Mauro Finiguerra
Mauro Finiguerra
3 Giu 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Chi è senza pec… evita la prima notifica

È entrata in vigore il primo giugno la norma che rende obbligatoria la notifica delle cartelle esattoriali inviate da Equitalia, tramite la Posta Elettronica Certificata (P.E.C.). Ma i contribuenti sono preparati ad affrontare l’ondata di notifiche prevista per la seconda metà di giugno e all’uso consapevole di questo strumento sconosciuto?

 

L’altro giorno ero in bicicletta, la mia seconda passione dopo quella insana per le questioni giuridico-tributarie, insieme ad alcuni amici professionisti (medici, avvocati, ingegneri, ecc.).

 

L’avvocato ha avuto la malaugurata idea di parlare di lavoro ed ha citato l’acronimo P.E.C.

 

Ne è nata una discussione ai limiti dell’assurdo: ansimanti per la salita, tutti gli altri professionisti, tranne l’avvocato, hanno raggiunto una pressione elevatissima, non tanto per lo sforzo, quanto per aver acquisito la consapevolezza di che cosa significa avere una PEC.

 

Alcuni di essi l’hanno ormai da anni, e parlo di professionisti rinomati per le proprie capacità, dunque direi, avveduti, ma nessuno di loro l’aveva mai aperta o tanto meno controllata.

 

Posso solo immaginare la confusione che regna nelle povere PEC registrate presso le Camere di Commercio per gli imprenditori, (6 milioni e dico 6) e presso gli Ordini Professionali, (1,25 milioni – 1,25).

Queste povere caselle di PEC, oggetti sconosciuti dalla stragrande maggioranza degli imprenditori e dei professionisti, stanno lì, dimenticate da anni.

Si saranno riempite di comunicazioni che nessuno ha mai letto e che ora fanno da tappo alle più recenti che così non giungeranno mai a destinazione.

Povere PEC piene fino all’orlo ed incapaci di svolgere la propria funzione principale.

 

Ma con l’introduzione dell’obbligo, previsto per legge, anzi per decreto [1], ché oggi una legge emanata dal Parlamento è ormai cosa rara, infatti provvede alla funzione legislativa in delega, troppo spesso, il governo, le cose cambiano radicalmente.

 

Dal 1° di giugno del 2016 Equitalia dovrà notificare le cartelle esattoriali esclusivamente via PEC a più di 7 milioni di utenti e se la PEC è piena di posta arretrata o non è controllata, sarà assolutamente impossibile che la notifica avvenga, perché mancherà la conferma di avvenuto ricevimento.

 

Dunque il contribuente può stare tranquillo e non liberare la propria PEC o non manutere il proprio indirizzo elettronico?

Naturalmente la risposta è negativa.

 

Infatti la procedura prevede che se la PEC non risulta valida ed attiva (eh già, perché la PEC va anche rinnovata periodicamente) oppure se è satura (piena di posta mai controllata, e in questo caso l’invio telematico andrà tentato almeno due volte, ad almeno 15 gg di distanza una dall’altra ) Equitalia dovrà notificare l’atto presso la Camera di Commercio (e presso gli Ordini Professionali aggiungerei) competenti per territorio.

 

A questa prima notifica, seguirà la pubblicazione dell’avviso sul sito informatico della stessa Camera di Commercio e l’invio da parte di Equitalia di una raccomandata al contribuente per comunicare l’avvenuta pubblicazione.

 

A questa procedura di notifica potranno accedere anche le persone fisiche, intestatarie di PEC, che ne faranno richiesta specifica, tuttavia non si capisce, nei confronti dei privati, qualora la procedura telematica dovesse fallire al primo tentativo, in quale luogo fisico potrebbero essere inviate le successive comunicazioni come sopra previste.

 

Certo che se la nuova procedura di notifica aveva come obiettivo la semplificazione, la maggiore certezza della notifica e la riduzione della carta e degli adempimenti amministrativi, credo di poter dire che lo scopo non è certo stato raggiunto, in quanto, alla fine, Equitalia avrà maggiori adempimenti, le notifiche andranno in Camera di Commercio o presso gli Ordini Professionali ed i contribuenti dovranno correre in diversi luoghi per averne compiuta conoscenza, senza considerare l’aspetto della Privacy, infatti il file che verrà notificato presso gli enti pubblici sarà leggibile da terzi?

 

Né si può dire che la procedura, chiamiamola di emergenza, sia utilizzabile in pochi casi, infatti, come spiegato all’inizio di questa riflessione, moltissimi sono i contribuenti che non sono consapevoli né attrezzati per gestire la PEC, tanto che nel 2015, quando le notifiche non erano obbligatorie, il 40% delle notifiche è tornato indietro, percentuale per altro elevatissima, che corrisponde a circa 800.000 invii falliti su 2milioni tentati.

 

In conclusione chi di PEC ferisce, di PEC e di raccomandate…perisce, in quanto il lavoro di Equitalia, almeno fino a quando i contribuenti non impareranno a fare colazione con la PEC, al momento del risveglio, quotidianamente, gli adempimenti burocratici si moltiplicheranno e sarà necessario rincorrere fisicamente le notifiche in giro per uffici.

 

Per quanto riguarda i colleghi commercialisti solo un suggerimento, avvisate tutti i clienti subito perché la prima ondata di notifiche da parte di Equitalia è prevista per la seconda metà del mese di giugno 2016.


[1] Art. 14 D.Lgs. n. 159/2015

 


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