Nella comunione legale dei coniugi non rientrano i crediti
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6 Giu 2016
 
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Nella comunione legale dei coniugi non rientrano i crediti

Rientra nella comunione tra marito e moglie solo il diritto di proprietà su beni acquistati durante il matrimonio: il diritto di credito a una prestazione o a un bene immobile (siglato col preliminare) non entra invece in comunione.

 

Rientrano nella comunione tra moglie e marito tutti gli acquisti fatti durante il matrimonio e, quindi, il diritto di proprietà sul relativo bene così acquistato. Non rientrano, invece, nella comunione i diritti di credito vantati da uno dei due coniugi anche se il contratto o l’obbligazione è sorta durante il matrimonio. Solo dopo che il diritto di credito si sia trasformato in un bene (una somma di denaro, un immobile, un’auto, ecc.) allora la proprietà sul bene stesso entra in comunione e quindi appartiene a entrambi i soggetti. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [1].

 

La sentenza ha delle implicazioni pratiche molto importanti, specie in caso di separazione dei coniugi e successiva divisione dei beni. Si pensi al caso in cui il marito stipuli un preliminare per l’acquisto di un immobile (anche detto “compromesso”). Esso, come noto, non comporta il trasferimento della proprietà del bene, ma solo un diritto di credito, da parte del futuro acquirente, a che il proprietario, nel giorno concordato, gli trasferisca la proprietà recandosi dal notaio e firmando il rogito definitivo. Prima di questo momento, dunque, il credito verso il futuro venditore non entra nella comunione dei coniugi ma appartiene solo al marito che ha firmato il compromesso. Con la conseguenza che se la coppia si separa prima della stipula del contratto definitivo il bene non va diviso. Stesso discorso vale se il venditore si rende inadempiente e il trasferimento della proprietà del bene avviene per opera della sentenza del giudice, quando già la coppia si è separata.

 

Un altro esempio potrebbe essere quello in cui la moglie vanti il credito a una cospicua somma di denaro: prima dell’accredito sul conto corrente questa non entra in comunione e, quindi, in caso di separazione, non va divisa al 50%.

 

 

Il diritto di credito non rientra nella comunione

La comunione legale tra i coniugi riguarda e comprende solo gli atti che comportano un trasferimento del diritto di proprietà (o la costituzione di altri diritti reali come una servitù, ecc.) e non i diritti di credito sorti dal contratto concluso da uno dei coniugi, i quali, per loro stessa natura relativa e personale, non sono suscettibili di cadere in comunione.

Quindi – chiarisce la Cassazione – non rientra nella comunione un diritto di credito sorto sulla base di un contratto preliminare stipulato esclusivamente da un coniuge.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 26 aprile – 3 giugno 2016, n. 11504

Presidente Bianchini – Relatore Orilia

Svolgimento del processo

1 Per quanto ancora interessa in questa sede, la Corte di Appello di Ancona con sentenza 16.7.2011 ha accolto l’ultimo motivo di appello proposto da S.F. contro la sentenza 1543/03 emessa dal Tribunale di Ancona in contraddittorio con il coniuge separato F.G. (interventrice volontaria nel giudizio di primo grado), i propri genitori S.S. e Sa.Io. , nonché la società Edilnova 93 sas di Fr.Lu. & C sas. In parziale riforma della pronuncia di primo grado, la Corte territoriale ha quindi trasferito in proprietà esclusiva dell’appellante ai sensi dell’art. 2932 cc dell’appartamento in (omissis), via (…), oggetto di precedente preliminare concluso dal solo S. in data 26.6.1993 con la promittente venditrice Edilnova 93.
Per giungere a tale conclusione la Corte di merito ha seguito il principio espresso dalla giurisprudenza secondo cui la comunione legale tra coniugi di cui all’art. 177 cc riguarda solo gli acquisti, intendendosi con tale locuzione, gli atti implicanti trasferimenti del diritto di proprietà o la costituzione di altri diritti reali e non quindi i diritti di credito sorti dal preliminare concluso

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[1] Cass. sent. n. 11504/16 del 3.06.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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