Differenza tra reato di stalking e reato di molestia
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9 Lug 2016
 
L'autore
Maria Monteleone
 


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Differenza tra reato di stalking e reato di molestia

Telefonate, sms e mail insistenti e persecutori: reato di molestia o di stalking?

 

Il reato di stalking e il reato di molestia costituiscono due fattispecie distinte anche se si potrebbe pensare a figure coincidenti o sovrapponibili. Una recente sentenza della Cassazione [1] ha messo in luce le differenze principali tra i due reati.

 

Il reato di molestia e disturbo alle persone si configura quando chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, o col mezzo del telefono, per petulanza o per altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. Il reato è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516 [2].

 

Il reato di stalking (tecnicamente “atti persecutori”) [3] invece, si configura quando chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.

 

Il reato è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni ma la pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.

Inoltre, la pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità, ovvero con armi o da persona travisata.

 

La punizione della molestia o disturbo alle persone mira a prevenire il turbamento della tranquillità pubblica provocato mediante l’offesa alla quiete privata; si tratta di reato plurioffensivo che mira a tutelare non solo la tranquillità del privato, ma anche l’ordine pubblico.

 

La molestia è reato di pericolo, non necessariamente abituale, potendo essere realizzata anche con una sola azione, purché ispirata da biasimevole motivo o caratterizzata da petulanza, cioè da quel modo di agire pressante ed indiscreto che interferisce in maniera sgradevole con l’altrui sfera privata.

 

Tale reato è quindi del tutto distinto, autonomo e concorrente rispetto al reato di atti persecutori o stalking. Quest’ultimo delitto tutela la libertà individuale ed è reato abituale di danno, per la cui sussistenza è richiesta la produzione di un evento e cioè l’alterazione delle abitudini di vita della vittima o il perdurante e grave stato di ansia o di paura; in alternativa, per la configurabilità dello stalking, è richiesta la produzione di un evento di pericolo, consistente nel fondato timore per l’incolumità o di un prossimo congiunto o di persona legata alla vittima da relazione affettiva.

 

Certamente lo stalking può essere attuato anche tramite molestie oltre che minacce: se le molestie sono reiterate, non si configurano più reati di molestia bensì un unico reato di stalking solo se esse sono tali da ingenerare nella vittima lo stato d’ansia, il timore di pericolo per l’incolumità propria e/o dei cari, il cambiamento delle abitudini di vita.

 

La Suprema Corte precisa che i beni giuridici protetti nelle due fattispecie di reato sono diversi tra loro: nello stalking la libertà individuale, nel reato di molestia la quiete privata e l’ordine pubblico.

 

Anche la struttura dei reati è ontologicamente diversa: lo stalking è delitto necessariamente abituale di danno; la molestia è reato di pericolo non necessariamente abituale.

 

È pur vero che i due reati possono condividere l’elemento della molestia, ma nello stalking la molestia si deve inserire in una sequenza idonea a produrre uno degli eventi di danno tipizzati dalla norma, eventualmente affiancandosi anche ad altre tipologie di condotte minacciose o lesive.

Invece nel reato di molestia, la rilevanza dell’ordine pubblico quale bene da tutelare rende necessario che le molestie siano commesse in un luogo pubblico o aperto al pubblico, oltre che con il mezzo del telefono.

 

Nello stalking, la tutela apprestata alla libertà individuale prescinde e non si estende ad alcuna dimensione pubblicistica, per cui dalla sfera di operatività di detto reato esula del tutto la tutela dell’ordine pubblico.

 

Di conseguenza, le molestie rilevanti ai fini della configurabilità del delitto di stalking non devono essere necessariamente commesse in luogo pubblico, aperto al pubblico o con il mezzo del telefono (come richiesto invece per la contravvenzione di molestia e disturbo alle persone).

 


[1] Cass. sent. n. 12528 del 24.3.2016.

[2] Art. 660 cod. pen.

[3] Art. 612-bis cod. pen.

 


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