Pensione anticipata, come si recuperano i contributi per maternità?
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16 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Pensione anticipata, come si recuperano i contributi per maternità?

Recupero dei contributi per maternità fuori del rapporto di lavoro: chi ne ha diritto, come si richiedono, di quanto anticipano la pensione.

 

Anche se un periodo di maternità si verifica al di fuori del rapporto di lavoro, la lavoratrice ha diritto all’accredito contributivo del periodo corrispondente a quello di astensione obbligatoria: su domanda, sono dunque accreditate, per ogni figlio, 22 settimane di contributi, corrispondenti a i 5 mesi a cavallo del parto (2 mesi prima e 3 dopo, o un mese prima e 4 dopo).

Perché si possa godere del riconoscimento di tali periodi, però, è necessario possedere determinati requisiti di iscrizione e di contribuzione: vediamo, nel dettaglio, le condizioni necessarie per usufruire delle agevolazioni contributive legate ai periodi di maternità.

 

 

Riconoscimento di maternità fuori dal rapporto di lavoro: beneficiarie

Possono beneficiare del riconoscimento del periodo di maternità al di fuori del rapporto lavorativo le lavoratrici:

 

– dipendenti;

– domestiche;

– agricole;

– iscritte alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria (Ago);

– iscritte ai Fondi Elettrici, Telefonici, Dazio, Trasporti, Volo e Ferrovieri.

 

 

Riconoscimento di maternità fuori dal rapporto di lavoro: requisiti contributivi

Per ottenere l’accredito dei contributi figurativi per maternità, devono essere stati accreditati a favore della lavoratrice almeno 260 contributi settimanali effettivi, ossia 5 anni di contribuzione, nell’arco di tutta la vita assicurativa e, comunque, entro la data di presentazione della domanda.

Per il perfezionamento dei 5 anni di contribuzione, richiesti per ottenere l’accredito, devono essere considerati:

 

– i contributi accreditati per periodi retribuiti nei quali non vi è stata effettiva prestazione di attività lavorativa (ferie, malattia retribuita, ecc.);

– i contributi accreditati per attività lavorativa subordinata, compresi quelli versati per lavoro domestico;

 

Per le lavoratrici agricole, il requisito per l’accredito della contribuzione si considera perfezionato se si possiedono:

 

– almeno 5 anni di iscrizione negli elenchi di categoria;

– almeno 310 contributi giornalieri.

 

Non è, invece, considerata utile la contribuzione versata in una o più gestioni speciali dei lavoratori autonomi degli artigiani, commercianti, coltivatori diretti e mezzadri.

Tuttavia, è possibile richiedere il beneficio se la lavoratrice possiede contributi sia da lavoro dipendente sia da lavoro autonomo, a condizione che risultino accreditati almeno 5 anni di contributi per attività lavorativa subordinata.

 

I periodi da coprire con l’accredito delle 22 settimane devono risultare non coperti da alcuna attività lavorativa, o coperti da disoccupazione: in questo caso, dovrà essere richiesto il mutamento del titolo della contribuzione figurativa, da disoccupazione a maternità.

 

 

Riconoscimento di maternità fuori dal rapporto di lavoro: requisiti di iscrizione

Il beneficio dell’accredito delle 22 settimane di contributi è riconosciuto solo alle lavoratrici che risultano iscritte a una delle gestioni previdenziali indicate anteriormente al 27 aprile 2001.

Per le lavoratrici che a tale data non risultano iscritte all’Inps, che hanno diritto al calcolo esclusivamente contributivo della pensione (iscritte dal 1° gennaio 1996 in poi), nonché per coloro che optano per tale calcolo, sono invece previsti benefici contributivi differenti, legati comunque alla maternità.

 

 

Anticipo della pensione per maternità: lavoratrici appartenenti al sistema contributivo

Per queste lavoratrici, difatti, a prescindere dall’assenza dal lavoro, la legge prevede, per ogni maternità, il diritto di anticipare l’età di accesso alla pensione. In particolare, l’anticipo di età è pari a 4 mesi per ogni figlio (nel limite massimo di 12 mesi complessivi).

In alternativa, è possibile optare per un trattamento pensionistico calcolato utilizzando un coefficiente di trasformazione maggiorato di un anno, in presenza di uno o due figli, o di due anni, in presenza di tre o più figli. In parole povere, se la lavoratrice ha 64 anni, 3 figli, e si pensiona col “contributivo puro”, la trasformazione del montante contributivo (cioè la somma dei contributi rivalutati accreditati nell’arco della vita lavorativa) in pensione avviene utilizzando il coefficiente di chi ha 66 anni. L’assegno risulta dunque più alto, in quanto il coefficiente di trasformazione è un moltiplicatore che aumenta all’aumentare dell’età.

 

 

Astensione facoltativa per maternità fuori dal rapporto di lavoro

Per entrambe le categorie di lavoratrici, sia le aventi diritto al recupero della maternità fuori dal rapporto di lavoro, sia le aventi diritto al calcolo “contributivo puro”, è possibile riscattare (a titolo oneroso) i periodi di congedo parentale (o astensione per maternità facoltativa) al di fuori del rapporto di lavoro. Anche in questo caso è necessario un requisito di contribuzione minimo pari a 5 anni. I riscatti complessivi non possono superare 5 anni nell’arco della vita lavorativa.

Ricordiamo che, per ogni figlio, ciascun genitore può ottenere un massimo di 6 mesi di congedo parentale ( 7 mesi nel caso del padre che si assenta nei primi 3 mesi di vita del bambino, 10 mesi se è presente un solo genitore), con un limite di complessivo di 10 mesi per entrambi i genitori (11 mesi se il padre fruisce, alle predette condizioni, di 7 mesi di astensione).


 


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