Bilancio condominiale: a cosa serve?
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4 Giu 2016
 
L'autore
Maura Corrado
 


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Bilancio condominiale: a cosa serve?

Il condominio dalla A alla Z: il bilancio condominiale, chi se ne occupa, di cosa si compone, i poteri dell’amministratore, dell’assemblea e dei singoli condomini.

 

 

Bilancio condominale: che cos’è?

Il bilancio condominiale (detto anche rendiconto) è un documento che annualmente l’amministratore deve redigere per certificare le condizioni economiche e finanziarie del condominio e che va approvato dall’assemblea condominiale: esso ricostruisce le entrate e le uscite in un determinato arco di tempo e costituisce il presupposto per la ripartizione delle spese tra i condomini. Non a caso, la mancata convocazione dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto consente loro di chiedere la revoca dell’amministratore.

 

Più nel dettaglio, si tratta di un prospetto sintetico che deve evidenziare in particolare:

  • le voci di entrate e di uscita;
  • ogni dato riguardante la situazione patrimoniale del condominio;
  • le eventuali riserve;
  • i fondi esistenti (come quello previsto obbligatoriamente per le opere di manutenzione straordinaria).

 

 

Bilancio condominiale: qual è la documentazione necessaria?

Nel dettaglio, il bilancio si compone di:

  • un registro di contabilità;
  • un riepilogo finanziario;
  • una nota esplicativa della gestione con l’indicazione dei rapporti in corso e delle questioni pendenti.

 

Al rendiconto vanno anche allegati i documenti contabili relativi ai crediti, le fatture e le ricevute che giustificano i pagamenti effettuati oltre ovviamente all’estratto conto del conto corrente obbligatorio sul quale devono transitare tutte le somme relative al condominio.

 

Ciascun condomino (oltre agli altri soggetti che hanno dei diritti sulle singole unità immobiliari come gli usufruttuari o gli inquilini) ha il diritto di visionare i giustificativi delle spese e di ottenerne una copia (ovviamente a proprie spese).

Per questo motivo la legge prevede che i documenti giustificativi siano conservati (a cura dell’amministratore) per 10 anni a partire dalla data della loro registrazione.

 

 

Bilancio condominiale: quali sono i compiti dell’assemblea?

Il rendiconto deve essere redatto in modo chiaro e va accompagnato da una relazione che spieghi, sempre sinteticamente, lo stato dei rapporti che sono ancora in corso (ad esempio forniture da pagare, contratti per opere in corso di esecuzione, ecc…).

 

Proprio in virtù dell’importanza che questo documento riveste, l’assemblea condominiale può:

  • in qualsiasi momento o per più annualità specificamente identificate, nominare un revisore che verifichi la contabilità del condominio, cioè incaricare un soggetto (preferibilmente esterno) che controlli la regolarità dei conti presentati dall’amministratore e riferisca all’assemblea medesima;
  • nominare, oltre all’amministratore, un consiglio di condominio, con funzioni consultive e di controllo, composto da almeno tre condomini negli edifici di almeno dodici unità immobiliari.

 

 

Bilancio condominiale: quando va redatto?

La legge dispone che il rendiconto sia redatto annualmente e che l’amministratore debba convocare un’assemblea entro 180 giorni per procedere alla sua approvazione. In caso, contrario, come già anticipato, anche uno solo dei condomini può chiedere all’autorità giudiziaria la revoca dell’incarico.

 

Nel corso dell’assemblea convocata per l’approvazione, si procede alla votazione dopo che l’amministratore ha illustrato il contenuto del documento.

Il rendiconto è approvato se si raggiunge la maggioranza dei condomini intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio: solo a questo punto, la relativa spesa viene suddivisa tra tutti i condomini sulla base dei millesimi di proprietà.

 


 


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