L’amministratore condominiale non può togliere i soldi dal conto
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8 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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L’amministratore condominiale non può togliere i soldi dal conto

È sempre revocabile l’amministratore che confonde il patrimonio del condominio con il proprio o con quello di altri proprietari.

 

I soldi confluiti nel conto corrente del condominio non possono essere sottratti o confusi in alcun modo, pena la revoca dell’amministratore: è quanto ha stabilito la Riforma del condominio [1]. Secondo la nuova normativa, possono essere contestati non solo i prelievi, ma anche i bonifici verso il conto dell’amministratore o di altri condomini, nonché i versamenti in contanti.

Ciascuna di queste ipotesi, difatti, genera una confusione tra il patrimonio del condominio e quello dell’amministratore o di terzi, dando luogo alla possibilità di abusi: per questo motivo, l’amministratore che attua una confusione patrimoniale, anche a livello potenziale, è sempre revocabile, pur essendo in grado di giustificare le operazioni effettuate.

 

 

Somme depositate nel conto corrente condominiale

Bisogna innanzitutto considerare che l’apertura di un conto corrente è sempre obbligatoria, se è nominato un amministratore. L’apertura del conto è infatti un obbligo che grava sulla persona dell’amministratore e non sui condomini: ciò significa che l’apertura non è obbligatoria solo per quei condomìni in cui non è nominato alcun amministratore (sino a 8 componenti).

Negli altri casi, l’obbligo inoltre sussiste indipendentemente dal numero dei condomini, solo per la presenza di un amministratore: non è possibile, in queste ipotesi, derogare all’apertura del conto, nemmeno con volontà unanime dell’assemblea.

Le somme depositate sul conto corrente del condominio, secondo la normativa, sono al di fuori della disponibilità dei singoli condomini: queste, una volta confluite nel conto, sono sottoposte a un vincolo di destinazione, in quanto finalizzate a essere utilizzate nell’interesse comune, in base alle determinazioni dell’assemblea condominiale [2].

Una volta entrate nel conto, dunque, le somme non sono più legate giuridicamente ai singoli condomini, che non possono più disporne singolarmente e personalmente.

 

 

Operazioni nel conto corrente condominiale

Considerando il vincolo di destinazione delle somme confluite nel conto corrente condominiale, vediamo quali comportamenti possono determinare una confusione patrimoniale e la conseguente revocabilità dell’amministratore.

 

 

Operazioni verso diversi condomìni

Se risultano effettuati bonifici, sia in entrata che in uscita, da o verso altri condomìni amministrati dal medesimo amministratore, questi può essere revocato. Simili operazioni, difatti, fanno presumere spostamenti di fondi da un condominio all’altro per coprire ammanchi e buchi di bilancio, anche se le entrate compensano le uscite. Può servire a evitare la revoca, eventualmente, il solo errore materiale, ad esempio per quanto concerne le operazioni di home banking.

 

 

Prelievi e bonifici verso l’amministratore

Se causano la revoca dell’amministratore i movimenti in entrata e in uscita verso diversi condomìni, comportano, ovviamente, la stessa conseguenza anche i movimenti verso l’amministratore, come prelievi e bonifici. Non sono contestabili, in questo caso, i soli movimenti in uscita nei limiti del compenso pattuito.

 

 

Versamenti in contanti

Possono essere contestati e dar luogo alla revoca dell’amministratore anche i versamenti effettuati in contanti nel conto corrente condominiale, privi di una specifica causale da riportare nella movimentazione bancaria (come “1° rata Sig. Verdi”).

Questo, in quanto non sarebbe garantita la tracciabilità dei movimenti del contante, dal momento del versamento del condomino nelle mani dell’amministratore, sino al momento del versamento della cifra nel conto corrente. Potrebbe, in effetti, accadere che l’amministratore, dopo aver raccolto le quote in contanti, le utilizzi per scopo personale e solo in un momento successivo versi il denaro mancante per ripianare il debito.

Nemmeno la presenza di una ricevuta servirebbe ad evitare la confusione patrimoniale, dunque la possibilità di revocare l’amministratore: questa potrebbe, difatti, smarrirsi o essere contestata, come falsa, dallo stesso amministratore.

 

 

Diritto di visione della rendicontazione periodica

Per evitare abusi, è opportuno sapere che ogni condomino ha il diritto di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica [3]. Il singolo condomino non può, però, rivolgersi direttamente alla banca, ma deve richiedere la visione dei documenti all’amministratore. Se questi rifiuta di produrre i documenti, il proprietario può agire in giudizio per richiedere la condanna ad adempiere.

Inoltre, l’inadempimento dell’amministratore configura un’ipotesi di grave irregolarità (violazione dell’obbligo di diligenza del mandatario), idonea a giustificarne la revoca.

 


[1] L. 220/2012.

[2] Trib. Ascoli Piceno, sent. 26/11/2015.

[3] Art. 1129 Cod. Civ.

 


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