Spese sanitarie rimborsate: si deducono nel 730?
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13 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Spese sanitarie rimborsate: si deducono nel 730?

Rimborso da parte di assicurazioni, enti o del datore di lavoro di spese sanitarie: che cosa bisogna indicare nella dichiarazione dei redditi?

 

L’assicurazione sanitaria a cui mi ha fatto aderire l’azienda ha rimborsato parte delle spese mediche sostenute lo scorso anno: che cosa devo indicare nel 730?

 

La detrazione delle spese mediche rimborsate da un’assicurazione o da un altro ente non è, in linea di principio, possibile: qualsiasi costo, per poter essere considerato detraibile o deducibile fiscalmente, deve essere stato effettivamente sostenuto dal contribuente e risultare a carico dello stesso.

Tuttavia, il Tuir [1] prevede delle eccezioni a tale principio, per quanto riguarda le spese rimborsate per effetto di contributi o premi assicurativi versati dal contribuente, per i quali non spettano detrazioni o deduzioni d’imposta, o versati da terzi (come il datore di lavoro) ed entrati a far parte del reddito senza detrazioni.

Ma andiamo per ordine e vediamo, caso per caso, quali spese sanitarie rimborsate al contribuente possono essere detratte nel 730.

 

 

Rimborso derivante da contributi e premi indetraibili e indeducibili

Come appena esposto, possono essere detratte interamente le spese sanitarie, parzialmente o totalmente rimborsate, quando il rimborso è effettuato da un ente o assicurazione i cui premi risultano indetraibili o indeducibili in capo al contribuente.

Questa situazione si verifica, ad esempio, per i pensionati, quando il fondo che effettua i rimborsi prevede dei versamenti anche in capo all’ex datore di lavoro: se non è possibile rinvenire un collegamento diretto tra i versamenti e la posizione del singolo pensionato, i contributi sono indeducibili dal reddito.

Pertanto, in questa ipotesi, le spese sanitarie sostenute, anche se rimborsate, in tutto o in parte, dal fondo, risultano detraibili in capo al contribuente.

Lo stesso vale per i rimborsi effettuati a favore dei familiari non a carico del contribuente: questi ultimi, dunque, possono detrarre le spese mediche anche se interamente rimborsate [2].

Parimenti, è possibile dedurre le spese sanitarie il cui rimborso derivi:

 

– dal pagamento di premi di assicurazioni sanitarie versati dal contribuente, se per i premi non spetta la detrazione d’imposta del 19%;

– dal pagamento di premi di assicurazioni sanitarie stipulate dal datore di lavoro, sia nel caso in cui premi siano a totale carico del datore di lavoro, sia nel caso in cui risulti una trattenuta a carico del dipendente.

 

L’esistenza di premi versati dal datore di lavoro o dal dipendente per queste assicurazioni è segnalata al punto 444 della Certificazione Unica (Cu, che ha sostituito il Cud).

 

 

Rimborso derivante da contributi che concorrono a formare il reddito

Le spese sanitarie sono ugualmente detraibili nel 730 quando il loro rimborso è riconducibile a contributi versati da terzi, come il datore di lavoro, se i contributi versati concorrono a formare il reddito complessivo.

 

 

Rimborso derivante da contributi che non concorrono a formare il reddito

Sono invece indetraibili le spese sanitarie il cui rimborso deriva dal versamento di premi o contributi che non concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente. È quanto accade, ad esempio, nel caso in cui il datore di lavoro (o direttamente il contribuente, lavoratore o pensionato) versi contributi per assistenza sanitaria a enti o casse con fine esclusivamente assistenziale, sulla base di contratti, accordi o regolamenti aziendali. La contribuzione versata, in questo caso, non concorre a formare il reddito imponibile di lavoro dipendente fino all’importo annuo complessivo di 3.615,20 euro.

La presenza di questi contributi è segnalata nella CU al punto 441. Se nel punto 442 della Cu sono però segnalati versamenti di contributi sanitari superiori al limite di 3.615,20 euro, questi, concorrendo a formare il reddito, determinano la detraibilità delle spese sanitarie. Tali spese possono, però, essere dedotte solo in proporzione alla quota eccedente la predetta soglia.

 

 

Spese sanitarie rimborsate per effetto di un risarcimento

Se il rimborso delle spese mediche deriva da un risarcimento danni (sia nel caso in cui risulti erogato dal danneggiante, sia da un terzo, come un’assicurazione, per suo conto), queste non possono essere detratte nel 730. Naturalmente deve trattarsi di danni alla persona.

 

In conclusione, le spese sanitarie rimborsate non possono essere detratte quando:

 

– il rimborso è riconducibile a contributi o premi deducibili o detraibili dal reddito, versati a favore di fondi integrativi del Servizio Sanitario nazionale o a casse sanitarie;

– il rimborso deriva da un risarcimento danni;

– il rimborso è riconducibile a contributi o premi pagati da terzi, come il datore di lavoro, che non concorrono a formare il reddito.

 

Viceversa, le spese sanitarie possono essere detratte quando:

 

– il premio o il contributo versato in favore di fondi e casse non è detraibile o deducibile fiscalmente;

– se non risulta possibile collegare direttamente i versamenti alla posizione del singolo pensionato (in quanto, anche in questo caso, il premio non è deducibile);

– se i contributi versati hanno concorso a formare il reddito di lavoro.

 


[1] Art. 15, Co.1, Lett. c, Tuir.

[2] Circ. 21/E/2010.

 


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