 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Indennizzo Legge Pinto cause condominiali

Il condominio costituito in giudizio può chiedere l’indennizzo per irragionevole durata del processo: la legittimazione non spetta ai singoli condomini non costituiti.

 

Se nel processo eccessivamente lungo si è costituito il condominio, solo l’amministratore è legittimato a chiedere l’indennizzo per irragionevole durata e non i singoli condomini.

 

È quanto ha precisato la Cassazione in una recente sentenza [1], richiamando il principio affermato in materia dalle Sezioni Unite [2]: “In caso di violazione del termine ragionevole del processo, qualora il giudizio sia stato promosso dal condominio, sebbene a tutela di diritti connessi alla partecipazione di singoli condomini, ma senza che costoro siano stati parte in causa, la legittimazione ad agire per l’equa riparazione spetta esclusivamente al condominio, quale autonomo soggetto giuridico, in persona dell’amministratore, autorizzato dall’assemblea dei condomini”.

 

Secondo i giudici, il singolo condomino non può essere ritenuto parte della causa qualora sia rappresentato dall’amministratore. Inoltre, anche il condominio può essere destinatario dell’indennizzo legge Pinto,  in quanto, anche le persone giuridiche e i soggetti collettivi possono subire un danno non patrimoniale, inteso come danno morale soggettivo, non diversamente da quanto avviene per gli individui persone fisiche, a causa dei disagi e dei turbamenti di carattere psicologico che la lesione del diritto alla ragionevole durata del processo solitamente provoca alle persone preposte alla gestione dell’ente o ai suoi membri (nel caso di specie amministratore di condominio, seppur in rappresentanza dei singoli condomini).

 

Deve dunque ammettersi, da un lato, la legittimazione del condominio ad agire in base alla legge Pinto, sia pure solo in presenza di mandato assembleare, non sussistendo in capo all’amministratore il potere di intraprendere azioni non conservative come quella relativa al diritto all’equa riparazione.

Dall’altro lato, deve escludersi che il singolo condominio, che non sia stato parte in senso formale nel processo presupposto, sia legittimato ad agire per la equa riparazione del danno da irragionevole durata del processo.

 

Anche se indirettamente il disagio è stato subito dai singoli condomini, questi non hanno la legittimazione formale per agire in giudizio e ottenere l’indennizzo, dato che non sono stati parte del processo troppo lungo. La legittimazione è del condominio, in persona dell’amministratore, il quale può agire dietro mandato assembleare.

 


[1] Cass. sent. n. 5426 del 18.3.16.

[2] Cass. Sez. Unite, sent. n. 19663/2014.

 


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