Recupero crediti avvocati: la procedura speciale
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7 Giu 2016
 
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Recupero crediti avvocati: la procedura speciale

Parcella avvocati: procedimento speciale in camera di consiglio ex legge n. 794/1942, artt. 28, 29 e 30 e l’ordinanza di condanna al pagamento degli onorari.

 

L’avvocato che voglia recuperare i propri onorari e, quindi, ottenere la condanna dell’ex cliente al pagamento delle somme da questi vantate può agire, oltre che con la causa ordinaria o il decreto ingiuntivo (in presenza di una prova scritta), anche con la procedura speciale in camera di consiglio prevista dalla legge 794/1942. Ricordiamo brevemente le caratteristiche di quest’ultimo procedimento rivolto alla liquidazione degli onorari di avvocato relativi ad assistenza giudiziale civile svolta in favore del cliente: un procedimento che è stato riformato nel 2011 dal cosiddetto decreto “taglia riti”.

 

Come noto, la l. n. 794/1942 ha introdotto una procedura speciale agli artt. 28, 29 e 30 [1]: procedura che si svolge interamente in camera di consiglio e si conclude con ordinanza non impugnabile contro la quale è eventualmente possibile solo il ricorso straordinario in Cassazione ex art. 111 Cost.

 

Per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti nei confronti del proprio cliente l’avvocato dopo la decisione della causa e l’estinzione della procura, deve, se non intende seguire la procedura del decreto ingiuntivo, proporre ricorso al capo dell’ufficio giudiziario adito per il processo nel quale l’avvocato ha prestato la propria opera.

 

Il giudice fissa udienza per la comparizione delle parti e, se il tentativo di conciliazione fallisce, decide con ordinanza non impugnabile.

 

Il decreto è notificato a cura della parte istante. Il cliente può stare in giudizio anche personalmente, senza bisogno dell’avvocato.

 

A seguito della riforma del 2011, la vecchia procedura del 1942 è stata abrogata e oggi bisogna seguire la procedura prevista dall’art 702-bis cioè con il rito sommario di cognizione.

 

Nel 2016, la Cassazione ha stabilito che [2] il procedimento speciale di liquidazione di cui all’art. 28 – come risultante dalle modifiche apportate dall’art. 14 d.lgs. n. 150/2011 – è applicabile anche nelle ipotesi in cui la domanda riguardi l’ “an” della pretesa, senza possibilità per il giudice adito di trasformare il rito in ordinario o dichiarare l’inammissibilità della domanda. In buona sostanza, non è vero – come ritenuto inizialmente da alcuni – che il procedimento speciale in camera di consiglio sia possibile solo per ottenere la liquidazione del compenso derivante dalle prestazioni giudiziali civili dell’avvocato.


[1] Art. 28 Forma istanza – Competenza

1.Per la liquidazione delle spese, degli onorari e dei diritti nei confronti del proprio cliente l’avvocato dopo la decisione della causa e l’estinzione della procura, deve, se non intende seguire la procedura di cui all’art. 633 e ss. del codice di procedura civile, proporre ricorso al capo dell’ufficio giudiziario adito per il processo.

Art. 29 Procedura

Il presidente del Tribunale o della Corte di Appello ordina, con decreto in calce al ricorso, la comparizione degli interessati davanti al collegio in camera di consiglio, nei termini ridotti a norma dell’art. 645 ultima parte, del codice di procedura civile.

Il decreto è notificato a cura della parte istante.

Non è obbligatorio il ministero di difensore.

Il collegio, sentite le parti, procura di conciliarle. Il processo verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo.

Si applica per le spese l’art. 92, ultimo comma, del codice di procedura civile.

Se una delle parti non comparisce o se la conciliazione non riesce, il collegio provvede alla liquidazione con ordinanza non impugnabile la quale costituisce titolo esecutivo anche per le spese del procedimento.

Le disposizioni di cui ai comma precedenti si osservano, in quanto applicabili, davanti al giudice di pace e al Tribunale quando essi sono rispettivamente competenti a norma dell’art. 28.

Art. 30 Procedimento di opposizione

L’opposizione proposta a norma dell’art. 645 del codice di procedura civile, contro il decreto ingiuntivo riguardante onorari, diritti o spese spettanti ad avvocati e procuratori per prestazioni giudiziali è decisa dal Tribunale e dalla Corte di Appello in camera di consiglio oppure dal giudice di pace o dal Tribunale, con ordinanza non impugnabile la quale costituisce titolo esecutivo anche per le spese.

Il procedimento è regolato dall’articolo precedente.

[2] Cass. sent. n. 4002/2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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