Telefonare dall’estero (Ue): per il roaming si pagherà meno
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8 Giu 2016
 
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Carlos Arija Garcia
 


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Telefonare dall’estero (Ue): per il roaming si pagherà meno

Sempre più italiani varcano il confine per vacanza o per cercare fortuna. L’AgCom viene loro incontro abbattendo i costi delle comunicazioni. Le compagnie costrette ad adeguarsi.

 

Fine di un incubo. Atterrare in un Paese dell’Unione Europea e accendere il telefonino non sarà più un problema, almeno da un punto di vista economico. Il Garante per le Comunicazioni, cioè l’AgCom, ha deciso di venire incontro agli italiani che si recano all’estero per vacanza, per un viaggio di lavoro o per cercare una nuova vita senza rinunciare al proprio numero. La telefonata, il messaggio o la connessione a Internet non avranno lo stesso prezzo che al di qua del confine ma i costi saranno decisamente più bassi rispetto a quelli attuali.

 

 

Telefonare dall’estero: costi e novità

Da un qualsiasi Paese dell’Ue, la spesa aggiuntiva per gli italiani non potrà superare la soglia dei 5 centesimi al minuto per le telefonate, dei 2 centesimi per ogni singolo sms e di 5 centesimi per ogni megabyte nel caso accedesse al flusso dati (Internet o Whatsapp, ad esempio) rispetto alla tariffa nazionale. In totale, tra tariffa e surplus, il costo di una chiamata dall’estero non potrà essere superiore ai 19 centesimi al minuto, un sms non potrà costare più di 6 centesimi e un megabyte di navigazione dovrà restare al di sotto dei 20 centesimi. Questo vale sia per chi ha un contratto “libero” (si paga a consumo) sia per chi ha scelto un piano fisso, conosciuto anche come “tariffa flat” che comprende un certo numero di minuti di conversazione, di messaggi e di megabyte.

 

 

Meno costi, maggiori tutele

L’AgCom, in un suo documento, fissa alcuni “paletti” per garantire ai consumatori maggiori tutele. Ad esempio, definisce l’offerta a tariffa fissa periodica (il costo giornaliero, settimanale o mensile) “un’alternativa alla tariffa base protetta”. Ma, appunto, trattandosi di “un’alternativa” non può essere considerata un unico piano disponibile per l’utente. Cosa può fare il cliente? Aderire all’offerta alternativa tramite un esplicito consenso oppure usufruire automaticamente della tariffa base di salvaguardia.

Inoltre, le compagnie telefoniche sono tenute a fornire ai consumatori “informazioni complete sulla tariffa base e sulle tariffe alternative, oltre ad aggiornamenti puntuali su qualsiasi tipo di variazione dei costi. In altre parole, il cliente che ha scelto una tariffa diversa dalle nuove offerte ha diritto ad essere richiamato e ad essere informato della possibilità di lasciare offerte alternative per aderire ad una più conveniente. Il tutto, sottolinea il documento del Garante, “senza oneri a carico dell’utente ed in qualsiasi momento”. Cambiare il proprio piano tariffario, insomma, sarà possibile senza costi e senza penalità.

 

 

La stretta sulle compagnie

Proprio pochi giorni prima della pubblicazione di questo documento, il Garante aveva diffidato due compagnie telefoniche, Tim e Wind, per avere imposto ai loro clienti delle tariffe roaming non concordi con quanto stabilito dai regolamenti europei 531 del 2012 e 2120 del 2015. Per il relatore dell’AgCom, Antonio Nicita, entrambe le società avevano peccato di trasparenza e di chiarezza. Nicita ricorda, infine, che le indicazioni sui costi oggi raccolte nel suo documento, sono in vigore anche durante la fase transitoria del Regolamento europeo, finestra aperta fino al 14 giugno 2017.


 


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