Il creditore del condominio pignora i beni dei condomini
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2 Giu 2016
 
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Il creditore del condominio pignora i beni dei condomini

Se il condominio non paga i propri debiti, i creditori possono pignorare il conto corrente, la casa, lo stipendio e la pensione dei singoli condomini.

 

Meglio vivere in un condominio che paga i propri fornitori: il rischio è di vedersi pignorati i propri beni dai creditori che non hanno ricevuto il pagamento delle fatture da parte dell’amministratore. È questo uno degli effetti indiretti della riforma approvata ormai quasi quattro anni fa. Ma procediamo con ordine.

 

 

Che succede se l’amministratore non paga i creditori?

Come abbiamo spiegato in “Come funziona il pignoramento se il condominio ha debiti”, i creditori del condominio che non siano stati soddisfatti nelle proprie pretese, possono tranquillamente pignorare il conto corrente condominiale. È verosimile, però, che lo trovino vuoto: l’amministratore, infatti, non ha ragioni personali per non pagare i fornitori (attingendo peraltro da un conto che non è suo), atteso che il mancato adempimento di tale obbligo potrebbe comportarne la revoca dalla carica.

Dunque, quando l’amministratore non paga è sempre perché non ci sono soldi a sufficienza “in cassa”: cassa (intesa in senso materiale) che è stata ormai abolita con l’obbligo dell’apertura del conto corrente condominiale.

 

 

Che succede se i creditori trovano vuoto il conto condominiale?

Il fornitore non è tenuto a pignorare prima il conto corrente condominiale e poi passare ad altri mezzi di recupero del credito. Ma se lo fa e non ottiene risultati, ha una sola alternativa: quella di rivalersi contro i singoli proprietari dell’edificio, procedendo al pignoramento nei confronti di ognuno di essi in base alle rispettive quote. In pratica, il creditore può esigere da ogni condòmino solo la parte – calcolata sul complessivo ammontare del credito – pari ai millesimi di proprietà. Il che significa che, per recuperare il 100% dell’importo dovrà agire necessariamente verso tutti i titolari di appartamenti.

 

Come detto, però, il creditore potrebbe decidere di agire direttamente verso i proprietari, tralasciando invece il conto corrente condominiale.

 

 

Come funziona il pignoramento verso i condomini?

Il creditore non è libero di scegliere quale condòmino pignorare per primo. Egli innanzitutto deve agire verso quelli che, in base a quanto comunicatogli dall’amministratore, non hanno pagato la propria quota millesimale relativa alla fattura in contestazione. Solo dopo che avrà proceduto nei loro confronti con tutti i mezzi a sua disposizione, e sempre che dia prova che tale tentativo non è andato a buon fine per insufficienza dei beni, il creditore potrà avviare il pignoramento nei confronti di tutti gli altri proprietari. In buona sostanza, prima bisogna aggredire i condomini non in regola con le quote e poi quelli che invece sono stati regolari nei versamenti; l’elenco dei primi viene fornito ai fornitori dallo stesso amministratore, su loro richiesta.

 

In questa fase, dunque, il fornitore potrebbe pignorare il conto corrente del condomino in regola con le spese condominiali, così come anche il quinto del suo stipendio o della pensione. Potrebbe infine procedere – quando in gioco ci siano somme consistenti – a iscrivere ipoteca sulla casa e a pignorarla con il procedimento giudiziale delle aste.

 

 

Il creditore può pignorare il conto corrente del condòmino?

Come abbiamo spiegato, il creditore può pignorare direttamente il conto corrente del singolo condòmino senza prima aggredire quello del condomìnio. Tuttavia, se opta per tale strada, deve prima tentare il pignoramento di tutti i beni (non solo il conto corrente) dei proprietari non in regola con il versamento delle quote condominiali. Se non lo fa, non può bloccare il conto di chi, invece, è stato puntuale con gli obblighi verso l’amministratore.

 

Il pignoramento è possibile non per l’intero importo del debito maturato dal condominio, ma solo per quella parte di millesimi di cui è proprietario il condòmino che ha subito il pignoramento. Pertanto, giusto per fare un esempio numerico, se il creditore agisce per 1.000 euro e il condomino su cui si tenta il pignoramento ha solo 10 millesimi di proprietà, il pignoramento del conto corrente può avvenire per massimo 10 euro (salve ovviamente le spese del procedimento).

 

 

Il creditore può pignorare lo stipendio o la pensione del condòmino?

Lo stesso discorso appena fatto vale anche per tutte le altre forme di pignoramento, come ad esempio quello dello stipendio o della pensione del singolo proprietario (rispettando comunque i limiti di un quinto): pignoramento possibile, quindi, anche se a non pagare il debito è il condominio.

 

Medesime conclusioni, infine, possono farsi con riferimento al pignoramento della casa e alla previa (ma non obbligatoria) iscrizione di ipoteca sugli appartamenti.

 

 

Come difendersi?

Ciascun condomino può evitare il pignoramento del fornitore nei propri confronti pagando a questi, dopo la notifica del precetto e prima degli atti esecutivi, la somma dovuta.

Se però il pagamento avviene prima dell’avvio dell’esecuzione forzata, esso deve essere fatto nelle mani dell’amministratore (leggi: “Condominio: i debiti si pagano all’amministratore, non al creditore”).


 


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