Costa Concordia: confermati i 16 anni di reclusione per Schettino
Miscellanea
1 Giu 2016
 
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Temistocle Marasco
 


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Costa Concordia: confermati i 16 anni di reclusione per Schettino

16 anni di reclusione all’ex comandante Schettino: la sentenza della Corte d’Appello di Firenze.

 

La Corte d’Appello di Firenze, a seguito di 8 ore di Camera di Consiglio, ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione per Francesco Schettino, ex comandante della Costa Concordia, naufragata all’ombra dell’isola del Giglio. I giudici di secondo grado hanno ritenuto valido l’impianto accusatorio già vagliato dal Tribunale di Grosseto, per una tragedia del mare nella quale hanno perso la vita 32 persone e tante altre sono rimaste ferite, sia nel corpo (oltre 100) che nell’anima. Delusi gli avvocati della difesa, che hanno informato prontamente il marittimo di Meta di Sorrento.

 

La Corte d’Appello di Firenze, oltre a confermare gli anni di reclusione, ha rincarato la dose, infliggendo una pena accessoria più pesante rispetto all’esito del primo grado: l’interdizione per 5 anni da tutte le professioni marittime. In primo grado, invece, l’interdizione per 5 anni era stata limitata all’attività di comandante di una nave, unitamente al divieto dell’uso del titolo di comandante.

 

La Corte d’Appello ha inoltre rimodulato le somme da corrispondere alle parti lese, come i passeggeri, a titolo di risarcimento, aumentandone il valore mediamente di 15.000 euro, e confermato l’importo di 300.000 euro da corrispondere all’isola del Giglio per i danni non patrimoniali.

 

L’avvocato Laino, difensore di Schettino, ha reiterato la richiesta di assoluzione. Ciò alla luce di indagini a suo dire approssimative, e di una ricostruzione degli eventi che ha individuato un unico grande responsabile del naufragio. Proprio per questo sono stati chiesti ulteriori riscontri e il riesame delle posizioni di alcuni personaggi chiave, come il timoniere della Concordia, Jacob Rusli Bin, accusato dall’ex comandante di non aver compreso gli ordini impartiti, e del primo ufficiale Ciro Ambrosio. Entrambi hanno patteggiato pene lievi, così come hanno fatto anche il terzo ufficiale Silvia Coronica, il responsabile della sicurezza di Costa Crociere Roberto Ferrarini e l’hotel director Manrico Giampedroni, accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose.

 

 

Il naufragio

Il fiore all’occhiello della Costa Crociere naviga in acque tranquille la sera del 13 gennaio 2012. Il comandante Schettino decide di transitare molto vicino all’isola del Giglio, tanto da impattare con il fianco sinistro contro uno scoglio del complesso roccioso “Le Scole”, situato a poche centinaia di metri dalla riva. Le lamiere si squarciano per 70 metri di lunghezza, lo scafo comincia a imbarcare acqua e va via la luce. La Concordia sbanda e, dopo essersi avvicinata ulteriormente alla costa, si inclina sulla sua destra, trovando così la posizione definitiva, quella che manterrà fino a quando sarà raddrizzata e condotta nel porto di Genova per essere smantellata.


 


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