Forfettari, come si calcolano i contributi nel modello Unico?
Lo sai che?
9 Giu 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Forfettari, come si calcolano i contributi nel modello Unico?

Contribuenti aderenti al regime fiscale Forfettario: calcolo dei contributi e riporto nel quadro RR del Modello Unico.

 

È arrivato il momento, per i contribuenti aderenti al nuovo regime forfettario, di presentare la prima dichiarazione dei redditi: difatti, dato che è possibile aderire a tale regime fiscale soltanto a partire dall’anno 2015, Unico 2016 è la prima dichiarazione a cui è obbligata tale categoria di contribuenti. La compilazione del modello Unico, per i forfettari, è abbastanza semplice, in quanto non può essere dedotta alcuna spesa, eccetto le perdite pregresse ed i contributi previdenziali: proprio in merito ai contributi, vediamo quali dati devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi e come riportarli.

 

 

Contributi dei forfettari esercenti attività d’impresa: quadro LM

I contributi devono, innanzitutto, essere indicati nel quadro LM, cioè quello in cui è calcolato il reddito imponibile. Per la precisione, l’imponibile viene determinato come segue:

 

– devono essere sommati gli importi indicati nelle colonne 5 dei righi da LM22 a LM30: si tratta dei redditi d’impresa, suddivisi per attività esercitata e diminuiti dall’apposito coefficiente di redditività (in quanto il coefficiente di redditività, che decurta il reddito, è differente a seconda dell’attività svolta);

 

– dai redditi così determinati devono essere sottratte le perdite pregresse, indicate nella colonna LM37.

 

Se il contribuente ha iniziato l’attività nel 2015 e ha diritto all’agevolazione “start up” (ne hanno diritto imprenditori e professionisti che soddisfano i requisiti per l’accesso al vecchio regime dei minimi), per ottenere l’imponibile i redditi sommati devono essere ulteriormente decurtati di un terzo e vanno, poi, eventualmente detratte le perdite pregresse.

Per specificare la titolarità dell’ulteriore agevolazione deve essere barrata la colonna 3 del rigo LM21.

 

 

Contributi dei forfettari esercenti attività d’impresa: quadro RR

Una volta ricavato il reddito imponibile, questo deve essere riportato nel quadro RR, per il corretto calcolo dei contributi dovuti all’Inps.

Se il contribuente Forfettario, appartenente alla gestione Artigiani o Commercianti, chiude l’anno in perdita, o con reddito sotto il minimale, deve compilare il quadro RR in questa maniera:

 

– al rigo RR1 deve indicare il codice azienda Inps (reperibile nel proprio cassetto previdenziale o dalle comunicazioni dell’Istituto);

 

– in “dati generali della singola posizione contributiva” deve poi indicare il proprio codice fiscale,  il codice Inps azienda (reperibile dal sito Inps:” servizi-cassetto previdenziale artigiani e commercianti-calcolo codeline”), il reddito o la perdita, il periodo d’imposizione contributiva (ad esempio, se l’attività è iniziata a giugno, indicherà 6 come periodo iniziale e 12 come finale);

 

-in “contributi sul reddito minimale”, deve indicare:

  • il reddito minimale (che deve essere riproporzionato, se l’anno non è stato lavorato interamente; ad esempio, se il periodo di lavoro parte da giugno, deve dividere per 12 il minimale- pari a 15.548 euro, nel 2015 e nel 2016, e moltiplicarlo per 7, numero dei mesi lavorati);
  • i contributi IVS dovuti sul minimale (l’aliquota per i contributi dovuti dai commercianti sui redditi fino a  46.123 euro è del 22,74% , mentre è del 22,65% per gli artigiani; oltre tale reddito, l’aliquota è del 23,74%, 23,65% per gli artigiani);
  • la contribuzione dovuta per maternità (7,44 euro);
  • eventuali quote associative e oneri accessori;
  • l’importo versato relativo all’anno 2015, compresi i versamenti con scadenza successiva alla dichiarazione.

Eventuali crediti e contributi compensati internamente (senza esposizione nel modello F24) devono essere  indicati al rigo RR2.

 

 

Compilazione RR forfettari con contributi eccedenti il minimale

Se il reddito eccede il minimale, o se sono stati versati contributi eccedenti il minimale erroneamente, nel quadro RR devono essere compilate le colonne dalla 22 alla 36, utilizzando una modalità analoga a quella appena illustrata:

 

– indicazione reddito eccedente il minimale;

– contributi Ivs dovuti e contributi per maternità;

contribuzione su reddito eccedente il minimale già versata e da versare;

– eventuale indicazione di crediti e compensazioni;

– eventuale eccedenza di versamento a saldo.

 

 

Compilazione RR forfettari con esonero contributivo

Se il contribuente aderente al forfettario aveva, a suo tempo, optato per l’esonero dai contributi sul minimale, deve compilare il quadro RR come segue:

 

– indicare il codice 3 nella colonna 2 del rigo RR1 (Attività particolari); il codice indica l’opzione per l’agevolazione;

escludere, nella compilazione del quadro, la sezione relativa al contributo sul reddito minimale (righi da RR10 a RR21);

-compilare la sezione per la determinazione dei contributi sul reddito che eccede il minimale (righi da RR22 a RR36), indicando l’intero reddito effettivamente percepito, che deve essere sottoposto contribuzione.

 

 

Compilazione RR forfettari liberi professionisti

Se un libero professionista, aderente al regime forfettario, è obbligato ai versamenti nella Gestione Separata (cosiddetti professionisti senza cassa), è tenuto a compilare il quadro RR. Per quanto riguarda la compilazione del quadro LM, le modalità sono analoghe a quelle illustrate per i forfettari che esercitano attività d’impresa.

I redditi derivanti da lavoro autonomo devono essere riportati, all’interno del quadro RR, nel rigo RR5, colonna 1, contraddistinta dal codice 1.

Il professionista deve poi indicare il periodo lavorato (se ha lavorato tutto l’anno, da 1 a 12), e l’aliquota contributiva: questa è pari, per i non pensionati e non iscritti ad altre casse, al 27,72%, diversamente, per il 2015, è pari al 23,50%.

Una volta calcolato il contributo dovuto a saldo sul reddito, a questo deve essere aggiunto il pagamento del primo acconto (che ha la stessa scadenza del saldo, ossia il 16 giugno), pari al 40% del saldo e del secondo acconto, pari a un ulteriore 40% (con scadenza 30 novembre), per un totale di acconti pari all’80% del saldo (gli acconti non devono essere indicati in Unico, ma pagati tramite F24).


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti