Multe: quando è possibile il ricorso in autotutela
Lo sai che?
10 Giu 2016
 
L'autore
Daniela Rotunno
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Multe: quando è possibile il ricorso in autotutela

Come ottenere l’annullamento di un verbale d’infrazione al Codice della strada con l’autotutela.

 

Nel caso in cui vi sia stato notificato un verbale d’infrazione al Codice della strada errato o illegittimo, è possibile proporre il ricorso in autotutela [1]. Con tale ricorso si chiede all’ente che ha emanato l’atto di riesaminarlo per l’eventuale revoca o annullamento. L’istanza può essere avanzata sia dall’amministrazione stessa che dal contribuente.

Quali sono i vantaggi?

Il ricorso in autotutela consente di ottenere l’annullamento della contravvenzione senza affrontare le spese legali di un processo; infatti può essere presentato personalmente dal contribuente, anche senza l’assistenza di un difensore.

 

In quali casi può essere richiesta l’autotutela?

La richiesta di riesame in autotutela può essere avanzata nel caso in cui il provvedimento emanato dalla Pubblica Amministrazione sia errato o palesemente illegittimo. Si può chiedere l’annullamento di un verbale nei seguenti casi:

  • errore di persona;
  • il verbale è stato elevato per erronea trascrizione della targa del veicolo o perché la targa è stata clonata;
  • il verbale si riferisce ad un veicolo venduto prima della data d’infrazione;
  • il verbale è relativo ad un veicolo rubato per il quale si è stata effettuata regolare denuncia di furto e annotazione di perdita di possesso;
  • doppio verbale per la stessa infrazione.

Come presentare il ricorso in autotutela?

La domanda deve essere inviata con raccomandata A/R all’ufficio che ha emesso l’atto illegittimo o viziato. Nel caso in cui l’istanza sia stata inoltrata all’ufficio sbagliato, quest’ultimo deve provvedere ad inoltrarlo all’ufficio competente. La domanda va inviata anche alla Prefettura, poiché, come previsto dalla circolare del Ministero dell’Interno [2], l’organo accertatore può disporre l’archiviazione dei soli atti che non sono ancora fuoriusciti dalla propria sfera, come nel caso di un preavviso di fermo compilato per errore. Inoltre in nessun caso l’organo che ha provveduto all’accertamento può disporne l’archiviazione.

La domanda di riesame in autotutela deve indicare i motivi per cui si chiede l’annullamento parziale o totale dell’atto. Ad esempio nel caso di doppia contravvenzione per la medesima infrazione, occorre allegare il versamento che attesta l’avvenuto pagamento della multa; nel caso errata trascrizione della targa, occorre provare che in quel giorno il veicolo si trovava da tutt’altra parte.

 

Il ricorso in autotutela è alternativo rispetto al ricorso giurisdizionale?

No. La richiesta di riesame in autotutela per l’annullamento di una contravvenzione può essere presentata indipendentemente dalla proposizione del ricorso al giudice di Pace o al Prefetto. Inoltre tale domanda non sospende i termini per la proposizione dei due ricorsi; quindi, in caso di inerzia della pubblica amministrazione, sarà opportuno presentare il ricorso prima della scadenza. Possiamo dire che la proposizione del ricorso al prefetto (entro il termine di 60 giorni dalla contestazione o notifica del verbale), concede al contribuente più tempo per attendere la risposta dell’amministrazione.

Posso impugnare il provvedimento di diniego dell’autotutela?

Che cosa può fare il contribuente se l’Amministrazione che ha emanato l’atto si rifiuta di procedere all’annullamento d’ufficio o alla revoca dell’atto illegittimo divenuto definitivo? Sul punto la Corte di Cassazione ha chiarito che tale provvedimento può essere impugnato ma solo per vizi propri. Quindi,  il giudice di merito potrà sindacare solo sull’effettivo rispetto delle norme che regolano l’autotutela, non potendo giudicare sulla discrezionalità nell’annullamento o revoca di un atto che spetta esclusivamente all’amministrazione che lo ha emanato [3].


[1] D.L. 564/94 conv. in L. 656/94.

[2] Min. Int., circ. n. 66 –prot. n. M/24/3/1995.

[3] Cass., sent. n. 23765/2015.

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti