Estratto di ruolo Equitalia: quando si può contestare
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2 Giu 2016
 
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Estratto di ruolo Equitalia: quando si può contestare

Cartella mai notificata e tuttavia indicata nell’estratto di Equitalia: è possibile il ricorso al giudice, ma entro 60 giorni.

 

Se, dalla lettura dell’estratto ruolo di Equitalia, hai notato che risulta un debito per un cartella di pagamento che, in realtà, non ti è mai stata notificata, puoi fare ricorso contro l’estratto di ruolo stesso. Infatti, nonostante tale documento sia un atto interno a Equitalia, privo di qualsiasi valore ufficiale e, soprattutto, non contenente alcuna richiesta di pagamento, esso può essere impugnato tutte le volte in cui riporti debiti per cartelle mai correttamente consegnate al contribuente o, del tutto, mai spedite. È quanto precisa la Cassazione in una recentissima ordinanza, che applica per la prima volta il principio espresso dalle Sezioni Unite l’anno scorso [2].

 

 

Come faccio a sapere se ho debiti con Equitalia?

Per sapere se hai debiti con Equitalia e, soprattutto, a quanto ammontano, puoi presentare una richiesta di visione dell’estratto di ruolo: una sorta di riepilogo dei debiti del contribuente iscritti a ruolo. L’estratto di ruolo è, in sintesi, quel documento contenente gli elementi della cartella emessa da Equitalia, e che viene consegnato all’interessato su sua stessa richiesta.

Puoi inoltrare la domanda per ottenere l’estratto di ruolo presentandoti allo sportello (in tal caso ti verrà consegnata, in tempo reale, una stampa con l’indicazione di tutte le tue posizioni debitorie) oppure online (in tal caso, potrai accedere a una schermata ove vengono riportati gli stessi dati presenti sui moduli di carta). Tra le due opzioni non c’è alcuna differenza e si equivalgono.

Per ottenere la visione degli estratti di ruolo non bisogna presentare istanze particolari o bolli, né particolari motivazioni: è diritto di ogni contribuente avere, in qualsiasi momento, la copia del proprio estratto di ruolo.

 

 

Che succede se sull’estratto di ruolo risulta una cartella mai notificata?

Potrebbe avvenire che, dalla lettura dell’estratto di ruolo, ti accorgi che Equitalia abbia riportato un debito relativo a una cartella di pagamento che ritieni non ti sia mai stata notificata. Prima di avviare una causa, ti consigliamo di accertarti di ciò con il dovuto scrupolo, effettuando le opportune verifiche tra i tuoi archivi, chiedendo ai familiari conviventi se qualcuno ha ritirato per te la corrispondenza o, in ultimo, facendo mente locale a un eventuale periodo che non sei stato in casa (per esempio, durante i mesi estivi): in tal ultimo caso, infatti, la notifica viene correttamente effettuata con deposito al Comune, salvo comunque un’ulteriore comunicazione, da parte del postino, che deve immettere nella tua busta delle lettere, l’avviso di giacenza.

 

In ultima analisi, per tagliare la testa al toro, ti consigliamo di fare un’istanza di accesso agli atti amministrativi: presentati da Equitalia e chiedi di vedere tutti i documenti che comprovano l’avvenuta notifica della cartella di pagamento e di eventuali ulteriori atti che abbiano rinnovato l’invito a pagare (solleciti, intimazioni di pagamento, ecc.). Equitalia ti deve rispondere entro 30 giorni.

 

 

Come fare a cancellare il debito dall’estratto di ruolo?

Una volta effettuate tali verifiche, potresti far presente, a Equitalia, che non ti è mai arrivata alcuna notifica dell’atto prodromico (così, in gergo tecnico, si chiama la cartella di pagamento che, per prima, ti avvisa del debito). È tuo diritto, a tal fine, segnalare la questione e chiedere la cancellazione del debito con un ricorso in autotutela. Tuttavia l’esperienza ci insegna che, se anche Equitalia si accorge di non avere i documenti per dimostrare l’avvenuta consegna della cartella, non risponde alla richiesta del contribuente, costringendolo a rivolgersi al giudice.

 

Così, l’anno scorso, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che tutte le volte – e solo in questi casi – in cui il contribuente intende contestare l’estratto di ruolo di Equitalia perché riporta un debito in realtà mai notificato correttamente, lo può fare presentando ricorso al giudice. Per qualsiasi altra contestazione, invece, l’estratto di ruolo non può essere impugnato.

 

 

Quando è possibile il ricorso contro l’estratto di ruolo?

I giudici della Suprema Corte hanno quindi affermato il principio secondo il quale è ammissibile l’impugnazione della cartella che non sia stata validamente notificata e della quale il contribuente ne sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta da Equitalia.

 

Come chiarito nella decisione, tale “estratto”, trattandosi di un riepilogo dei debiti del contribuente iscritti a ruolo, non è una vera e propria richiesta di pagamento da parte dell’agente della riscossione e pertanto potrebbe non avere alcun senso prevederne l’impugnabilità.

Tuttavia, in presenza di una mancata notifica dell’atto “prodromico” (la cartella di pagamento) anche l’estratto deve poter essere impugnato al fine di garantire il diritto di difesa del contribuente dinanzi a un atto tributario che potrebbe incidere negativamente sulla sfera patrimoniale.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – T, ordinanza 28 aprile – 1 giugno 2016, n. 11439
Presidente Iacobellis – Relatore Iofrida

In fatto

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti di M.P. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, Sezione staccata di Catania, n. 195/16/2012, depositata il 19/06/2012 con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di otto iscrizioni a ruolo e cartelle di pagamento, che assumeva mai notificategli, relative a tasse automobilistiche (per gli anni dal 1985 al 1990 ed all’anno 1993), – è stata confermata la decisione di primo grado, che aveva accolto il ricorso del contribuente (sotto il profilo della decadenza dell’Amministrazione dalla potestà accertatrice).
In particolare, i giudici d’appello, nel respingere il gravame dell’Agenzia delle Entrate, hanno sostenuto, da un lato, nel merito, che la sentenza di primo grado doveva essere confermata e, dall’altro lato, che, alla luce di recente orientamento del giudice di legittimità, doveva essere ritenuta ammissibile l’impugnazione dell’estratto di ruolo di cui il contribuente abbia avuto comunicazione.
Il controricorrente ha depositato memoria ex art. 378

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[1] Cass. ord. n. 11439/2016.

[2] Cass. sent. n. 19704/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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