Legge 104 e malattia, il riconoscimento dell’handicap non basta
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23 Lug 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Legge 104 e malattia, il riconoscimento dell’handicap non basta

Per le assenze per malattia del lavoratore portatore di handicap grave è necessario trasmettere all’Inps il certificato medico.

 

Ho la Legge 104 e sono assente per malattia: è vero che nel mio caso basta esibire il certificato di riconoscimento dell’handicap al posto del certificato di malattia?

 

Il provvedimento di riconoscimento dell’handicap in situazione di gravità (secondo la Legge 104 [1]) o del possesso di invalidità, rilasciato dall’apposita commissione medica, non sostituisce, in caso di malattia, il certificato medico.

Il medico curante, difatti, è tenuto ad effettuare la diagnosi sulla patologia che determina l’astensione dal lavoro ed a stabilire la durata dell’assenza, indipendentemente dal riconoscimento di un eventuale stato di invalidità o di un handicap in capo al lavoratore malato.

Nessun esonero, dunque, è previsto riguardo al certificato medico di malattia: questo deve essere trasmesso all’Inps nelle ordinarie modalità (telematicamente, entro 2 giorni dal verificarsi dell’evento morboso). Il lavoratore, peraltro, non è esonerato né dalla comunicazione preventiva di malattia al datore di lavoro, né, se richiesto, dalla comunicazione del protocollo del certificato medico all’azienda.

 

 

Legge 104 ed esonero dalla visita fiscale

Il lavoratore a cui è stato riconosciuto un handicap in situazione di gravità non ha, di per sé, nemmeno il diritto all’esonero dalla visita fiscale (cioè l’accertamento dello stato di malattia effettuato dal medico dell’Inps).

L’esonero dalla visita fiscale, difatti, è riconosciuto al dipendente in possesso di invalidità, nel caso in cui la patologia sia connessa con lo stato di invalido. È inoltre riconosciuto agli invalidi per causa di servizio.

Invalidità ed handicap non devono essere confusi: mentre con la prima si intende la riduzione di capacità lavorativa, con il termine handicap si intende una condizione di svantaggio sociale connessa a una minorazione.

Come indica la normativa [2], difatti, è considerato handicappato chi possiede una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, in modo tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

La certificazione dello stato di handicap evidenzia dunque le conseguenze sociali che una persona può avere nella vita quotidiana, per effetto della sua minorazione.

L’invalidità , invece, è intesa come la difficoltà a svolgere le proprie funzioni lavorative e quotidiane, per effetto di limitazioni fisiche, psichiche, intellettive, visive o uditive: la sua certificazione riguarda dunque una valutazione medico-legale, e non sociale.

Ad ogni modo, un lavoratore in possesso di certificazione di handicap grave può essere, contemporaneamente, in possesso di certificazione di invalidità: in questo caso, se la patologia per la quale si assenta è connessa con l’invalidità riconosciuta, è esonerato dalla visita fiscale.

 

 

Esonero visita fiscale: altre ipotesi

Oltre all’esonero connesso allo stato di invalidità, non si deve essere sottoposti a visita fiscale anche nei seguenti casi:

 

ricovero del lavoratore presso una struttura sanitaria(ospedale, clinica);

-patologia grave che richiede terapie salvavita (ad esempio, effettuazione di cure chemioterapiche, dialisi…);

infortunio sul lavoro o malattia professionale;

gravidanza a rischio.

 

 

Esonero dal certificato medico

In nessun caso il lavoratore può essere esonerato dalla trasmissione del certificato medico: anche nel caso in cui sia ricoverato, o si trovi al pronto soccorso, la certificazione deve essere inviata a cura della struttura sanitaria presso cui si trova. Inoltre, se non è possibile l’invio telematico della certificazione, lo stesso può essere inoltrato all’Inps anche in modalità cartacea.

In mancanza di certificazione medica, l’assenza è considerata ingiustificata e il lavoratore è soggetto alle sanzioni disciplinari applicabili in tale ipotesi, a prescindere dal possesso di handicap.


[1] L. 104/1992.

[2]Art. 3, Co. 1, L. 104/1992.

 


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