Canone Rai: come paga chi non ha intestato la luce?
Lo sai che?
5 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Canone Rai: come paga chi non ha intestato la luce?

Chi non riceve la bolletta della luce e, tuttavia, detiene una televisione, anche non propria, deve pagare il Canone Rai attraverso il versamento in banca o alle poste.

 

Canone Rai: l’importo dovrà essere versato, in un’unica soluzione, in banca o alle Poste da parte di chi non paga la luce perché non ha un contratto intestato. E ciò nonostante l’iniziale annuncio trionfalistico dell’Agenzia delle Entrate e della Rai secondo cui, dal 2016, l’unico modo per pagare il canone Rai sarebbe stato attraverso la bolletta della luce. Nell’entusiasmo di pubblicizzare la “genialità” del nuovo sistema di riscossione, era stato però tralasciato un caso tutt’altro che raro: quello di chi vive in un appartamento ove il contratto dell’energia elettrica è intestato a un altro soggetto. In questo caso, bisogna tornare al metodo tradizionale: il versamento “manuale” in favore dell’Agenzia delle Entrate. È quanto chiarito nel decreto attuativo del Canone Rai pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore oggi. Facciamo qualche esempio per comprendere meglio quali siano queste situazioni.

 

Si pensi a Tizio che trasferisce la propria residenza nella città dove lavora e prende in affitto una casa dove il contratto della luce è intestato al locatore, Caio. Nell’immobile ove vive, Tizio detiene un apparecchio televisivo che, pertanto, lo obbliga al versamento del canone Rai. Tuttavia, Tizio non riceve le bollette dell’energia elettrica e, quindi, non è in grado di provvedere al pagamento dell’imposta tramite l’addebito automatico sulla fattura elettrica. Dal canto suo, Caio già paga il canone attraverso le bollette relative all’immobile di residenza (verosimilmente non quello dato in affitto a Tizio).

In questo caso, Tizio dovrà provvedere a un unico versamento (non quindi a rate) pari a 100 euro tramite delega di pagamento.

 

Il decreto attuativo stabilisce infatti che, in tutti i casi in cui nessun componente della famiglia anagrafica tenuta al pagamento del canone sia titolare di contratto della luce, il pagamento avviene ad opera del contribuente “mediante versamento unitario di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, utilizzando i codici istituiti dall’Agenzia delle entrate. Esclusivamente per l’anno 2016 il pagamento è eseguito entro il 31 ottobre 2016”.

 

È anche il caso dello studente o dello specializzando che cambiano residenza rispetto al nucleo familiare d’origine e che, con un contratto di affitto a uso universitario, utilizzino un immobile già arredato, con tanto di televisore e contratto della luce intestato al padrone di casa. O ancora è l’ipotesi della coppia di novelli sposi o di conviventi che, in attesa del completamento della casa definitiva, utilizzino l’immobile dato loro in comodato dai genitori senza volturare l’intestazione della luce.

 

Ebbene, se tutti tali soggetti non provvederanno al pagamento tramite delega bancaria, al pari di come versano le imposte relative alla annuale dichiarazione dei redditi, saranno considerati evasori fiscali e si vedranno addebitare, previo accertamento, una sanzione pari a cinque volte il canone stesso.

 

Proprio per la frequenza delle ipotesi appena elencate, sarebbe bene che l’Agenzia e la Rai provvedessero a comunicare pubblicamente, ai cittadini, questa ulteriore modalità di versamento del Canone Rai, avendo le precedenti informazioni generato la falsa convinzione che l’unico modo per adempiere all’imposta è intestarsi un contratto della luce.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti