Niente part time agevolato per chi svolge una seconda attività
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5 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Niente part time agevolato per chi svolge una seconda attività

Part time per lavoratori prossimi alla pensione: nessun beneficio per chi svolge una seconda attività, anche autonoma.

 

L’uscita graduale dal lavoro col part time agevolato non è concessa a chi svolge una seconda attività: è quanto chiarito dall’Inps, in occasione di una recente videoconferenza, con la quale sono stati illustrati i requisiti e le modalità di fruizione del nuovo beneficio.

Ricordiamo che il part time agevolato consiste nella possibilità di fruire di un contratto a tempo parziale (dal 40 al 60% del normale orario di lavoro) con il pagamento della contribuzione in misura piena e la fruizione di un bonus in busta paga (pari alla contribuzione a carico del datore di lavoro sulle ore di attività non prestate). L’agevolazione può essere richiesta dai lavoratori che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018.

 

 

Niente agevolazione per chi ha un doppio lavoro

I lavoratori che versano doppia contribuzione non possono accedere al beneficio. Sono dunque esclusi dal part time agevolato sia coloro che hanno un doppio rapporto di lavoro subordinato (con contribuzione obbligatoria versata per un’altra attività lavorativa, con iscrizione all’AGO ovvero ai fondi sostitutivi, esclusivi, esonerativi dell’Assicurazione generale obbligatoria), sia i lavoratori autonomi- imprenditori e i liberi professionisti. L’Inps, difatti, menziona esplicitamente, tra i non aventi diritto all’incentivo, i dipendenti contemporaneamente iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (ad esempio artigiani e commercianti) ed alla gestione separata.

 

 

Altre esclusioni

Sono inoltre esclusi dal part time agevolato:

 

– i dipendenti con contratto di lavoro a termine;

– i lavoratori con contratto di collaborazione a progetto;

– i dipendenti con contratto di lavoro domestico;

– i dipendenti con contratto di lavoro intermittente;

– i dipendenti con contratto di lavoro a domicilio.

 

 

Aventi diritto al beneficio: casi particolari

Hanno invece diritto all’agevolazione:

 

– i lavoratori con contratto di somministrazione;

– i lavoratori agricoli;

– i lavoratori privi di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 (cosiddetti contributivi puri), se l’ importo della pensione, calcolato sulla base del coefficiente di trasformazione relativo all’età pensionabile, risulta non inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale;

– i lavoratori titolari o in possesso di un trattamento pensionistico o dei requisiti per il diritto alla pensione anticipata.

 

Il perfezionamento del diritto alla pensione anticipata, difatti, se avviene successivamente al riconoscimento del diritto al part time agevolato, non comporta di per sé la decadenza dal beneficio; al contrario, il conseguimento della pensione anticipata implica la decadenza dal beneficio.

 

 

Pensione di vecchiaia: requisiti

Ricordiamo che i requisiti attualmente previsti per la pensione di vecchiaia sono:

 

65 anni e 7 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato;

66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubblici;

66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.

 

Nel 2018, i requisiti saranno uguali per tutti, pari a 66 anni e 7 mesi.

 

 

Part time agevolato: come si richiede

L’Inps ha inoltre chiarito che la procedura per la richiesta del part time agevolato è stata recentemente attivata all’interno del portale web dell’Istituto.

Per ottenere l’agevolazione, è necessario effettuare i seguenti passaggi:

 

– ottenere la certificazione dall’Inps, relativa al possesso dei requisiti minimi di contribuzione per il conseguimento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia e della maturazione, entro il 31 dicembre 2018, del requisito anagrafico;

 

– trasformare il rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale, mediante stipula dell’apposito contratto di part-time agevolato tra le parti;

 

– trasmettere il contratto di lavoro alla competente DTL (Direzione territoriale del lavoro) per ottenere l’autorizzazione, che si intende rilasciata trascorsi 5 giorni dalla ricezione (vale il principio del silenzio assenso);

 

– inoltrare la domanda all’Inps, tramite il modulo “PT-284”, nell’applicazione “DiResCo- Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”;

 

– l’Istituto, dopo i controlli di legittimità, provvederà ad accogliere la domanda, entro il limite di disponibilità delle risorse.

 

 

Part time agevolato: revoca del beneficio

Pur sussistendo, alla data della domanda, tutti i requisiti utili per la fruizione dell’incentivo, questo si può perdere, oltreché per la maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, anche per:

 

– revoca derivante da accordo tra le parti o da cessazione del rapporto di lavoro;

– revoca derivante da svolgimento di altra attività lavorativa comunicata dal datore di lavoro all’Inps;

– revoca disposta dall’Inps (a seguito di accertamento ispettivo, verifica amministrativa, etc.).


 


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