La rateazione delle cartelle di pagamento scadute non conviene
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4 Giu 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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La rateazione delle cartelle di pagamento scadute non conviene

Equitalia e la cartella esattoriale: quando scade e si prescrive. Le conseguenze negative della rateazione della cartella scadute e prescritta. Come evitare l’errore.

 

È purtroppo frequente la situazione del cittadino oberato di debiti nei confronti di Equitalia. Il contribuente ne prende conoscenza non soltanto attraverso le varie cartelle esattoriali ricevute nel tempo, ma anche chiedendo presso gli uffici competenti l’estratto di ruolo.

In questo documento, troviamo l’elenco di tutte le cartelle che ci riguardano e che negli anni si sono accumulate, senza che siano stati pagati i debiti in esse previsti. In buona sostanza, quindi, può accadere che la posizione debitoria complessiva sia un po’ pesante. Magari i debiti sono tanti e il cittadino ha paura che prima o poi l’agente della riscossione proceda esecutivamente.

 

Per tali ragioni, il contribuente potrebbe trovare molto conveniente chiedere la rateazione degli importi dovuti. Tale facoltà è prevista dalla legge e in alcuni casi Equitalia deve concederla, indipendentemente da qualsivoglia elemento o presupposto. Ad esempio, ciò accade quando il debito complessivo è inferiore a 50.000 euro. In tal caso, è possibile persino presentare la richiesta online e si accede ad un piano di restituzione del debito sino a 72 rate, con un importo della rata non inferiore a 100 euro.

Tuttavia, chiedere la rateazione, potrebbe rivelarsi un gravissimo errore: quando cioè, si chiede la rateazioni di debiti contenuti in una cartella scaduta o prescritta.

 

 

Quando scade o si prescrive una cartella?

La cartella scade quando, dopo essere stata spedita al cittadino, non viene messa in esecuzione entro un certo termine. In altre parole, la prescrizione si ha quando Equitalia, dopo aver notificato la cartella, non procede ulteriormente per un lasso di tempo abbastanza lungo.

Ad esempio, è possibile affermare che:

 

  • La cartella esattoriale avente ad oggetto le imposte dirette o indirette (Irpef, Irap, Iva, ecc) scade o si prescrive in 10 anni. Secondo un orientamento giurisprudenziale minoritario, la prescrizione opera solo in cinque anni;
  • La cartella esattoriale avente ad oggetto i tributi locali (Imu, Tasi, Tari, Tarsu, ecc) scade o si prescrive in 5 anni;
  • La cartella esattoriale avente ad oggetto i contributi previdenziali (Inps e Inail) scade o si prescrive in 5 anni;
  • La cartella esattoriale avente ad oggetto le sanzioni amministrative (multe) scade o si prescrive in 5 anni;
  • La cartella esattoriale avente ad oggetto i diritti camerali scade o si prescrive in 5 anni. Secondo un orientamento giurisprudenziale minoritario, la prescrizione opera solo in cinque anni;
  • In tutti questi casi, quindi, Equitalia ha prima spedito la cartella, ma poi è rimasta ferma per il periodo sopra indicato, senza inviare atti formali oppure non procedendo esecutivamente, incorrendo nella prescrizione: la cartella, cioè, è scaduta.

 

 

Cosa succede se la cartella è scaduta o prescritta?

Succede che se Equitalia agisce per il recupero forzato dei debiti in essa previsti, potete fare ricorso per far valere la prescrizione ed ottenere l’annullamento della cartella e dei debiti inclusi.

 

 

Che succede se chiedo la rateazione della cartella scaduta o prescritta?

Succede che avete commesso un grave errore: in questo caso, infatti, avete riconosciuto il debito che avevate.

Se una cartella è scaduta ed è prescritto il debito in essa previsto, quest’ultimo non si estingue automaticamente, ma resta lì. Per ottenerne la cancellazione è necessario:

 

1) un provvedimento in autotutela dell’ente impositore o di Equitalia che ne dispone la cancellazione a seguito dell’avvenuta prescrizione;

2) una sentenza di un giudice, che, accertata la prescrizione, dispone l’annullamento della cartella e l’estinzione del debito in essa contenuto.

 

Se non si verificano le descritte circostanze, il vostro debito è ancora in vigore e se lo saldate, non ne avete diritto alla restituzione.

 

A tal proposito, la giurisprudenza ha chiarito che con la rateazione della cartella verso Equitalia, non solo avete riconosciuto il vostro onere, interrompendo la prescrizione dello stesso, ma avete persino rinunciato alla prescrizione del debito, che, magari e nel frattempo, era già maturata.

In altri termini, se chiedete la rateazione di una cartella scaduta e prescritta non potete più tornare indietro: avete interrotto e rinunciato alla prescrizione e siete obbligati al pagamento, anche se potevate farne a meno.

 

Il conclusione, il consiglio migliore è sicuramente quello di non trattare mai con Equitalia da soli. Fatevi seguire da un professionista che, esaminate le cartelle che vi riguardano, saprà dirvi se ce ne sono alcune scadute e prescritte. In tal caso non ne chiederete la rateazione, ma semmai la cancellazione.


 


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