Spese sostenute per i familiari: quali si possono scaricare?
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6 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Spese sostenute per i familiari: quali si possono scaricare?

Spese sostenute nell’interesse dei familiari a carico e non: quali possono essere dedotte o detratte nella dichiarazione dei redditi?

 

Il contribuente ha la possibilità di “scaricare”, tramite deduzioni o detrazioni, non solo le spese sostenute per sé, ma anche quelle effettuate nell’interesse dei familiari a carico; in alcuni casi, peraltro, è possibile anche detrarre costi relativi a familiari non a carico.

Vediamo, in questo breve vademecum, le principali agevolazioni a cui si ha diritto per aver sostenuto spese nell’interesse dei propri familiari.

 

 

Familiari a carico: chi sono

In primo luogo, è necessario chiarire che un familiare può essere considerato a carico quando il suo reddito annuo non supera 2.840,51 euro. Non rileva in quale giorno dell’anno sia stata superata la predetta soglia: se il limite è oltrepassato, il familiare si considera non a carico per l’intera annualità.

Non tutti i parenti, poi, possono essere considerati a carico, ma solo:

 

– il coniuge (anche se legalmente ed effettivamente separato);

– i figli;

– i genitori;

– i generi e le nuore;

– il suocero e la suocera;

– i fratelli e le sorelle germani o unilaterali;

– i nipoti nei confronti dei nonni.

 

Coniuge e figli possono risultare a carico anche se non convivono col contribuente: per gli altri familiari a carico è necessario il requisito della convivenza, a meno che non percepiscano assegni alimentari non derivanti da provvedimenti giudiziari.

 

 

Spese scolastiche

Tra le spese sostenute nell’interesse dei familiari, è possibile detrarre le spese scolastiche, ossia i costi:

 

– relativi alla frequenza degli asili nido, delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie;

– relativi all’istruzione universitaria.

 

Le spese sono detraibili nella misura del 19% del loro ammontare, sino a un determinato tetto massimo, nel quale sono comprese anche le spese relative alla mensa.

Il tetto massimo ammonta a :

 

400 euro, per la frequenza delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie;

632 euro, per la frequenza degli asili nido.

 

Nessun tetto massimo è previsto per gli studenti universitari: se, però, il familiare è iscritto a un’università privata, non potrà detrarre un importo maggiore a quello richiesto per l’iscrizione e la frequenza di un’università pubblica (secondo le tabelle pubblicate ogni anno dal Miur).

È possibile anche ottenere un credito d’imposta per le donazioni effettuate per le istituzioni scolastiche. Questo credito, detto school bonus, spetta per le donazioni finalizzate a:

 

– realizzare nuove strutture scolastiche;

– ristrutturare, migliorare ed effettuare manutenzioni delle strutture scolastiche già esistenti;

– sostenere interventi di potenziamento dell’offerta formativa e di miglioramento dell’occupabilità degli studenti.

Il credito è pari al 65% della spesa sostenuta, ma può essere utilizzato solo se la donazione è effettuata nel 2016. Per il 2015, è prevista una detrazione del 19%, per le donazioni a favore degli istituti scolastici e delle università.

La detrazione è pari al 19% della spesa e deve essere finalizzata alle seguenti attività:

 

– innovazione tecnologica;

– edilizia scolastica e universitaria;

-ampliamento dell’offerta formativa.

 

Per quanto concerne l’affitto di un appartamento o di un alloggio, da parte del familiare studente universitario, si può fruire di una detrazione del 19% sino all’importo massimo di 2.633 euro. L’alloggio deve distare almeno 100 km dalla residenza.

 

 

Spese per attività sportive

Per l’iscrizione dei figli (o familiari a carico assimilati) dai 5 ai 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti, la detrazione è pari al 19% su un limite massimo di 210 euro annui.

 

 

Spese sostenute per familiari disabili

In caso di disabilità del familiare, è possibile detrarre, nella misura del 19%:

 

– le spese per i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione, il sollevamento e i sussidi tecnici informatici dei disabili;

– le spese per l’acquisto e la riparazione di veicoli per disabili;

– le spese per l’acquisto di cani guida;

– le spese mediche specialistiche a favore del disabile.

 

Si possono inoltre dedurre integralmente dal reddito le spese di assistenza specifica nei confronti di portatori di handicap grave. La deduzione non diminuisce direttamente l’imposta, ma il reddito imponibile.

Sono spese di assistenza specifica:

– l’assistenza infermieristica e riabilitativa;

– le prestazioni fornite dagli OSS;

– le prestazioni fornite dagli educatori professionali;

– le prestazioni fornite dai coordinatori delle attività assistenziali di nucleo;

– le prestazioni fornite dagli addetti all’assistenza di base e dagli addetti all’attività di animazione e di terapia occupazionale.

 

Se il familiare non è invalido o portatore di handicap, ma solamente non autosufficiente (non risulta in grado di compiere autonomamente le azioni della vita quotidiana), le spese per l’assistenza, sia generica che specifica, possono essere detratte dall’Irpef  sino a 2.100 Euro l’anno, ma solo se il reddito complessivo non supera 40.000 Euro. È necessario il possesso di un certificato di non autosufficienza.

Per ulteriori approfondimenti, si veda: Legge 104, tutte le agevolazioni fiscali.

 

 

Spese sanitarie

Le spese mediche sostenute nell’interesse dei familiari a carico possono essere detratte nella misura del 19%, con una franchigia pari a 129,11 euro.

Possono essere detratte anche le spese sanitarie sostenute nell’interesse dei familiari non a carico, ma solo se inerenti patologie esenti. Per approfondimenti sulle detrazioni delle spese sanitarie, si veda: 730 2016, la guida completa.

 

 

Contributi previdenziali e riscatto anni di laurea

È possibile anche dedurre integralmente dal reddito i contributi previdenziali non dedotti dal familiare a carico (obbligatori o volontari che siano, compreso il riscatto degli anni di laurea).

Se, però, il riscatto degli anni di laurea è effettuato in favore di familiari che non hanno cominciato un’attività lavorativa e non sono iscritti né all’Inps né ad altre forme obbligatorie di previdenza, non è possibile usufruire della deduzione fiscale. I contributi versati, allora, potranno essere detratti dal contribuente nella misura del 19%.


 


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