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Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2016

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Lo sai che? Avviso di accertamento nullo se la firma è illeggibile

> Lo sai che? Pubblicato il 6 giugno 2016

Nullo l’avviso di accertamento se non si riesce a identificare il soggetto che lo ha firmato: anche la delega generale prodotta dall’Agenzia delle Entrate non è valida se non indica il nominativo del soggetto delegato alla firma.

 

L’avviso di accertamento notificato dall’Agenzia delle Entrate è nullo se firmato con una sigla illeggibile e sotto una stampa ambivalente (“Direttore dell’ufficio o funzionario delegato”) che non permette al contribuente destinatario dell’atto di identificarne il sottoscrittore. È quanto affermato da una recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Siracusa [1].

La legge [2] prevede che gli accertamenti in rettifica e gli accertamenti d’ufficio sono portati a conoscenza dei contribuenti mediante la notifica di avvisi sottoscritti dal capo dell’ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato.

L’accertamento è nullo se manca la suddetta sottoscrizione. Si tratta di un’ipotesi tassativa di invalidità dell’avviso di accertamento che, per espressa volontà legislativa, si applica solo a tale tipologia di atti di imposizione tributaria, tant’è vero che la giurisprudenza di legittimità ne ha dato una interpretazione restrittiva, non essendo tale vizio invocabile per atti tributari diversi dagli avvisi di accertamento.

L’ambito applicativo della disposizione normativa citata è stato recentemente esaminato dalla Cassazione [3] secondo la quale, in tema di imposte sui redditi e sul valore aggiunto, l’avviso di accertamento è nullo, se non reca la sottoscrizione del capo dell’ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato.

Se la sottoscrizione non è quella del titolare dell’ufficio, incombe all’Amministrazione dimostrare, in caso di contestazione, il corretto esercizio del potere sostitutivo (da parte del sottoscrittore) e la presenza della delega del titolare dell’ufficio.

La mera sigla apposta sotto una dicitura a stampa semanticamente ambivalente (il direttore dell’ufficio o il funzionario delegato), non consente di individuare la persona dell’effettivo sottoscrittore.

Ebbene, l’impossibilità di individuare il soggetto che ha sottoscritto materialmente l’avviso impugnato non consente neppure di verificare l’esistenza di un’eventuale delega da parte del direttore dell’ufficio, qualora non sia stato quest’ultimo ad effettuare personalmente la sottoscrizione.

Secondo i giudici, il difetto di sottoscrizione in esame non può essere superato neppure nelle ipotesi di delega generale in bianco conferita per la sottoscrizione di tutti gli avvisi di accertamento provenienti da una determinata area dell’ufficio impositivo. Difatti, anche a voler ritenere sussistente una delega generale per la sottoscrizione, deve comunque essere dimostrato chi sia il funzionario o impiegato della carriera direttiva che abbia concretamente ricevuto tale delega.

Come precisato infatti dalla Cassazione [4], in tema di accertamento tributario, la delega di firma o di funzioni deve necessariamente indicare il nominativo del delegato, pena la sua nullità, che determina, a sua volta, quella e dell’atto impositivo. Di conseguenza la delega non può consistere in un ordine di servizio in bianco, che si limiti ad indicare la sola qualifica professionale del delegato senza consentire al contribuente di verificare agevolmente la ricorrenza dei poteri in capo al sottoscrittore.

note

[1] CTP Siracusa, sent. n. 827/3/2016.

[2] Art 42 DPR 600/73.

[3] Cass. sent. n. 18758/2014.

[4] Cass. sent. n. 22803/2015.

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