La mediazione esclude la negoziazione assistita
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2 Giu 2016
 
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La mediazione esclude la negoziazione assistita

Nel caso in cui la materia della controversia rientri sia nel novero di quelle della negoziazione assistita che della mediazione, è solo quest’ultima l’unica condizione di procedibilità per la causa.

 

Se la causa rientra tra quelle per le quali è prevista la mediazione obbligatoria quale condizione di procedibilità della domanda giudiziaria, non scatta l’obbligo di negoziazione assistita anche se ne ricorrono i relativi presupposti legali. Lo ha detto il tribunale di Verona in una recente ordinanza [1].

 

Il provvedimento in commento affronta il problema dell’eventuale sovrapposizione tra la mediazione e la negoziazione assistita quando le due forme di risoluzione alternativa delle controversie siano entrambe astrattamente obbligatorie e, quindi, da esperire ai fini della procedibilità dell’azione giudiziale. Si pensi al caso di una diffamazione su internet a cui consegua una richiesta di risarcimento del danno: la materia rientra sia nell’ambito della negoziazione assistita (trattandosi infatti di «domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro»), sia nella mediazione (trattandosi di domanda avente ad oggetto infatti la richiesta di «risarcimento del danno derivante … da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità»).

 

La questione va risolta nel senso di escludere la negoziazione assistita e procedere solo alla mediazione, come del resto dice chiaramente la legge [2], la quale esclude dalla negoziazione assistita le controversie che rientrano nel novero di quelle materie sottoposte all’esperimento della mediazione obbligatoria.


La sentenza

Tribunale di Verona, sez. III Civile, ordinanza 12 maggio 2016
Giudice Vaccari

A scioglimento della riserva assunta all’udienza del 5 maggio 2016 R.A.M. ha convenuto in giudizio davanti a questo Tribunale L. e L.M. per sentirli condannare al pagamento in proprio favore della somma di euro 20.000,00 o di quella maggiore o minore che fosse risultata accertata in corso di causa e per sentire pubblicare la sentenza, che avesse accolto le sue domande, sul quotidiano l’Arena.
A sostegno delle domanda l’attrice, dopo aver premesso di gestire, insieme al proprio figlio, una rivendita speciale secondaria di valori bollati al piano terra dell’edificio ove è ubicato il tribunale civile e penale di Verona, ha dedotto che i convenuti, suoi concorrenti, in quanto titolari di una tabaccheria e rivendita di valori bollati posta a distanza di poche centinaia di metri dalla predetta rivendita, avevano esposto, per circa due mesi, un articolo del quotidiano veronese “L’Arena” del 26 aprile 2015 nel quale era stato riferito che il figlio dell’attrice, il giorno precedente al predetto, era stato controllato dalla polizia ferroviaria e trovato in possesso di alcune marche da bollo apparentemente contraffatte.
Secondo l’attrice l’esposizione di quell’articolo aveva avuto l’unico scopo di screditarla e diffamarla

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[1] Trib. Verona, ord. del 12.05.2016.

[2] Art. 3, co. 1, d.l. n. 132/2014 che esclude dalla negoziazione assistita le controversie che rientrano nel novero di quelle contemplate dall’art. 5 co. 1bis del d.lgs. n. 28/2010.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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