Infermiere e operatore socio sanitario: che differenza c’è?
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10 Giu 2016
 
L'autore
Rossella Blaiotta
 


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Infermiere e operatore socio sanitario: che differenza c’è?

Il settore della sanità prevede il lavoro in equipe di diverse professionalità al fine di curare, accudire e rendere meno dolorose le pene ai pazienti ma tra le stesse vi sono importanti differenze.

 

Le professioni di infermiere ed operatore socio sanitario spesso, erroneamente, vengono confuse perché l’ambito in cui operano prevede una stretta collaborazione delle due figure. In entrambi i casi si tratta attività specializzate, derivanti da un periodo di studio e tirocinio maturato presso le strutture ospedaliere e che, nell’esercizio delle proprie mansioni, prevedono un grado di responsabilità differente.

 

Con riferimento al percorso di studi, la qualifica professionale di infermiere viene acquisita mediante il conseguimento della laurea in scienze infermieristiche e l’iscrizione presso l’Albo Provinciale degli Infermieri. Come per altri cicli di studio relativi alle materie socio-sanitarie, anche tale corso di laurea è a numero chiuso, con posti messi a concorso a livello nazionale, dunque per l’accesso ai corsi è necessario superare un test di ingresso che viene effettuato all’inizio dell’anno accademico.

Mentre, la qualifica di operatore socio sanitario viene acquisita mediante il conseguimento di un attestato di qualifica a seguito di corsi regionali banditi periodicamente. Anche in questo caso l’accesso è regolato da uno sbarramento iniziale che occorre superare per potere accedere ai corsi.

 

Con riferimento alle mansioni e alle responsabilità, l’infermiere si occupa dell’assistenza infermieristica dei pazienti (individuandone i bisogni e mettendo in pratica le terapie stabilite dai medici), della pianificazione e gestione dell’intervento infermieristico (attuata mediante l’osservazione del paziente e la valutazione circa la sua appropriatezza).

In altri termini, l’infermiere è un professionista della salute che svolge, in base a decreto ministeriale [1], funzioni di collaborazione, assistenza ed appoggio al personale medico.

L’operatore socio sanitario svolge, invece, un’attività di assistenza diretta al paziente, occupandosi dell’igiene e della pulizia dei non autosufficienti; di disinfezione e pulizia degli ambienti e della strumentazione sanitaria, raccolta e stoccaggio dei rifiuti, sterilizzazione delle apparecchiature; della sorveglianza, dietro direttive infermieristiche, del corretto fluire di flebo o di altri trattamenti. In altri termini, l’operatore socio sanitario svolge un’attività sanitaria di tipo ausiliario.

 

Alla luce di quanto detto, anche in base alla legislazione in materia [2], quella dell’infermiere è una professione autonoma intellettuale volta alla pianificazione dell’assistenza del paziente in obiettivi predefiniti, quella dell’operatore socio sanitario è una professione tecnico-pratica di supporto e collaborazione volta all’esecuzione di attività che riguardano la sfera igienico-sanitaria di paziente e struttura ospedaliera.


[1] D.M. 739 del 14 settembre 1994.

[2] Legge 10 Agosto 2000, n. 25.

 


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Commenti
11 Giu 2016 foibar

per chiarezza vista la generalità dell’articolo: l’OOS no può effettuare operazioni o manovre invasive, ad esempio fare una iniezione o mettere la flebo, praticamente il suo compito è inerente ed esclusiva la parte esterna del paziente. Che poi facciano lo stesso tali operazioni bisogna ricordare che se commettono errori, o creano situazioni gravi per il paziente, ne rispondono in solido.