Multe ausiliari del traffico: come fare ricorso
Lo sai che?
5 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe ausiliari del traffico: come fare ricorso

Divieto di sosta: quando l’ausiliare del traffico può elevare la contravvenzione per violazione del codice della strada; potere limitato ad aree di manovra vicine alla sosta.

 

Non solo vigili urbani e polizia possono elevare le multe stradali; oggi ci sono anche gli ausiliari del traffico, soggetti che non sono dipendenti del Comune ma di società di gestione dei parcheggi. Ad essi la legge conferisce un potere limitato: quello di effettuare le contravvenzioni solo entro le aree oggetto di concessione.

Gli ausiliari del traffico (da alcuni chiamati “vigilini”) hanno il potere di contestazione immediata e di redazione e sottoscrizione del verbale di accertamento, verbale che acquista la portata di atto pubblico. Ciò significa che quanto accertato da un ausiliario del traffico fa fede dei fatti ivi dichiarati e l’automobilista che voglia contestarli non potrà limitarsi a presentare semplicemente qualche prova contraria davanti al giudice (si pensi alla mancata esposizione del ticket relativo al parcheggio in presenza di strisce blu), ma dovrà procedere con la cosiddetta querela di falso. La querela di falso è una sorta di causa nella causa, un procedimento aggravato che serve per togliere attendibilità a un atto pubblico.

 

 

Nello svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla legge, gli ausiliari del traffico devono ritenersi pubblici ufficiali con conseguenti poteri di accertamento avente efficacia di atto pubblico. In seguito ad un recente intervento della Corte Costituzionale, l’attribuzione legislativa di tali prerogative anche a soggetti non appartenenti alla Pubblica Amministrazione, deve considerarsi pienamente legittima.

Il verbale di violazione redatto da soggetti appartenenti a tale nuova figura di ufficiali accertatori, assume, tuttavia, validità ed efficacia di atto pubblico, soltanto se riferito a comportamenti assunti nelle aree direttamente sottoposte alla loro competenza nonché a quelle immediatamente limitrofe. In virtù delle diverse tipologie di ausiliari del traffico esistenti (dipendenti pubblici, dipendenti di società private di gestione dei parcheggi, dipendenti di società di trasporti pubblici), l’area di esercizio della funzione esercitata è limitata a quella strettamente connessa con la tipologia di appartenenza.

 

 

Quali sono i poteri degli ausiliari del traffico?

Gli ausiliari del traffico possono accertare – con valenza di verità – le infrazioni al codice della strada, elevare contravvenzioni (le cosiddette multe) e perfino ordinare la rimozione dei mezzi abusivamente in sosta, ma lo possono fare solo entro determinate aree. In particolare i poteri degli ausiliari del traffico sono limitati alle sole aree oggetto di concessione e agli spazi necessari alle manovre dei veicoli ivi parcheggiati: questo significa – detto in parole povere – che gli ausiliari possono fare le multe solo sulle aree contrassegnate con le strisce blu e/o da segnaletica orizzontale o in tutte le aree “limitrofe” che impediscano l’uscita o l’entrata in dette aree. Si pensi, ad esempio, al caso di chi parcheggi in seconda fila impedendo a chi, in sosta sulle strisce blu, voglia uscire. Lo stesso discorso si può fare per chi, avendo parcheggiato in divieto la propria auto, impedisca ad altri di accedere agli spazi a pagamento.

 

Si considera “limitrofo” lo spazio minimo indispensabile alla manovra dei veicoli per l’accesso all’area di sosta. Allorché tuttavia l’area limitrofa allo spazio di sosta in gestione sia costituita da un marciapiede, l’ausiliare del traffico non può multare veicoli che vi si trovino in sosta, poiché il marciapiede, non essendo destinato né alla sosta né alla circolazione, non può essere considerato spazio indispensabile alle manovre dei veicoli.

 

Gli ausiliari del traffico devono limitarsi alle contestazioni che riguardano la sosta, mentre non possono occuparsi della circolazione: la possibilità di “punire” chi utilizza le corsie preferenziali è semmai riservata al personale ispettivo delle aziende esercenti il trasporto pubblico, una funzione che può essere svolta però solo da chi è stato nominativamente designato dal sindaco, previo accertamento dell’assenza di precedenti o pendenze penali. Spetta all’amministrazione fornire l’onere della prova sull’idoneità del soggetto ad accertare le violazioni. Non è, infatti, sufficiente che il verbale riporti la dicitura ausiliario del traffico, ma è necessario dimostrare che la nomina è avvenuta con un provvedimento amministrativo trasparente [1].

 

È illegittimo l’accertamento operato dagli ausiliari del traffico per l’infrazione commessa da un veicolo in movimento percorrente corsia preferenziale, atteso il potere riconosciutogli dalla legge si riferisce esclusivamente alle violazioni che concernano le disposizioni in materia di sosta [2].

 

Gli ausiliari del traffico non possono elevare multe che non riguardino le aree contrassegnate con le strisce blu o da segnaletica orizzontale seppure commesse nell’area oggetto di concessione. L’accertamento della sosta fuori dalle strisce blu non funzionale al posteggio o alla manovra in un’area in concessione non rientra nelle competenze degli ausiliari del traffico dipendenti dalla società concessionaria della gestione dei parcheggi a pagamento. Nemmeno la convenienza economica per il concessionario giustifica l’uso degli ausiliari per contestare determinate contravvenzioni [3].

 

Gli ausiliari del traffico che dipendono da società di gestione di parcheggi, sono legittimati all’accertamento di illeciti amministrativi in relazione alla funzionalità degli spazi riservati a parcheggio e quindi in relazione alla violazione di divieti di sosta la cui commissione sia avvenuta dentro le aree in concessione o sulle aree limitrofe [4].

Non può essere riconosciuto alcun potere di accertamento agli ausiliari del traffico per divieto di sosta su marciapiede da parte di un motociclo. La suddetta violazione può essere accertata dal personale in esame esclusivamente nel caso in cui sussista la deroga al divieto o il marciapiede sia eventualmente compreso nell’area oggetto della concessione (nel senso che fa parte della superficie oggetto della concessione), ovvero allo stesso, eccezionalmente possano accedere i veicoli [5].

 

Gli ausiliari del traffico in tanto sono legittimati ad accertare e contestare le violazioni a norme del codice della strada, in quanto dette violazioni concernano le disposizioni in materia di sosta. Laddove, invece, le violazioni consistano in condotte diverse, quale la circolazione in corsie riservate ai mezzi pubblici, l’accertamento può essere compiuto dal personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone, ma non anche dagli ausiliari del traffico [6].

In tema di ricorso contro una contravvenzione elevata da un ausiliario del traffico, l’Amministrazione comunale convenuta in giudizio deve dimostrare i poteri in concreto attribuiti all’ausiliario designato dal sindaco, atteso che la P.A. assume in tale sede veste attrice, con conseguente onere di provare la propria pretesa creditoria. A tal fine è necessario produrre l’ordinanza sindacale di nomina, in difetto della quale il verbale di contestazione per divieto di sosta deve ritenersi nullo [7].

 

In caso di sosta di veicolo in un parcheggio a pagamento, il conducente dell’automobile non è passibile di contravvenzione se prova di aver pagato la sosta oraria anche qualora l’ausiliario del traffico, addetto al controllo, attesti nel verbale l’assenza del relativo tagliando all’interno dell’abitacolo. L’accertamento dell’ausiliario, infatti, assurge quale apprezzamento di una circostanza di fatto passibile di sua valutazione quindi, contro il suo verbale, non è necessario esperire la querela di falso essendo essa richiesta quando si impugnano fatti attestati dal pubblico ufficiale come avvenuti in sua presenza e conosciuti senza margini di apprezzamento [8].


[1] Cass. sent. n. 28359/2011.

[2] Trib. Roma, sent. n. 11428/2010.

[3] Cass. S.U. sent. n. 5621/2009.

[3] Cass. sent. n. 551/2009.

[4] G.d.P. Palermo, sent. del 16.09.2008.

[5] G.d.P. Palermo, sent. del 02.02.2007.

[6] Cass. sent. n. 18186/2006.

[7] G.d.P. Salerno sent. del 03.05.2005.

[8] G.d.P. Ancona sent. n. 80/2004.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti