Tamponamento a catena: chi è responsabile?
Lo sai che?
6 Giu 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Tamponamento a catena: chi è responsabile?

Incidente stradale con tamponamento a catena se la fila è in movimento o in sosta: quale assicurazione paga?

 

In caso di tamponamento a catena, quando non vengono rispettate le distanze di sicurezza tra le automobili incolonnate, l’unico responsabile è l’ultimo veicolo della fila. A dirlo sono due sentenze della Cassazione [1] richiamate da una recente sentenza del Giudice di Pace di Catania [2].

Difatti nell’ipotesi di scontri tra veicoli facenti parte di una colonna di auto in sosta, unico responsabile delle conseguenze delle collisioni è il conducente che le abbia determinate tamponando da tergo l’ultimo dei veicoli della colonna. Diverso è, invece, il caso in cui la colonna di auto sia in movimento. Ma procediamo con ordine.

 

 

Tamponamento tra due auto: chi tampona ha sempre torto?

Nella giurisprudenza della Corte di Cassazione è costante l’insegnamento secondo cui il conducente di un veicolo deve essere in grado di garantire in ogni caso l’arresto tempestivo della propria auto, evitando collisioni con il veicolo che precede. In caso di collisione, scatta una presunzione di responsabilità a suo carico: in pratica, la legge presume che egli non abbia rispettato la distanza di sicurezza, ma gli dà comunque la possibilità di dimostrare il contrario.

 

Non è corretto quindi dire – come spesso succede – che “chi tampona è sempre in colpa”. Per comprendere cosa invece avviene in caso di tamponamento partiamo dalla regola generale la quale stabilisce che, in caso di incidente stradale, se non ci sono prove sulla colpevolezza di uno dei due conducenti, la responsabilità si presume sempre al 50% tra i due.

Invece, nel caso di tamponamento tale regola non si applica più e ne vale una differente: in mancanza di prove contrarie, il 100% della responsabilità è di chi tampona. Questo significa che è solo quest’ultimo a dover dimostrare la correttezza della propria condotta di guida e di aver rispettato la distanza di sicurezza.

 

In termini giuridici ciò significa che l’automobilista che tampona è gravato dall’onere di dare la prova del fatto che il mancato tempestivo arresto dell’automezzo e la conseguente collisione siano stati determinati da cause in tutto o in parte a lui non imputabili.

 

 

Il tamponamento a catena

Nel caso poi di tamponamenti a catena, la giurisprudenza afferma la responsabilità del conducente dell’ultimo veicolo della colonna soltanto quando questa (la colonna) sia ferma.

Invece, nel caso di colonna in movimento, si torna ad applicare la regola generale: si ha una presunzione di responsabilità al 50% tra i due automobilisti (tamponante e tamponato), fondata sull’inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante, sempre che non venga fornita la prova contraria, da parte di uno dei due, di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno [3].

 

Quindi nel caso in cui il tamponato riesca a dimostrare (magari anche sulla scorta delle testimonianze raccolte) che il tamponante seguiva solo di qualche metro il veicolo che lo precedeva, non rispettando quindi la distanza di sicurezza come prescritto dal codice della strada [4], per quest’ultimo scatta il risarcimento del danno.

 

 

Quali sono le distanze di sicurezza tra auto?

A riguardo, il codice della strada [4] stabilisce che la distanza di sicurezza tra due veicoli deve sempre essere commisurata alla velocità, alla prontezza dei riflessi del conducente, alle condizioni del traffico, a quelle planoaltimetriche della strada, alle condizioni atmosferiche, al tipo e allo stato di efficienza del veicolo, all’entità del carico, nonché ad ogni altra circostanza influente.

 

La distanza di sicurezza deve essere almeno uguale allo spazio percorso durante il tempo che passa tra la prima percezione di un pericolo e l’inizio della frenata.


[1] Cass. sent. n. 8646/13 e n. 18237/2008.

[2] Gdp Catania, sent. n. 238/2016.

[3] Cass. sent n. 4021/2013.

[4] Art. 149 cod. str.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
 
Commenti