Opposizione a decreto ingiuntivo: la chiamata del terzo
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6 Giu 2016
 
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Opposizione a decreto ingiuntivo: la chiamata del terzo

Quando va fatta la chiamata in causa del terzo nel caso di opposizione all’ingiunzione di pagamento?

 

In caso di opposizione a decreto ingiuntivo, la chiamata in causa del terzo avanzata dall’opponente non va fatta né autonomamente (con la citazione diretta già contenuta nell’atto di opposizione), né attendendo la prima udienza: al contrario, la richiesta di autorizzazione va presentata al giudice con lo stesso atto di opposizione, e quindi entro i 40 giorni dalla notifica del decreto. Diversamente la chiamata in causa decade d’ufficio per nullità insanabile. È quanto chiarito dalla Corte di Appello di Palermo con una recente sentenza [1].

 

Secondo la Corte, l’opponente a decreto ingiuntivo che intende chiamare in causa un terzo non può direttamente citarlo per la prima udienza, ma deve chiedere al giudice, nell’atto di opposizione, di essere autorizzato a farlo. In caso contrario scatta la decadenza che può essere rilevata d’ufficio e che non può essere sanata neanche dalla costituzione del terzo chiamato.

 

In sintesi, affinché la chiamata in causa del terzo sia valida, essa non può essere fatta autonomamente, ma è sempre necessaria l’autorizzazione del giudice: autorizzazione, però, che va chiesta con lo stesso atto di opposizione.

 

La conseguenza non è la nullità dell’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, ma solo della chiamata in causa del terzo.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

La Corte d’Appello di Palermo, Seconda Sezione Civile, composta da:

1) Antonio Novara Presidente

2) Daniela Pellingra Consigliere

3) Giuseppe Lupo Consigliere rel.

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta al n. 2664/2010 r.g., promossa in grado di appello

DA

F.L., nata (…),

rappresentata e difesa dall’Avv. D.A.;

appellante

CONTRO

B.A., nata (…)

B.G., nato (…), (…);

B.F., nato (…), nella qualità di procuratore di B.D., nato (…),

B.G., nato (…), rappresentati e difesi dall’Avv. G.L.;

appellati, appellanti incidentali

L.G., nella qualità di amministratore giudiziario della Comunione dell’edificio sito in Palermo, Via

(…); non costituito in giudizio;

S. S.a.s., con sede in Palermo;

rappresentata e difesa dall’Avv. F.P.D.;

appellati

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con sentenza dei giorni 7/9 – 20/10/2009, il Tribunale di Palermo, accogliendo l’opposizione

proposta, con citazione notificata il 27.12.2006, dall’Avv. G.L., nella qualità di

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[1] C. App. Palermo sent. n. 479/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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