Noemi Secci
Noemi Secci
9 Giu 2016
 
Le Rubriche di LLpT


Le Rubriche di LLpT
 

Consulenza su lavoro e pensioni

Come pensionarsi prima, quale trattamento scegliere per avere un assegno maggiore, come rimediare ai problemi e agli inconvenienti della vita lavorativa?

 

Da parecchi anni, ormai, mi occupo di diritto del lavoro e previdenza: mai come in questi ultimi anni, però, ci sono stati cambiamenti tanto repentini e tanto vasti. Dalla Legge Fornero, al Jobs Act, i mutamenti hanno riguardato ogni istituto, dal licenziamento ai servizi per l’impiego, dalle pensioni all’orario di lavoro.

In questa “giungla normativa”, in continua crescita ed evoluzione, sono in tanti a domandarmi una consulenza, dai lavoratori, alle aziende ed ai professionisti. Le questioni possono apparire semplici “in superficie”, ma, se si va a scavare, si trovano particolarità capaci di “rovesciare” un’intera disciplina. È il caso, ad esempio, del part time agevolato: ad una prima lettura della legge appare pacifico che possa essere richiesto da chi matura i requisiti per la pensione entro il 31 dicembre 2018; ad una lettura più attenta, integrata con le circolari dell’Inps, si comprende che può essere, però, richiesto solo da chi ha già maturato 20 anni di contributi alla data della domanda di part time, non alla data della domanda di pensione. E questo esclude un gran numero di persone dalla platea di beneficiari, convinte di poter fruire dell’agevolazione.

Talvolta sono proprio le circolari dell’Inps a “cambiare una disciplina”: prendiamo il caso della Deroga Amato, cioè della possibilità di pensionarsi con 15 anni di contributi.

 

La legge nulla stabilisce in merito all’età pensionabile, per i beneficiari della deroga: tuttavia, l’Inps, con una circolare, all’epoca, inosservata, “chiarisce” che è necessario, per pensionarsi con 15 anni di contributi, avere l’età per la pensione di vecchiaia stabilita dalla Legge Fornero, comprensiva degli incrementi alla speranza di vita. Una bella differenza, non c’è che dire, che elimina un numero enorme di lavoratori dalla platea dei pensionati.

 

Ma i problemi non riguardano soltanto le pensioni: il campo lavorativo, a partire dal semplice rapporto di lavoro di un impiegato, è una fonte infinita di questioni e problemi.

Prendiamo come esempio una questione “banale” come il ritardo del dipendente: quando i rapporti tra lavoratore e azienda sono abbastanza elastici, un breve ritardo è tollerato e fatto, magari, recuperare alla fine dell’orario giornaliero; quando i rapporti sono tesi, tutto cambia: ogni ritardo può dar luogo a una sanzione disciplinare e, se i ritardi sono reiterati, ancorché brevi, si può arrivare persino al licenziamento, secondo le previsioni dello specifico contratto collettivo applicato.

 

Dalla Costituzione al contratto collettivo, dalle circolari dell’Inps alle sentenze della Cassazione: le fonti su cui il consulente si basa per i suoi pareri sono numerose, in ogni specifica situazione. Trovare una risposta sicura ed univoca, in un apparato normativo che spesso si contraddice da solo, non è cosa semplice: ma l’esperienza e la conoscenza del consulente, unite al continuo aggiornamento ed al confronto, fanno sì che i pareri siano comunque affidabili e circostanziati.

 

Il mio mestiere è questo: affrontare ogni questione, anche la più banale, con la consapevolezza che dietro l’apparenza non problematica si possano celare mille dubbi e interrogativi. E riuscire, nonostante questo, a spiegare in parole semplici al cliente anche le situazioni più complesse, prospettando le migliori soluzioni possibili.


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti
10 Giu 2016 franco pernici

Ho 60 anni,25 di contributi e ora senza lavoro.Che posso fare?Il lavoro non si trova e per la pensione nenche a parlarne.Quale altra via c’è?